Oggi parleremo di come organizzare la stanza dove allestiamo le colture cellulari. Abbiamo più volte
sottolineato l'importanza della sterilità quando si ha a che fare con delle colture cellulari e questo è dovuto al
fatto che i contaminanti, quindi microrganismi siano essi batteri, virus oppure funghi quindi sia i lieviti che
funghi e muffe, hanno ritmo proliferativo molto maggiore rispetto alle colture cellulari animali, in particolare
le cellule di mammifero o di umani che normalmente vengono coltivate. Avendo un ritmo proliferativo
maggiore, questi organismi competono e depauperano il terreno di nutrienti, quindi sottraggono nutrienti alle
colture cellulari e ovviamente, con le loro attività metaboliche, portano ad acidificazione del terreno di coltura,
quindi alterano anche le caratteristiche chimico-fisiche del terreno stesso. In taluni casi la contaminazione può
essere di per sé citotossica, cioè delle sostanze che sono tossiche per le cellule e quindi avere effetti citopatici
anche molto evidenti. In ogni caso, una coltura contaminata non è un modello rappresentativo di quello che
vogliamo studiare quindi le contaminazioni sono il principale rischio associato alle colture cellulari.
In questo schema vedete che sono organizzate le varie azioni che devono essere svolte quando si ha a che fare
con delle colture cellulari; in particolare le azioni importanti sono il lavaggio, la sterilizzazione, la preparazione,
la manipolazione delle colture cellulari, l'incubazione delle colture cellulari e la loro conservazione. Queste
attività che sono connesse all'utilizzo delle colture cellulari, nel caso in cui sia si abbia a disposizione un'unica
stanza, devono essere ben organizzate in modo da creare un gradiente di sterilità, cioè da una zona dove la
sterilità è minore a una zona in cui la sterilità deve essere massima. In particolare, la zona in cui vengono
manipolate le colture cellulari (rappresentato dal quadrato arancione, che rappresenta la cappa sterile a flusso
laminare), deve essere il più lontano possibile dalla porta, poiché i flussi d'aria che vengono dalla porta e dalle
finestre sono possibili fonti di contaminazione. Per cui, la cappa a flusso laminare dove vengono manipolate
le cellule deve essere il più lontana possibile sia da porte che da finestre; inoltre, l'area di lavaggio, che per la
presenza dell'acqua è sottoposta a contaminazione, dovrà essere dalla parte opposta rispetto alla cappa sterile a
flusso laminare, quindi più vicino alla porta.
Le due aree saranno separate da una zona in cui si ha la sterilizzazione: qui ad esempio è rappresentata con
un’autoclave e una stufa, che hanno lo scopo di sterilizzare materiali diversi.
Si frappone all'area di lavaggio e alla cappa sterile a flusso laminare un'area di preparazione, dove qui vedete
per esempio è presente una centrifuga, un banco di preparazione e un bagnetto d’acqua riscaldante. Vicino
all'area in cui si eseguono le manipolazioni delle colture cellulari, quindi vicino alla cappa a flusso laminare,
dovranno essere posti: l’incubatore (lo strumento che è deputato a tenere le colture nel tempo dopo averle
manipolate) e un'area in cui le colture verranno conservate: in particolare, qui vedete c'è un frigorifero -20 e
addirittura in questa stanza sono presenti il freezer, il crio-freezer e i dewar, cioè dei contenitori in cui è
presente azoto liquido e nei quali vengono conservate le cellule crio-conservate per tempi molto lunghi.
Quindi se tutte le azioni che abbiamo descritto vanno inserite in un'unica stanza è necessario creare un gradiente
di sterilità nella stanza, in cui le azioni più soggette a contaminazioni sono più spostate verso la porta e, via via
che ci si sposta verso la parete opposta rispetto a quella della porta, ci sono le azioni che necessitano di sterilità.
Come vedete vicino all'area in cui le colture vengono manipolate è anche presente un microscopio rovesciato a
contrasto di fase che permette l'osservazione, che è fondamentale per comprendere cosa sta succedendo alla
coltura.
Come abbiamo detto la manipolazione delle colture cellulari avviene esclusivamente in cappe sterili a flusso
laminare, le quali sono delle degli strumenti fondamentali per le colture cellulari poiché permettono di creare
un ambiente sterile in una stanza che ovviamente sterile non è. Quindi, le cappe a flusso laminare (e ce ne sono
di tipi diversi) sono fondamentali per creare un ambiente sterile in cui poter manipolare le colture cellulari,
prevenendo quindi la contaminazione.
Questi strumenti consentono di creare delle zone sterili in ambienti non sterili: all’interno della cappa sterile c'è
un controllo dell'aria, in particolare un controllo della contaminazione dell'aria: le cappe sono costruite in modo
tale da avere al loro interno aria sterile; questo non è sempre vero e ci sono vari tipologie di cappe.
In generale, la definizione di cappe a flusso laminare è quella di creare un ambiente sterile che consenta di
controllare la contaminazione dell'aria. Il flusso laminare è un flusso d'aria che è unidirezionale ed è formato
da filetti di aria paralleli che si muovono tutti alla stessa velocità in tutti i punti. In questo modo viene creata
una corrente d'aria che è omogenea e non ha turbolenze; quindi si ha un flusso d'aria unidirezionale e che si
muove alla stessa velocità in tutti i suoi punti. Questo flusso fornisce protezione dalla polvere e dalla
contaminazione, quindi il fatto di avere un flusso d'aria e unidirezionale quindi che si muove in un'unica
direzione e la cui velocità in tutti i punti è costante, crea una corrente omogenea e senza turbolenze e quindi
protegge dalla polvere e dalla contaminazione.
In molti casi, quindi in molti tipi di cappe, il flusso laminare è sterile: la sterilità del flusso laminare è dovuta al
suo passaggio attraverso filtri che sono deputati alla decontaminazione, quindi alla sterilizzazione dell'aria, che
si chiamano filtri HEPA (High Efficiency Particulate Air filter). Quindi se il flusso laminare passa attraverso
un filtro HEPA, otterremo un flusso laminare di aria sterile.
I filtri HEPA sono dei filtri costituiti da un intreccio di microfibre di vetro che hanno la capacità di trattenere
il 99,99% di particelle che hanno diametro superiore a 0,1-0,3 μm; sono dimensioni molto più piccole rispetto
a quelle dei batteri e che, tuttavia, non comprendono i virus. Rappresentano comunque un buon modo di
contaminare l'aria; quindi il flusso laminare è un flusso unidirezionale costituito da filetti di aria paralleli che si
muovono alla stessa velocità in tutti i suoi punti. Il flusso laminare è sterile se l'aria viene filtrata attraverso filtri
HEPA, che per essere definiti tali devono avere le un'efficienza del 99,99% di trattenere particelle con diametro
superiore a 0,1 e 0,3 μm e la velocità del flusso laminare è di circa 0,45 m/s con un'incertezza del 20%. Se il
flusso laminare passa attraverso i filtri, si ottiene un fronte d'aria sterile che trascina lontano dalla zona di lavoro
qualsiasi contaminante, in modo tale che il piano dove si lavora della cappa a flusso laminare sia sterile.
Le cappe a flusso laminare si distinguono in due grandi gruppi, a seconda della direzione del flusso laminare:
cappe a flusso laminare orizzontale oppure cappe a flusso laminare verticale.
A) FLUSSO LAMINARE ORIZZONTALE:
In questa immagine è riportata una sezione di una cappa a flusso
laminare orizzontale, cioè il flusso laminare (che è indicato da
queste frecce) è parallelo all'area di lavoro; quindi l’aria nelle
cappe a flusso laminare orizzontale si muove in modo parallelo
al piano di lavoro, direzionata dalla parte posteriore della cappa
verso l'operatore.
Queste cappe hanno un filtro HEPA, rappresentato da questa
porzione posteriore alla cappa rosina con i rombi viola; quindi,
l'aria che investe l'area di lavoro viene prima filtrata da un filtro
HEPA per cui queste cappe consentono di lavorare in condizioni
di sterilità.
Tuttavia, non sono cappe di sicurezza biologica: una delle
caratteristiche fondamentali delle cappe a flusso laminare non è
solo quella di creare un ambiente sterile in cui poter manipolare
in sicurezza le colture cellulari, ma anche quella di fornire una
barriera di protezione sia per l'operatore che per l'ambiente
circostante. Il flusso laminare, oltre a garantire la sterilità del
campione, quindi garantire di lavorare in condizioni di sterilità,
ha anche la funzione di proteggere l'operatore e l’ambiente dai
possibili contaminanti presenti nella coltura cellulare e per questo vengono chiamate anche cappe di sicurezza
biologica. Le cappe a flusso laminare orizzontale non sono cappe di sicurezza biologica: questo è dovuto al fatto
che quest’aria che proviene dalla parte posteriore della cappa viene filtrata dal filtro HEPA prima di andare a
investire il campione; quindi, il campione si trova in una condizione di sterilità e può essere correttamente
manipolato, tuttavia a seguito del dell'interazione con il campione, l'aria non viene ulteriormente filtrata e
investe sia l'operatore che l'ambiente. Quindi, se nel campione ci fosse una eventuale contaminazione questa
non verrebbe rimossa poiché l'aria non viene filtrata a seguito dell'interazione con il campione e andrebbe a
investire sia all' operatore che l'ambiente. Per cui le cappe di sicurezza a flusso laminare orizzontale non sono
cappe di sicurezza biologica.
Questa tipologia di cappe viene usata principalmente per preparare i terreni di coltura, quindi non vengono
normalmente messe in questo tipo di cappa colture
cellulari che, attraverso la formazione di aerosol
(evento molto probabile quando si maneggiano le
cellule), potrebbero contaminare l'operatore e
l'ambiente. Quindi, vengono usate principalmente per
preparare i terreni di coltura o reagenti che siano sterili
e non tossici, quindi che non presentano delle possibili
contaminazioni o che non siano pericolose per
l'operatore.
B) FLUSSO LAMINARE VERTICALE:
Nei laboratori dove si eseguono colture cellulari
vengono più spesso utilizzate cappe a flusso laminare
verticale: sono caratterizzate da un flusso d'aria
verticale, cioè che proviene dalla parte superiore della
cappa e percorre la cappa in direzione perpendicolare
all'area di lavoro. In questa immagine vedete è
rappresentata una sezione di una cappa a flusso
laminare verticale con le frecce, che indicano il flusso laminare verticale, che sono perpendicolari all'area di
lavoro. Questa tipologia di cappe consente la protezione dell'operatore innanzitutto perché l'operatore non viene
investito dal flusso d'aria, che si muove soltanto all'interno della cappa; inoltre nella parte anteriore della cappa
è presente uno schermo di vetro la cui altezza può essere normalmente regolata e che pone una barriera tra
l'operatore che sta all'esterno e la manipolazione delle colture cellulari all'interno.
La manipolazione delle colture cellulari può essere effettuata grazie al fatto che nel fronte della cappa è presente
una porzione non coperta dallo schermo di vetro in cui possono essere introdotte le mani per manipolare le
cellule. In questo tipo di cappe il flusso laminare proviene dall'alto, quindi dalla porzione superiore della cappa
e investe il campione nell'area di lavoro. Il flusso viene poi aspirato da sotto il piano di lavoro forellinato;
quindi l’aria aspirata da sotto il piano può essere ricircolata all'interno della cappa oppure può essere espulsa
attraverso un sistema di espulsione che va all'esterno dell'edificio grazie alla presenza di filtri e a seconda della
posizione di questi, si possono avere diversi tipi di cappe a flusso laminare verticale. Queste sono cappe che
normalmente forniscono una protezione sia all'operatore che all'ambiente, per cui sono cappe di sicurezza
biologica; la sicurezza biologica e anche la sterilità del campione sono garantite se la cappa viene posizionata
in un punto adeguato della stanza (come abbiamo visto infatti se vengono poste vicino alle porte anche alle
finestre, le correnti d'aria possono perturbare il flusso rendendolo inefficace). Quindi sono cappe di sicurezza
biologica se sono correttamente posizionate all'interno della stanza.
Vediamo ora quali sono i tipi di cappe flusso laminare verticale a seconda di
come sono posizionati i filtri HEPA: si distinguono cappe a flusso laminare
verticale di classe I, di classe II e classe III.
Cappe di classe I: in immagine si ha la sezione della cappa a flusso laminare
● verticale di classe I e i filtri HEPA sono rappresentati da questa porzione a
zig zag; nella classe di cappe I l'aria viene introdotta all'interno della cappa
e investe il campione; dopo avere investito il campione viene filtrata e
ricircolata all'interno della cappa oppure espulsa. Quindi, queste cappe di
classe I garantiscono la protezione dell'operatore e dell'ambiente ma non
consentono la sterilità del campione, cioè non garantiscono la tenuta del
campione. Questo è dovuto al fatto che in entrata nelle cappe di classe I non
c'è un filtro, per cui l'aria che entra all'interno della dell'area di lavoro non è
aria sterile. Infatti nella porzione superiore della cappa non c'è un filtro
HEPA, per cui il flusso che investe il campione non è sterile e quindi non è
garantita la sterilità del campione. Questa tipologia di cappe non è molto
utilizzata nei laboratori di biologia cellulare perché non garantisce appunto
la sterilità delle colture cellulari.
Cappe di classe II: invece sono molto diffuse le cappe a
● flusso laminare verticale di classe II; in queste cappe,
schematizzate in figura a destra, in posizione (C) sono
presenti dei filtri HEPA: l’aria proviene dall'alto e, prima
di essere introdotta all'interno dell'area di lavoro, il flusso
viene filtrato da un filtro HEPA; quindi, l'aria che entra
all'interno dell'area di lavoro ed entra in contatto con il
campione di lavoro è sterile. Inoltre, a seguito
dell’interazione con il campione, l'aria viene ulteriormente
filtrata dal filtro che è posto sotto il piano di lavoro
forellinato in posizione (E); quindi a seguito di una
potenziale contaminazione da parte del campione, l'aria
viene ulteriormente filtrata. A questo punto l'aria viene o
ricircolata e ritorna all'inter