EQUIPAGGIAMENTI
DI BORDO
E SISTEMI AVIONICI
Prof. Stesina
[Equipaggiamenti di bordo e sistemi aerospaziali | Andrea Massari]
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INDICE
1. TECNOLOGIE AVIONICHE p. 3
1.1. Hardware di bordo
1.2. Software di bordo
1.3. Digital Data Bus
1.4. Dispositivi ESD
1.5. Fibre Ottiche
2. SISTEMI DI SICUREZZA p.15
2.1. R.A.M.S. (fondamentali)
2.2. Guasti
2.3. Integrità
2.4. Ridondanza hardware
3. AVIONICA p. 23
3.1. Definizioni preliminari
3.2. Sistemi avionici
3.3. Ingegneria dei sistemi
4. FLIGHT DECK SYSTEMS p. 29
4.1. Display elettronici
4.2. Utilizzo dei display in cabina
4.3. Architettura dei display
4.4. Posizionamento dei display
4.5. Aircraft instruments
4.6. Electronic Flight Bag (E.B.F.)
4.7. Air Tra_ic Situation Unit (A.T.S.U.)
4.8. Sensori
4.9. Flight Control System F.C.S.
5. ONDE E.M. E TELECOMUNICAZIONI p. 47
5.1. Onde elettromagnetiche
5.2. Propagazione delle onde radio
5.3. Architettura generale
5.4. Segnale in banda base
5.5. Modulazione del segnale
5.6. Amplificazione del segnale
5.7. Trasmissione del segnale
6. SISTEMI DI COMUNICAZIONE p. 62
6.1. Scenari di comunicazione
6.2. Equipaggiamenti per le comunicazioni
6.3. Comunicazioni VHF
6.4. Comunicazioni HF
6.5. Comunicazioni SATCOM
6.6. Resoconto delle comunicazioni 2
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7. SISTEMI DI NAVIGAZIONE p. 71
7.1. Introduzione
7.2. Piano di volo IFR
7.3. Flight Management System F.M.S.
7.4. Modalità di navigazione
7.5. Aiuti radio alla navigazione
7.6. VHF Omnidirectional Range V.O.R.
7.7. Distance Measuring Equipment D.M.E.
7.8. Istrument Landing System I.L.S.
7.9. Microwave Landing System M.L.S.
7.10 Global Navigation Satellite System
8. SORVEGLIANZA E IDENTIFICAZIONE p. 104
8.1. Radar
8.2. Sistemi di sorveglianza ed identificazione
8.3. Radar meteo
8.4. Radar altimetro
8.5. Stazioni di terra
8.6. T.C.A.S.
8.7. ADS-B
8.8. Flight Warning System
8.9. Automatic Diagnostic System
9. SERVOMECCANISMI p. 122
9.1. Controllo a ciclo aperto
9.2. Controllo a ciclo chiuso
9.3. Prestazioni
9.4. Motori elettrici
9.5. Trasduttori 3
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1: TECNOLOGIE AVIONICHE
I sistemi integrati comprendono un processore integrato che fornisce controllo in tempo reale
dei sistemi; spesso non hanno nessuna interfaccia diretta (per interfaccia diretta si intendono
mouse, tastiere, …)
Prendendo per esempio la Line Replaceable Unit L.R.U. abbiamo che questa lavora anche in
ambienti resi ostili sia dalle condizioni interne che dai “disturbi” interni; esistono diversi
standard per le varie applicazioni che le LRU dovranno avere:
• C.O.T.S. (Component O+ The Shelf)
• Industrial
• Military
• Space
Ognuna di queste ha richieste, specifiche e prezzi di_erenti, con un componente che “o_ the
shelf” costa magari qualche decina di euro che invece per applicazioni militari o spaziali
arriva a costare centinaia di migliaia di euro; questo avviene a causa dei rigorosissimi test a
cui vengono sottoposti per verificarne la durabilità (come test ad “accelerata radiazione
intensa” che può costare da solo centinaia di migliaia di euro).
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1.1 Hardware di bordo
L’hardware di bordo può essere diviso in varie categorie, ognuna con una sua funzione
specifica.
1.1.1 CPU, Microprocessore e Microcontrollore
La Central Processing Unit C.P.U. a cui ci si riferisce anche come il “processore
centrale” è, possiamo dire, il cuore del computer; si occupa di recuperare ed eseguire
il file sequenza di istruzioni che esprime il software applicativo, eseguendo operazioni
e operazioni logiche sui dati, prendendo poi decisioni sui risultati di tali
aritmetiche
operazioni.
Abbiamo la Arithmetic and Logic Unit A.L.U. che svolge le funzioni aritmetiche e si può
rappresentare come segue:
1.1.2 Tecnologie di memoria
La memoria contiene la sequenza di istruzioni da eseguire fornendo spazio di
archiviazione per costanti, variabili di input, variabili intermedie e i risultati di output
del processo computazionale:
La R.A.M. (Random Access Memory) all'interno di un microprocessore
o fornisce l'archiviazione per i dati transitori e le variabili utilizzate da
programmi; è una memoria di tipo “read/write”, a di_erenza della ROM.
Parte della RAM viene utilizzata anche dal microprocessore come memoria
temporanea per archiviare i dati durante le attività di elaborazione. È da
sottolineare come qualsiasi programma, o dato, memorizzato nella RAM
andrà perso quando l'alimentazione verrà meno; l'unica eccezione a questo
caso è una memoria RAM CMOS a basso consumo che viene mantenuta in
“vita” tramite una piccola batteria e contiene dati come l'ora e data. La RAM
si può dividere in:
S.RAM (statica) che non necessita aggiornamenti e mantiene le
§ informazioni fin quando non vengono sovrascritte, o fin quando non
manca l’alimentazione
D.RAM (dinamica) che invece necessitano di un aggiornamento
§ periodico per non perdere il loro contenuto
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La R.O.M. (Read Only Memory) all'interno di un microprocessore fornisce la
o memorizzazione del codice del programma e di tutti i dati permanenti che
richiedono spazio di archiviazione; tutti questi dati vengono definiti non
volatili perché rimangono intatti anche quando l'alimentazione viene
disconnessa; inoltre, una volta programmata, la memoria ROM rimane solo
più leggibile, e non modificabile
La memoria flash ha una densità di bit più elevata e tempi di
o riprogrammazione più rapidi rispetto alla EEPROM, ma deve essere
cancellata in blocchi; è di utilizzo molto popolare per le schede di memoria
della fotocamera e chiavette USB, ed è una tecnologia adatta per
l'archiviazione di software applicativo nei computer dei sistemi avionici; il
limitato numero di cicli di scrittura (tipicamente <10 ) ne preclude tuttavia
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l'uso in sostituzione della RAM
Quando esprimiamo la quantità di spazio di archiviazione fornita da un dispositivo di
memoria, di solito usiamo Kilobyte (KB), Megabyte (MB), Gigabyte (GB), etc.
1.1.3 Input/Output
Sono tutti quegli strumenti che permettono di ricevere o inviare da/al computer, e
possono essere tastiere, mouse, display, casse audio e via dicendo
1.1.4 MUX e ADC
Con MUX (Multiplexer) intendiamo un generico termine usato per descrivere
l’operazione di mandare più comandi su una stessa linea di trasmissione.
L’A.D.C. (Analog to Digital Converter) è un sistema caratterizzato da un refresh rate e da
una latenza, oltre ad avere filtri di anti-aliasing.
Non tutti i sistemi dei velivoli hanno sistemi di controllo con frequenza continua: alcuni
si azionano solo dopo un determinato trigger (ad esempio estensione o retrazione del
carrello) e in questi sistemi prevalgono le latenze nei procedimenti; vi è quindi la
necessità di porre molta attenzione per assicurarsi che l’azione avvenga nel momento
e nel modo corretto, mantenendo comunque un “margine di manovra”.
In questo caso un malfunzionamento può portare a conseguenze inaspettate.
1.1.5 Tempo
La gestione e la “trasmissione del tempo” è un requisito fondamentale per la
sincronizzazione di più componenti, e sono numerevoli i sistemi che possono “tenere”
il tempo, come i GPS, i contatori interni al computer, gli oscillatori ultra-stabilizzati o i
timer analogici; i parametri più critici per la definizione di questa funzione “tempo”
sono: Il più piccolo incremento di tempo che può essere registrato per l’uso su un
o velivolo o a terra
Requisiti di stabilità, in quanto non ci devono essere oscillazione a_inché la
o misura del tempo sia stabile e a_idabile (orologi atomici)
Incertezza accettabile, in quanto si possono avere piccole incertezze causate
o da varie motivazioni 6
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Utilizzando processi in real-time, questo si può ancora suddividere in due categorie:
Hard real-time, che richiede un timing molto preciso per giungere ad un
o risultato attendibile
Soft real-time, che richiede solo che il “compito” sia eseguito in una maniera
o che rispetti il corso del tempo
Possiamo infine parlare del “Watchdog Timer” che è un dispositivo che si assicura che
hardware e software del computer funzionino a dovere; questo in quanto è necessario
verificare la corretta funzionalità di computer che hanno “grosse” responsabilità da
gestire, in modo da poter arginare un problema nel minor tempo possibile.
Questo timer deve essere resettato dal computer di bordo prima del “timing out” e, nel
caso questo non avvenisse, si procede con un riavvio del computer.
1.1.6 I “Bus”
La connessione tra tutti gli elementi del computer avviene attraverso un sistema a più
cavi connettivi, detti “bus”, di cui ne esistono tre tipi:
Address bus, che è utilizzato per indicare le posizioni in memoria
o Data bus, che è utilizzato per trasferire i dati tra i dispositivi
o Control bus, che si utilizza per trasferire il tempo e per controllare i segnali nel
o sistema
Il segnale, in ognuno di questi bus, è un numero binario costituito da bit di tipo 0 e 1.
I data bus utilizzati possono di_erire in base al numero di bit trasportati (da 8 ad anche
128 nei casi più sofisticati). Chiaramente, il numero binario più grande che può essere
trasportato corrisponde al caso in cui tutti i bit sono uguali ad 1. Mediante un numero
definito di bit, si definisce una word (solitamente di 16 bit). Il processore permette di
trasportare tali dati in modo sincronizzato ad un orologio, riferimento del computer.
L’orologio emette un segnale ad onda quadrata con altissima frequenza, derivata dalle
pulsazioni di un cristallo al quarzo. 7
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1.2 Software di bordo
Definito l’hardware di bordo, si parla ora del vero cuore dell’avionica. I software di bordo sono
la parte principale delle funzioni avioniche del velivolo. Le verifiche di funzionamento del
codice, in modo da correggere ogni possibile errore latente, hanno oggi un ruolo importante
nella procedura sistematica di progetto, oltre che nei costi. Per la buona programmazione, si
è stabilita una procedura standard detta C.M.M. (Capability Maturity Model) che incoraggia i
progettisti all’organizzazione di un buon codice.
Le tecniche utilizzate oggi sono molteplici, utilizzando linguaggi anche complessi (e non più
basilari come assembly). Normalmente, per software avionici viene accettato l’uso di C e di
C++; esistono anche tecniche di generazione automatica del codice che vengono validate se
accoppiate con compilatori certificati.
Per scrivere un codice abbiamo bisogno di alcuni strumenti applicativi:
• Compiler: traduce il source code in una forma più interpretabile dall’assembler,
controlla inoltre sintassi, punteggiature ed errori, generando avvisi
• Assembler: traduce ciò che arriva dal compiler in una sequenza binaria di numeri
(machine/object code) che identificano le specifiche azioni che la CPU dovrà
compiere, oltre ad altri dati
• Linker: unisce più machine code in un singolo eseguibile
• Loader: scrive il codice eseguibile all’interno degli assegnati slot di memoria della
CPU
Il codice deve essere trattato come ogni altra parte del velivolo, anche se non visibile e non
concreto; deve essere e_ettivo, a_idabile, riutilizzabile, facilmente interpretabile da terzi e
modificabile in maniera rapida.
Un software comprende: un codice eseguibile sui computer di bordo del velivolo, dati che
necessitano al programma, un sistema operativo incorporato nel computer di bordo.
Tutte queste componenti necessitano di aggiornamenti periodici per risolvere i problemi (più
o meno grossi) che possono emergere durante l’utilizzo software, infatti, può essere
responsabile di problematiche insignificanti ma anche di situazioni catastrofiche. I software
vengono quindi classificati in cinque livelli in base al danno che possono produrre fallendo.
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Il livello più alto di criticità è il livello A (conseguenze catastrofiche), mentre il livello E è quello
di minore criticità (conseguenze insignificanti).
La certificazione del software necessita che l’organizzazione di progetto mostri le evidenze
che il programma è stato progettato, testato ed integrato con l’hardware di bordo in modo
che siano soddisfatti determinati standard. Si deve inoltre dimostrare che il codice funzioni
all’avanzare della vita dell’equipaggiamento fisico. In seguito alla certificazione, viene
rilasciato anche il livello di criticità. Ogni volta che viene apportata una modifica o un
aggiornamento, l’iter è il medesimo ed il codice deve essere approvato con le stesse
procedure. Si consideri anche che un cambiamento nella configurazione hardware necessita
un cambiamento nel software. Cambiamenti nel progetto e nella configurazione richiedono
inoltre un ricalcolo di tutti i fattori di sicurezza; è quindi facile capire come il progetto
dell’informatica di bordo sia estremamente complesso. Altro punto chiave del software è che
esso sia sempre tracciabile e che ci sia una garanzia di intervento per le manutenzioni
future da parte del progettista. Possiamo distinguere due insiemi di codici:
• Kernel: questo è un software permanente all’interno della ROM ed è il primo pezzo
di codice che gira all’accensione del computer, performa le azioni di utilità ripetitiva
(programmare o interrompere dei compiti, diagnostica)
• Software applicativi: sono software specifici per la missione che eseguono azioni
stabilite da chi ha commissionato il progetto
I calcoli dell’avionica devono essere eseguiti in “real time” a ripetizione per evitare latenza dei
dati, instabilità nei loop, falsi errori o mancanza di completamento di un’azione
1.2.1 Linguaggi di programmazione
Un linguaggio di programmazione è l’insieme di comandi, funzioni ed indicazioni
necessari a scrivere in maniera corretta un codice; possiamo distinguerne due tipi
fondamentali:
Assembly language: questo è un linguaggio che impartisce comandi al
o computer al livello più basso possibile, ed è unico per ogni computer,
richiedendo quindi un’estesa conoscenza della materia
High Order Languages (H.O.Ls): questi richiedono un compiler in quanto
o sfruttano dei comandi base già “precompilati” e che quindi sono molto più
intuitivi da utilizzare (come Python, C, C++)
Possiamo anche parlare di “auto-code generation” che consiste in programmi che
generano automaticamente codice in base agli input dell’utente (Matlab, Simulink).
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1.3 Digital data bus
I Digital Data Bus sono mezzi di trasporto informatico atti al trasferimento, in forma digitale,
di informazioni tra computer. Solitamente sono composti da una coppia di cavi in rame
intrecciati ed isolati o, più raramente, da una fibra ottica. Le informazioni portate
comprendono messaggi (sotto forma di pacchetti di dati accorpati secondo determinati
protocolli) trasmessi in serie con il bus. I pacchetti di parole vengono inviati in seguito ad una
“command word” che li identifica, definendo il quantitativo di informazioni contenuto nel
pacchetto e altre informazioni sull’origine, sulla qualità e sulla destinazione. Per
comprendere se il messaggio è integro, si utilizzano alcuni bit di controllo e di validità.
Essendo necessari processi di encoding e di decoding per passare da dati a words e
viceversa è necessario prevedere possibili errori.
Possiamo avere tre diverse topologie di D.D.B. che sono: lineare (tutti i bus sono collegati ad
un solo “cavo”), a cerchio (bus disposti a cerchio collegati ognuno a quello successivo, a
stella (tutti i bus collegati ad uno centrale )
1.3.1 Vantaggi dei Digital Data Bus
I principali vantaggi di un Digital Data Bus sono:
Alta e\icienza: la trasmissione permette infatti di trasferire una grande quantità
o di dati utili rispetto alla quantità massima trasportabile da un bus
Bassa latenza: ci sono bassissime tempistiche di trasporto e non sono quindi
o responsabili di latenze
Approccio deterministico: i D.D.B. hanno un comportamento prevedibile e non
o probabilistico
Elevata integrità: gli errori vengono individuati e corretti, mantenendo quindi
o l’informazione integra
1.3.2 Protocolli
I Digital Data Bus utilizzano di_erenti protocolli, qui elencati:
Assegnazione di slot temporali: ad ogni terminale viene assegnato uno slot
o temporale predeterminato sul bus; un terminale deve attendere il proprio slot
temporale per prendere il controllo del bus e trasmettere
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Comando/risposta: un controllore di bus comanda tutte le transazioni sul bus;
o nessun terminale può trasmettere senza aver ricevuto il permesso dal
controllore; il fallimento del controllore principale può attivare un controllore
alternativo; tuttavia, può essere attivo solo un controllore per volta. Lo stato del
bus deve essere replicato in tutti i controllori del bus, in modo da poter
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