Estratto del documento

Il processo edilizio

La realizzazione di oggetto edilizio prevede la presenza di un sistema operativo, ovvero

l’insieme di tutte quelle operazioni che conseguono a determinate esigenze. L’insieme di

queste e la loro organizzazione fanno parte del PROCESSO EDILIZIO. Che è quindi: l’insieme

delle operazioni di trasformazione e fasi, a partire dall’individuazione dell’esigenze da

soddisfare, fino alla progettazione ed alla realizzazione di un oggetto edilizio che le soddisfi.

Non si parla esclusivamente di nuovo costruito ma anche di interventi su manufatti già

esistenti. Oltre ad essere un insieme di operazioni , il processo edilizio, mette insieme attività,

risorse e protagonisti. I principali protagonisti del processo edilizio sono:

- Committenti: chi promuove o finanzia l’opera.

- Proggettisti/Project Manager/Direttore dei lavori: figura di riferimento che si occupa della

fase progettuale e/o tutto ciò che la concerne: progetto, definizione di un programma

d’intervento, programma dei controlli, cronoprogramma delle verifiche da effettuarsi

- Organismi di progettazione: Protagonisti esterni che mettono a disposizione: risorse,

competenze e tecnologie.

- Imprese Edili

- Produttori di materiali

- Collaudatore

Le prime forme di processo sono riconducibili alle prime forme di civiltà umana, dove per

rispondere alle esigenze della comunità venivano realizzate soluzioni utilizzando direttamente

la materia prima che si aveva a disposizione in base al luogo e alle esigenze da soddisfare.

Questo tipo di processo edilizio è considerato diretto. Ad oggi non si ha più un processo edilizio

diretto bensì delegato. Infatti per soddisfare le esigenze , si passa attraverso più protagonisti

con competenze specializzate e attraverso più fasi. Le macro fasi di un processo edilizio sono:

- Fase preliminare

Individuazione obbiettivi generali e quadro normativo

o Definizione delle esigenze da parte della committenza, dei progettisti e

o dell’utenza.

- Fase Progettuale

Vengono realizzati in ordine: progetto preliminare, definitivo ed esecutivo

o Appalto: vengono individuate le imprese e gli organismi ai quali delegare il lavoro

o

- Fase Realizzativa

Fase di Costruzione dell’opera, quindi cantierizzazione

o Fase di Collaudo e verifiche di abitabilità

o

- Gestione e Manutenzione

- Riutilizzo

Il Progetto

Il progetto è quell’atto in cui vengono applicate competenze tecnico-risolutive da parte di

organismi o professionisti per configurare tridimensionalmente un oggetto edilizio che soddisfi

le esigenze individuate. La fase progettuale comprende :

- L’individuazione delle esigenze

- La realizzazione del progetto

- La programmazione d’intervento

E in alcuni casi :

- La fase materiale dell’esecuzione

- Ed il controllo dell’opera finita

Principalmente colui che si occupa del progetto è il progettista che deve tenere in conto :

- Delle esigenze da soddisfare

Esigenze dell’utenza secondo UNI: sicurezza , benessere, fruibilità, estetica,

o gestione, integrabilità e salvaguardia dell’ambiente.

- Delle tecnologie a disposizione

- Dell’economia del progetto stabilita nel contratto progettuale

- Del quadro normativo locale

- E della fattibilità costruttiva

La sintesi progettuale consiste nel far convergere i vari vincoli e le soluzioni progettuali. Per

arrivare al risultato finale infatti il progettista deve continuamente adattare i propri risultati

seguendo questo schema: obiettivi , soluzioni e verifica della rispondenza.

Le esigenze una volta individuate vanno trasposte all’interno in requisiti, ovvero le

caratteristiche strutturali e funzionali che appartengono all’oggetto edilizio, che devono

soddisfare le capacità di prestazione.

L’attività costruttiva

L’attività costruttiva comprende tutte le fasi di attuazione del progetto, quindi la realizzazione

dell’oggetto edilizio: dalla preparazione del terreno di sedime ai lavori di rifinitura finali.

Anche in questo caso le forme più antiche di attività costruttive sono rintracciabili con le prime

forme di civiltà umana, quando per realizzare l’oggetto edilizio si ricavavano le materie prime

sul luogo di realizzazione.

Ad oggi principalmente le materie per la costruzione sono reperite al di fuori del cantiere e

abbiamo 3 tipi di processo edilizio in base a dove avviene la loro lavorazione:

- Lavorazione delle materie prime e realizzazione degli elementi costruttivi a piè d’opera

ed in opera

- Lavorazione delle materie prima e degli elementi costruttivi a piè d’opera

- Lavorazione delle materie e degli elementi completamente al di fuori del cantiere, in

questo caso si far riferimento agli edifici prefabbricati dove la lavorazione in cantiere

consiste solo nella preparazione del terreno di sedime

La lavorazione degli elementi costruttivi

Gli elementi costruttivi che possono essere realizzati a piè d’opera o al di fuori del cantiere, si

ottengono tramite dei processi di lavorazione che posso distinguersi in

- Principi di Lavorazione Complessi : che conducono alla realizzazione di un elemento

mono pezzo, e si basano su:

Asportazione

o Formatura

o

- Principi di lavorazione complessi, che conducono ad un elemento costruttivo, composto

da più elementi singoli. In questo caso le tecniche di unione delle varie componenti

possono essere diverse:

Unioni di forza:

o Aggraffaggio: consiste nell’utilizzo di graffe o di elementi che hanno una

 parte ripiegata e predisposta ad aggraffarsi.

Regatura: elementi tenuti insieme da elementi flessibili come funi o

 giunchi

Penetrazione: elementi con parti predisposte ad incastrarsi come ad

 esempio con un sistema maschio-femmina, o con elementi esterni che

possono essere avvitati o infissi.

Unioni di tentua:

o Ammarraggio: unione tra un elemento fluido che una volta solidificato

 aderisce ed un elemento solido

Saldatura o incollatura

I Principi costruttivi semplici

Gli elementi costruttivi, ottenuti trami i procedimenti costruttivi, possono basarsi su principi

costruttivi semplici o composti in base a:

- Come sfruttano le caratteristiche intrinseche del materiale del materiale di cui sono

composti

- Come sfruttano le caratteristiche le loro caratteristiche geometriche

- Come sono sfruttati e posizionati all’interno dell’oggetto edilizio

All’interno di un oggetto edilizio, gli elementi che lo compongono sono soggetti a delle

deformazioni ( anche se non visibili ad occhio nudo) che creano delle tensioni interne di modulo

notevole. E i principi costruttivi devono avere caratteristiche tali per resistere ad esse.

Principi Costruttivi semplici

Gli elementi che rispondono esclusivamente a sollecitazioni lineari , quindi:

- Taglio: Sollecitazione che tende a far scorrere le particelle degli elementi costruttivi.

Provoca uno scorrimento secondo due piani sempre ortogonali. Il valore delle forze che

determinano questa deformazione in rapporto alla superficie applicata è detta tensione

di taglio. Può essere considerato una combinazione tra trazione e compressione.

- Compressione : Tende a far avvicinare le particelle. L’accorciamento è proporzionale al

carico per unità di pressione

- Trazione: Tende ad allontanare le particelle. Il fenomeno tipico della trazione è

l’allungamento. L’allungamento subito da un’unità di lunghezza del corpo soggetto a

trazione è detto deformazione untiaria di trazione

- Sollecitazione di Flessione

La Trave

La trave è un principio costruttivo semplice, è un elemento la cui lunghezza è notevolmente

maggiore delle altre due dimensioni, serve a distribuire le sollecitazioni verticali orizzontalente

Schematicamente può essere rappresentato da un segmento che rappresenta la linea assiale.

Può essere vincolata con : cerniere, incastri e carrelli. Risponde alle sollecitazioni di taglio e

flessione.

Trave a sbalzo: ha un estremità incasstrata e l’altra llibera. La freccia in questo caso dipende da

diversi fattori:

- Dove viene applicato il carico

- Se è disposta di piatto o di traverso

- La lunghezza della trave

- Il coefficiente elastico del materiale di cui è composta

La forma della sua sezione, infatti sono ricorrenti gli utilizzi di travi a doppia con un anima

centrale e due ali perpendicolari ad essa che rispondo molto bene alla compressione inferiore e

alla trazione superiroe, solitamente sono in acciaio. Altre soluzioni solo trave a T dove c’è solo

un’ala inferiore realizzata in cemento che resiste a compressione. Un’altra soluzione che va a

ridurre la freccia è la rastremazione della trave. Il momento ed il taglio sono massimi

nell’incasto e 0 nell’estremità libera quando il carico è distribuito.

Trave semplicemete appoggiata: Si tratta di una trave solittamente vincolata alle sue estremità

da una cerniera ed un carrello. Quando sottoposta ad un carico distribuito il momento è

massimo nel suo punto di mezzeria ed il taglio è massimo e minimo nei punti di appoggio

mentre nel punto di mezzeria è pari a 0. In base al materiale di cui è compsto , bisogna

effettuare accorgimenti costruttivi:

- Trave semp. Appoggiata in cls:

Trave incastrata alle estremità: In questo caso il momento massimo è nelle estremità ed è metà

nel punto di mezzeria. Tra il punto di mezzeria e le estremità abbiamo 2 punti di flesso dove il

momento è pari a zero. Per quanto riguarda il taglio è massimo nelle estremità.

Trave continua: si tratta di una trave che poggia su diversi vincoli e la curvatura delle campate

dipendono dal carico e si invertono.

La trave in se, può essere di diverse forme e materiali:

-

Principi Costruttivi Complessi

Gli elementi che rispondono a flessione, che può essere considerata come l’unione tra torsione

e compressione, e torsione, dove all’interno di un corpo sottoposto ed essa le infinite sezioni

che lo compongono tendono a ruotare intorno al baricentro e sollecitazioni complesse.

IL Trilite

E’ composto da due piedritti e un’architrave che poggia su di essi e crea un vano sottostante

- L’architrave: si comporta esattamente come una trave semplicemente appoggiata ed

essendo sottoposta a taglio e flessione, le estremità che poggiano sulle facce superiori

dei piedritti tendono a spostarsi dalla loro posizione iniziale. Sul punto d’appoggio

dellarchitrave possono essere individuate tre zone che fanno varaire la stabilità del

trilite in base a come il carico della trave poggia su di esso:

Centro: se il carico poggia su di esso sul piedritto agisce un carico

o perfettamente distribuito

Nocciolo d’inerzia: un’area romboidale intorno al centro , se le sommatoria di

o carco cade in essa, agisce una compressione non omogenea

Esterne al nocciolo: Se le sommatorie delle forze peso cadono qui, la struttura

o non è stabile e sul piedritto agisce forza di raglio.

Inoltre l’architrave se inserita in una muratura per creare un vano sostiene solo una parte della

muratura sovrastante , questo perché si genera un effetto arco che porta alla distrubuzione del

principalmente nei piedritti+

In generale quindi l’area di appoggio varia e possono essere utilizzati dei dispositivi di appoggio

per migliorare la stabilità

- Piedritti: Sui piedritti agisce una compressione dovuta al carico sovrastante, la loro

stabilità può essere verificata in 3 modi:

Verifica di schiacciamento: La sommatoria di carico deve agire nel nocciolo

o d’inerzia e lo sforzo totale pari al rapporto tra il peso e l’area di appoggio deve

essere inferiore allo sforzo massimo di sicurezza

Verifica di scorrimento: se sono presenti forze orizzontali S la loro sommatoria

o deve essere inferiore alla forza di attrito tra suolo e base piedritto

Verifica ribaltamento: Le forze S se presenti , oltre a provocare scorrimento

o apllicano un momneot rispetto allo spigolo di base del peidritto, quindi bisogna

far si che il momento resistente pari al peso per la distanza tra punto

applicazione peso e spigolo sia maggiore.

Il Telaio

Formato da elementi verticali chiamati montanti o ritti e orizzontamenti. Gli elemtne all’interno

di esso sono mutuamente e saldamenti collegati, quindi la flessione al contrario del trilite viene

trasferita dall’emenento verticale a quello orizzontale. Principalemente abbiamo:

- Telaio incastrato al suolo: con due incastri alla base, a metà dei ritti si crano dei punti di

flesso e quindi momento nullo

- Telaio incernierato: con due cerniere alla base, il momento di conseguenza è 0 in

corrispondenza di esse e tnede a crescere salendo.

Altre soluzioni sono il telaio di cerniera tra corrente e montanio che trasmette metà della spinta

orizzontale al montante sotto vento.

Per essere piu stabile posso essere isneriti i controventi, elementi diagonali che lavorano a

trazione e compressione, ma sono con telai in legno e acciaio.

Arco

Composto da 2 piedritti e dei conci che poggiano sui piedritti, elementi che che creano una

struttura curvilinea che in base alle dimensione e disposizone di conci e pedritii ha varie

categorie:

- Arco atutto sesto: centro nella linea d’imposta

- Arco a sesto ribassato: centro al di sotto della linea

- Arco rialzato: centro al di sopra

- Arco acuto: i raggi dei due cerchi che lo compongono sono piu piccoli della corda

- Arco rampante: vari centri su diversi livelli

- Arco a piattabamda: centro all’infinito

Conci: Elementi che sfruttano la gravità e la forza di attrito tra loro stessi per dare origine

all’arco. Partendo dalla chiave di volta il concio piu in alto, le reazioni possono essere

scomposte in una componete normale alle superici e la forza peso dei conci superiori. La

risultante permette di trovare la linea delle pressioni interne che deve essere contenuta al

campo di nocciolo per essere stabile.

Piedritti: Per essere stabili la linea delle pressioni deve cadere nel nocciolo. Inoltre per

aumentare la sicurezza statica e la resistenza alle spinte verticali si può:

- Aumentare peso del piedritto

- Sovrapporre masse inerti al di sopra del piedritto

- Aumentare la sezione del piedritto

- Affiancare un altro arco

Gli archi possono essere realizzati oltre che in conci di pietra anche in mattoni, legno e con

getti di cemento. In quelli di mattoni bisogna tener cono dello strato di malta cucniforme e

dello strato di max 6 mm all’intradosso e 15 mm all’estradosso.

Il cavo

Principi Geometrici Costruttivi

La realizzazione di un oggetto edilizio quindi può sfruttare vari principi costruttivi ed in base a

come vengono utilizzati e disposti all’inerno del sistema strutturale abbiamo:

- Principio costruttivo scatolare, che comprende le struttre :

A setti: Vengono utilizzate delle pareti portanti che collaborano staticamente tra

o loro garzie alle mutue e salde congiunzioni come ad esempio gli ammorsamenti.

Anche le chiusure verticali come solai e impalcati contribuiscono nel

comportamento scatolare e nella distribuzione delle sollecitazioni.

A gabbia: Costituite da un orditura tridimensionale di elementi lineari portanti ,

o che funfono da scheletro portante, come ad esempio travi e pilastri.

- Principio costruttivo globale, che comprende le struttre :

A conci

o A capanna

o A Guscio

o A Cesto

o A Tenda

o A pallone

o

Le Strutture a Setti

I setti sono elementi bidimensionali longitudinali con un altezza di dimensioni maggiori rispetto

allo spessore. In questo tipo di strutture i setti svolgono un ruolo portante e reagiscono con un

comportamento scatolare alle sollecitazioni di carico e accidentali. Il comportamento scatolare

e garantito dai mutui e solidi collegamenti tra le pareti, ad esempio se abbiamo pareti in

muratura la connessione tra le pareti si ottiene con l’ammorsatura. I solai e i piani impalcati

hanno la funzione di trasmettere orizzontalmente e distribuire ai setti le sollecitazioni a patto

che siano saldamente concatenati alla struttura, tramite generalmente un cordolo di cemento

armato. La stabilità di una struttura è garantita soprattutto dal rispetto del rapporto

tra lo spessore e l'altezza libera del muro, che deve oscillare tra 1/10 e 1/12 per

evitare fenomeni di instabilità o ribaltamento.

In base alla loro funzione strutturale i setti possono dividersi in 2 categorie:

- Portanti: rispondono alle sollecitazioni verticali

- Di controventamento o Taglio: reggono la spinta laterale

In base alla loro collocazione invece abbiamo:

- Pareti perimetrali

- Pareti longitudinali: parallele al lato più lungo dell’abitazione reagiscono bene allo sforzo

verticale

- Pareti trasversali: ortogonali a quelle longitudinali, rispondo agli sforzi orizzontali

- Pareti a spina: sono pareti longitudinali che passano per la linea di mezzeri dell’edificio,

riduce la luce dei solai

Le strutture in setti in base alla collocazione e alla funzione degli elementi che le compongono

possono essere:

- Strutture a pareti portanti longitudinali: l tipo edilizio che ne deriva è caratterizzato da

pareti portanti che sono anche perimetrali

- Strutture a pareti portanti trasversali: le pareti portanti si trovano all’interno dell’edificio

e sono trasversali , l’orditura degli impalcati e monodirezionale. Le pareti perimetrali

non sono portanti in questi casi

- Strutture cellulari : hanno pareti interne ed esterne con stesse caratteristiche, sia le

pareti trasversali interne che longitudinali hanno un ruolo portante e sono ben

concatenate tra loro.

- Strutture a nucleo portante interno

Setti in Muratura

I setti in muratura, comprendono i setti composti da una successione di elementi più o meno

regolari o regolari (mattoni , conci) legati saldamente tra loro da una legante come ad esempio

la malta. La malta è una miscela composta da un legante (calce, gesso o cemento), sabbia e

acqua che una volta solidificata, tiene saldamente unita la muratura come un elemento

monolitico. I setti in muratura possono essere realizzati per: addizione, concrezione o

intelaiatura. In base a come vengono utilizzati all’interno della struttura possono avere diverse

configurazioni. Lo spessore del muri generalmente tende a diminuire verso l’alto, con delle

riseghe in corrispondenza dell’implacato. Ogni tipologia di muratura si realizza dal basso verso

l’altro per strati orizzontali e generalmente con una temperatura sopra gli 0°.

Costruzioni in Muratura continua: Sistemi composti da pareti , archi e volte. Dove il setto

portante “continua”

Costruzioni con orizzontamenti non solidali alla struttura muraria verticale

Costruzioni con orizzontamenti solidali alla struttura muraria verticale : è presente un

cordolo di c.a.

Setti In Laterizio

L’antenato del mattone in laterizio è il mattone in adobe. L’adobe era un impasto di terra

cruda: acqua e argilla. Una volta ottenuto l’impasto veniva posto in stampi e fatto essiccare al

sole per ottenere i mattoni in adobe.

Durante il corso della storia, in epoca Romana, si iniziano a distinguere (secondo ciò che riporta

Vitruvio) Structura Latericia e Structura Testacea. La prima si rifieriva a mattoni con impasto a

base di argilla crudi, meno efficaci dal punto di vista della permeabilità, la seconda a mattoni in

argilla cotti. La fase di preparazione di essi non differiva, l’impasto veniva collocato in stampi

senza fondo e in base alla loro dimensione, Vitruvio e Plinio , differenziavano 3 tipologie:

- mattone Lidio (1 piede x ½ piede = 29,6 x 14,18 cm);

- Tetradorono (di lato 4 palmi cioè 1 piede quadrato = 29,6 x 29,6 cm);

- Pentadorono (5 palmi di lato = 37 x 37 cm)

Ad oggi i mattoni ed i blocchi in laterizio vengono ancora largamente utilizzati in edilizia. La

loro realizzazione parte dall’estrazione dell’argilla, che viene trasportata presso fabbriche di

mattoni e blocchi dove avviene una pre-lavorazione tramite rompizolle e laminatoi, dopo la fase

di decantazione vengono fatti passare presso un laminatoio di finezza ed infine gli viene data la

forma finale per trafilatura o per stampaggio. Una volta essiccati avviene la fase di cottura.

I mattoni ed i blocchi realizzati possono avere dimensioni diverse in base alle esigenze di

utilizzo, alcune dimensioni di mattoni tipici sono:

Denominazione Altezza Larghezza Lunghezza

Doppio UNI 12 12 25

Bimattone Veneto 13 13 26

Trimattone Veneto 13 18 26

Doppio Bolognese 12 14 28

In casi in cui si devono ottenere delle soluzioni costruttivo-geometriche, i mattoni posso essere

ridotti, tramite spacco o segata in:

1/4 3/4

Bernardino o Quartino Mezzo

3/4 1/4

Tre quarti

Mezzo lungo o Tozzetto

Gli elementi in laterizio possono essere realizzati con forature per essere più leggeri,

chiaramente il loro comportamento statico e la loro risposta alle sollecitazioni è differente da

quella dei mattoni pieni, quindi in base alla loro percentuale di foratura, vengono catalogati

(per un corretto utilizzo) in:

- Elementi pieni: la loro foratura è inferiore al 15% della superficie è hanno fori sotto i 9

2

cm ❑

- Elementi semi-pieni: la loro foratura è inferiore al 45% della superficie è hanno fori sotto

2

i 12 cm ❑

- Elementi forati: la loro foratura è superiore al 45% (deve essere inferiore al 55%) della

superficie. I fori devono rispettare la dimensione di 15 cm^2

In base a quali di questi elementi vengono utilizzati per realizzare una muratura lo spessore

minimo di essa cambia :

- Spessore minimo per muratura in elementi pieni: 12 cm

- Spessore minimo per muratura in elementi semi-pieni: 20 cm

- Spessore minimo per muratura in elementi forati: 25 cm

Murature piene

Disposizione a filo : i mattoni sono appoggiati di lista e sono sfalsati a mezza lunghezza

Disposizione in spessore: sono appoggiati di faccia e sono sfalsati a mezza lunghezza

Disposizione a blocco

Disposizione gotica

Disposizione a croce

Disposizione fiamminga

L’ammorsatura

Laddove i setti in muratura si incontrano è strettemente necessario per la

trasmissione delle sollecitazioni e quindi la stabilità è necessaria un mutuo e saldo

collegamento: Questo è dato da una corretta ammorsatura , ovvero l’incastro

alternato degli elementi delle pareti che si incontrano. E’ sicuramente c

Anteprima
Vedrai una selezione di 7 pagine su 29
Esame orale Architettura tecnica I - anno 2025/26 - Appunti lezioni Pag. 1 Esame orale Architettura tecnica I - anno 2025/26 - Appunti lezioni Pag. 2
Anteprima di 7 pagg. su 29.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Esame orale Architettura tecnica I - anno 2025/26 - Appunti lezioni Pag. 6
Anteprima di 7 pagg. su 29.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Esame orale Architettura tecnica I - anno 2025/26 - Appunti lezioni Pag. 11
Anteprima di 7 pagg. su 29.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Esame orale Architettura tecnica I - anno 2025/26 - Appunti lezioni Pag. 16
Anteprima di 7 pagg. su 29.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Esame orale Architettura tecnica I - anno 2025/26 - Appunti lezioni Pag. 21
Anteprima di 7 pagg. su 29.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Esame orale Architettura tecnica I - anno 2025/26 - Appunti lezioni Pag. 26
1 su 29
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Ingegneria civile e Architettura ICAR/10 Architettura tecnica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giancanedundulu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Architettura tecnica I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Paolini Cesira.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community