Teoria Lineare del Moto Ondoso
La teoria matematica per studiare la propagazione delle onde e si basa su un
processo matematico e su equazioni lineari. Questa teoria è importante perché
permette di studiare fenomeni molto complessi. La trattazione è valida sia in
acque alte che basse.
Si formula una prima ipotesi:
-l’onda è regolare (più o meno la cresta è uguale al cavo cambiato di segno,
così le posso scrivere come funzioni sinusoidali)
-onde piane oppure a cresta lunga (es i punti ad elevazione massima sono
tutti lungo la stessa direzione, quindi studio solo la direzione x di
propagazione essendo costante lungo y)
Il primo passo è quello di fissare il sistema di riferimento (il livello z=0
corrisponde al L.M.M.), poi individuiamo le variabili del sistema:
-L’elevazione della superficie libera, è periodica sia nello spazio (ogni L
lunghezza d’onda) e nel tempo (ogni T periodo si ripete):
( )=a (k )
η=η x , y , t cos x−ωt
k , k
k=( )=(k cosβ, k sinβ)
x y
β è l’angolo con l’orizzontale
x=( )
x , y
( ) =a
η=η x , t cos( k x−ωt)
-La velocità e le sue componenti:
( )
u=u x , y , z ,t → u=(u , v , w)
-La pressione:
)
p= p( x , y , z ,t
Il terzo passo consiste nella definizione delle equazioni utili alla risoluzione del
problema:
{ Conservazione della massa
Conservazione quantità dimoto
Equazione di conservazione della massa
dm=ρdV …
Dρ ( )
+ =0
ρDIV v
Dt
Ipotesi fluido incomprimibile, anche se in realtà l’acqua di mare è
¿
debolmente comprimibile ( :
ρ=costante
( )=0
¿ v
Equazione di conservazione Quantità di Moto (la variazione di QdM è
uguale alla somma delle forze che agiscono sul volume di controllo)
Ddm v Ddm Dv Dρ Dv
=v +dm =v +
dV ρdV
Dt Dt Dt Dt Dt
Dv =∑
ρdV F
Dt
Le forze si distinguono in forze di volume (forza di gravità e Coriolis che
trascuriamo) e forze di superfice (normali=pressione e tangenziali)
Ipotesi di fluido non viscoso (trascuriamo gli sforzi tangenziali) gli sforzi
normali si esprimono col gradiente della pressione (negative forze di
compressione)
Dv =ρ −∇
ρdV G dV pdV
Dt
Quindi ottengo:
∇
Dv p
=G−
Dt ρ
G=( )
Dove 0,0 ,−g
La posso scomporre in tre equazioni scalari
−p x
+u + +w =
u u v u u
t x y z ρ
−p y
+ + + =
v u v v v w v
t x y z ρ
−p z
+u +v + = −g
w w w w w
t x y z ρ
Queste tre più DIV(v)=0 mi danno un di 4 equazioni in 4 incognite che però
sono accoppiate e quindi difficili da risolvere analiticamente
Per semplificare il problema facciamo una terza ipotesi semplificativa: il flusso
è irrotazionale cioè la vorticità è nulla. Fluido non viscoso e soggetto a
forze conservative -> vorticità è nulla.
Possiamo esprimere il campo di velocità con un potenziale scalare . Ciò
Φ
consente di semplificare molto la trattazione perché il nostro obiettivo è
ottenere due equazioni disaccoppiate. Tale ipotesi è possibile solo a seguito
dell’ipotesi di fluido non viscoso e forze conservative. Tale scalare è definito
come: ( )
∇ ϕ ϕ ϕ =(u
Φ=v → , , , v , w)
x y z
Sapendo
∇ × u=0
| |
^ ^ ^
i j k ( ) ( ) ( )
∂ w ∂ v ∂ u ∂ w ∂ v ∂u
^
^ ^
= − + − + − =0
i j k
/∂ /∂
∂ x ∂ y ∂/∂ z ∂ y ∂z ∂z ∂x ∂x ∂ y
u v w
Devono essere nulli tutti i termini tra parentesi, quindi
{ =v
w y z
=w
u z x
=u
v x y
Dunque, l’equazione di conservazione della massa diventerà:
2
( ) ( )=∇
∇ ∇
=∇
∙ v ∙ Φ Φ=0
Possiamo anche riscrivere le equazioni sul bilancio della QdM:
+uu +vv + =−p /
u ww ρ
t x x x x
+uu + +ww =−p /
u vv ρ
t y y y y
+uu + + =−g− /
u vv ww p ρ
t z z z z
Ricordando che
( )
ϕ ϕ ϕ =(
, , u , v , w)
x y z
Tirando fuori l’operatore derivata
[ ] ( )
−∂
∂ 1 p
( )
2 2 2
+ + + = +
Φ u v w gz
t
∂x 2 ∂x ρ
[ ] ( )
−∂
∂ 1 p
( )
2 2 2
+ + +w = +
Φ u v gz
t
∂y 2 ∂y ρ
[ ] ( )
−∂
∂ 1 p
( )
2 2 2
+ + + = +
Φ u v w gz
t
∂z 2 ∂z ρ
Integro tutte e tre le equazioni rispettivamente su x, y e z
1 p
( )
2 2 2 ( )
+ + +Φ + +
Φ Φ Φ gz=C y , z , t
t x y z 1
2 ρ
1 p
( )
2 2 2 ( )
+ + +Φ + +
Φ Φ Φ gz=C x , z ,t
t x y z 2
2 ρ
1 p
( )
2 2 2 ( )
+ + +Φ + +
Φ Φ Φ gz=C x , y , t
t x y z 3
2 ρ
Siccome tutti i membri a sinistra dell’uguale sono identici allora le costanti:
=C =C =C (t)
C 1 2 3 ( )
E non dipende da così ottengo l’equazione di Bernoulli
x , y , z
C( t)
1 p
( )
2 2 2
+ + +Φ + +
Φ Φ Φ gz=0
t x y z
2 ρ
Equazione di Laplace
2
∇ Φ=0
Adesso che abbiamo tutte le equazioni (Laplace e Bernoulli) nelle incognite
, troviamo le condizioni al contorno:
Φ e p
Bottom Boundary Condition (BBC) z=-h(x,y), condizione cinematica sul
fondo:
Dobbiamo scrivere un’espressione matematica che definisce quella superficie
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