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Economia politica 2: obiettivo delle imprese

L’obiettivo di tutte le imprese è la massimizzazione dei profitti. Il profitto di un’impresa è pari al ricavo R meno il costo C, ovvero R(Q) – C(Q), dove R(Q) può essere riscritta come prezzo x quantità. Per ottenere il massimo profitto, l’impresa dovrebbe scegliere la quantità di prodotto che massimizza la differenza fra ricavi e costi, dove sia costi che ricavi dipendono da quanto l’impresa decide di vendere. Tra i costi consideriamo sia i costi espliciti sia i costi impliciti (al loro costo opportunità), come il tempo dedicato dall’imprenditore.

Ricavo marginale e imprese price maker e price taker

Il ricavo marginale di un’impresa è pari al ricavo aggiuntivo che l’impresa ottiene dalle unità marginali che vende. Quando si aggiunge una quantità marginale, sul ricavo totale possono essere esercitati due effetti:

  • Espansione del prodotto: R aumenta
  • Riduzione del prezzo: R si riduce

Un’impresa price maker ha sia espansione del prodotto che riduzione del prezzo, un’impresa price taker ha esclusivamente espansione del prodotto.

Cosa sono le imprese price maker e price taker?

  • Impresa price taker: subisce il prezzo del mercato; ha dimensioni piccole, non ha potere di mercato e produce beni omogenei. Un’impresa si dice price taker se può vendere una qualsiasi quantità al prezzo P ma non vende nulla in corrispondenza di un prezzo più elevato. Un’impresa price taker fronteggia una curva di domanda orizzontale: P è dato. Il ricavo di un’impresa price-taker è R(Q)=PQ. Ne deriva che MR=P.
  • Impresa price maker: impone il prezzo, ha dimensioni medio-grandi, ha grande potere di mercato e produce beni differenziati. Un’impresa si dice price maker se può fissare il prezzo del bene: fronteggia quindi una curva di domanda inclinata negativamente. Il ricavo di un’impresa price maker è pari a R(Q)=P(Q)Q, ne deriva che P>MR.

Concentriamoci sulle price taker

La quantità Q* che massimizza il profitto è tale che MR=MC; poiché per le price taker MR=P, Q* è la quantità per cui P=MC(Q*) (regola della quantità). Se più di una quantità di prodotto positiva soddisfa MR=MC, bisogna determinare qual è la migliore, cioè quale produce un profitto maggiore.

Regola di chiusura

La regola di chiusura è diversa se l’impresa non ha costi fissi irrecuperabili (cioè ha solo costi evitabili) e quindi P(Q=0)=0 oppure se l’impresa ha costi fissi irrecuperabili e quindi P(Q=0)=- costi irrecuperabili. A tal proposito: costi totali = costi evitabili + costi fissi irrecuperabili. I costi evitabili/recuperabili sono formati da costi variabili e costi fissi recuperabili.

Se l’impresa non ha costi fissi irrecuperabili, il profitto derivante dalla chiusura è 0: l’impresa opera sul mercato producendo Q* se ricavo > 0, ricavo >= AC(Q*). Se profitto < 0, l’impresa cessa la produzione.

Se l’impresa non ha costi fissi irrecuperabili:

  • Se P>AC min, l’impresa produce Q*, P>0
  • Se P=AC min, l’impresa è indifferente tra produrre Q* e chiudere
  • Se P<AC min, l’impresa cessa la produzione

Se l’impresa ha costi fissi irrecuperabili, l’impresa opera sul mercato producendo Q* se: PQ*-C evitabile(Q*)>=0 P<= C evitabile(Q*).

Funzione di offerta di un’impresa

Dalle regole di quantità e chiusura è possibile derivare la funzione di offerta di un’impresa: la funzione di offerta di un’impresa price-taker mostra la quantità che essa vuole vendere per ogni possibile prezzo: Qs =S(P). La curva di offerta di una singola impresa è il tratto del costo marginale che soddisfa una condizione aggiuntiva: P>ACmin.

Legge dell’offerta

Se il prezzo di mercato aumenta, la quantità che massimizza il profitto di un’impresa price taker deve aumentare o restare invariata; la curva di offerta non è decrescente (è inclinata positivamente). La legge di offerta è sempre valida per le imprese price-taker. Il surplus del produttore è pari al ricavo dell’impresa meno il suo costo evitabile.

Concorrenza perfetta

Le caratteristiche fondamentali della concorrenza perfetta sono:

  • La presenza di un gran numero di venditori e consumatori
  • Prodotti omogenei
  • Assenza di costi di transazione (informativi, intermediazione, legali)
  • Uguale accesso alle risorse: consumatori e produttori sono price taker; assenza di barriere all’entrata/uscita

Nella realtà pochi mercati risultano perfettamente concorrenziali, ma esistono mercati altamente concorrenziali. La domanda proviene unicamente dai consumatori e l’offerta proviene esclusivamente dalle imprese. La domanda di mercato di un prodotto è la somma delle quantità domandate individualmente da tutti i consumatori. Graficamente corrisponde alla somma orizzontale delle curve di domanda individuali. Aggregando le curve di domanda individuali, la curva di domanda del mercato diventerà via via sempre meno inclinata.

Breve e lungo periodo

Nel breve periodo: K è fisso, L varia, il numero delle imprese presenti nell’industria è fissato e Profitto > 0. Se P>AC nel breve periodo, altre imprese vorranno entrare nel mercato e poiché vi è libertà d’entrata (la tecnologia è liberamente disponibile a chiunque desideri avviare un’impresa e l’ingresso non è limitato: il numero delle imprese potenziali è illimitato). Se P=AC, le imprese saranno indifferenti se entrare/restare/uscire dal mercato. Se P< AC, alcune imprese usciranno dal mercato.

Nel lungo periodo: tutti gli input produttivi possono essere modificati; il numero di imprese presenti nell’industria varia e P=0. Le curve di offerta di mercato di breve e di lungo periodo possono differire per due ragioni: le curve di offerta individuali dell’impresa possono essere diverse fra breve e lungo periodo; nel tempo, se non ci sono barriere all’ingresso, cambia il numero delle imprese sul mercato. Poiché vi è libertà di entrata/uscita in un mercato, nel lungo periodo il numero delle imprese potenziali è illimitato. Ne deriva che nel lungo periodo i profitti sono nulli. Ne consegue che sul mercato di lungo periodo, il prezzo cala e le quantità scambiate complessivamente sul mercato aumentano, con la differenza però che le quantità prodotte dalla singola impresa diminuiranno.

  1. L’impresa massimizza il profitto: P=MC
  2. I profitti sono nulli per effetto della libertà di entrata e uscita: P=AC

Ne deriva: MC=AC e P=ACmin

Risposte ai cambiamenti della domanda e dei costi

Ci possono essere due tipi di cambiamenti: cambiamenti sulla domanda oppure variazione dei costi fissi o variabili.

La domanda si espande da D a D’

Nel breve periodo AC e MC sono invariati, i prezzi salgono e anche le quantità scambiate salgono (ma non varia la curva di offerta perché nel breve periodo le imprese sono fisse), ciascuna impresa produce di più, P>0. Nel lungo periodo N’ LP>NLP il prezzo si riduce fino ad ACmin e la quantità di mercato sale perché operano più imprese, ciascuna impresa produce come prima dell’aumento della domanda.

Variazione dei costi

Se i costi fissi (irrecuperabili nel breve periodo) si riducono: nel breve periodo la curva AC si abbassa e la quantità e si riduce ma MC non cambia. L’equilibrio per la singola impresa e per il mercato non cambia e P>0; nel lungo periodo N’>N l’equilibrio cambia: P scende fino ad AC’min e la quantità scambiata sul mercato aumenta (più imprese che producono ciascuna a una Qi minore – nuova scala minima efficiente).

Riduzione dei costi variabili

Nel breve periodo: AC scende, MC scende; la curva di offerta di breve periodo si sposta verso il basso; P scende, ciascuna impresa produce di più (MC scende); QP>0. Nel lungo periodo: N’>N, l’equilibrio cambia, P si riduce ulteriormente fino ad AC’min, la quantità scambiata sul mercato aumenta: maggior numero di imprese che producono Qi e che non è cambiata.

Tasse, dazi, quote, limitazioni

  • Una tassa può essere:
  • Specifica (o sulla quantità) ed è un ammontare fisso che deve essere pagato per ogni unità venduta o acquistata
  • Ad valorem: espressa come percentuale sul prezzo del bene, quindi direttamente proporzionale al prezzo.

L’incidenza (onere) di una tassa rappresenta la ripartizione del peso delle imposte fra le varie parti del mercato (consumatore – produttore).

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher francesca31M di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Ca' Foscari di Venezia o del prof Elena Raluca Buia.
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