ECOLOGIA
LEZIONE 1
ECOLOGIA
ecologia deriva da due parole greche : oikos=casa e logos=discorso quindi studio della casa
intesa come ambiente.
l'ecologia, come disciplina nasce con Haeckel nel 1866, "Intendiamo per ecologia la totalità
delle relazioni dell'organismo con l'ambiente”.
delle scienze
Studia il funzionamento sano e patologico nello spazio e nel tempo degli ecosistemi
Due approcci diversi all'ecologia sono:
• la sinecologia, analizza gli ecosistemi nella loro globalità, studiandone l'equilibrio o
l'evoluzione;
• l'autoecologia, studia i rapporti ecologici intrattenuti da una specie, con il suo habitat. Se
aggiungiamo i rapporti con le altre specie si studia la sua nicchia ecologica.
-L'ecologia è lo studio della struttura e delle funzioni della natura (Odum 1973)
E’ difficile definire una disciplina complessa che studia le relazioni tra mondo biologico e
mondo fisico, considerando che i confini non sono netti.
Lo studio delle relazioni è antico come la specie umana. Ogni cacciatore, associa un
ambiente a determinate prede (e viceversa), deve anche conoscere i comportamenti delle
sue prede per catturarle e per difendersi, sfuggendo in generale i pericoli collegati alla
caccia.
ECOSISTEMA
Unità fondamentale dell’ecologia. Porzione di biosfera delimitata naturalmente costituita da
una la comunità vivente (biocenosi) e dall’ambiente chimico-fisico (biotopo) che la ospita.
Biocenosi componente biotica
Biotopo componente abiotica
Le caratteristiche di un ecosistema risultano dalle interazioni tra la componente vivente e
non vivente che si influenzano a vicenda. Un ecosistema è definito, sistema complesso
aperto, con struttura e funzione caratteristica determinata da:
• flusso di energia
• circolazione di materia tra componente biotica e abiotica.
TIPOLOGIE DI SISTEMA
Aperto: scambia materia e energia con l’esterno e con sistemi circostanti
Chiuso: scambia energia ma non materia con l’esterno
Isolato: non scambia energia nè materia con l’esterno
Cibernetico: mantiene l’omeostasi con meccanismi di feed-back
FATTORI AMBIENTALI
I fattori abiotici determinano le caratteristiche dell'ambiente. Le condizioni possono variare
nello spazio e nel tempo e determinano risposte differenziate negli organismi.
Gli organismi sono influenzati dalle condizioni ambientali ma non le "consumano" e non le
"esauriscono".
FATTORI LIMITANTI
Si riferisce alla nutrizione delle piante.
“L’elemento che si trova in quantità minima condiziona cioè limita lo sviluppo della pianta.
Concetto esteso a tt le sostanze e condizioni ambientali che limitano la crescita degli
organismi se presenti in difetto o eccesso.
Alcune sostanze nutrienti possono diventare tossiche se superano determinate soglie.
Possono essere:
Biotici= fattori di tipo biologico ( parassiti /predatori)
Abiotici=fattori di natura fisica (temperat, luce) o chimica (ossigeno, ph)
LEZIONE 2
RISORSA
Elemento del paesaggio indispensabile alla sopravvivenza del sistema ecologico.
Può essere:
-rinnovabile: capace di rigenerarsi se gestita in modo opportuno, sostenibile. Es.: acqua,
biocenosi (flora, fauna)
-non rinnovabile: perdita progressiva senza possibilità di rinnovo. Es.: suolo, ghiaia, minerali
IL CLIMA
Il clima è modellato da diversi fattori : la temperatura e le precipitazioni , è delineato da
come la latitudine, e topografici come le montagne e i corsi d’acqua.
fattori geografici,
L’alternarsi delle stagioni è dovuto alla rotazione terrestre, e durante la rotazione la
superficie crea i venti.
La circolazione delle masse d’aria, così come le temperature e le precipitazioni, sono
influenzate dalla distribuzione dei raggi solari sulla superficie terrestre.
LA TOPOGRAFIA DEL TERRENO E ALTRI EFFETTI INFLUENZANO IL CLIMA E LA
DISTRIBUZIONE DEGLI ECOSISTEMI di alture e di corsi d’acqua, influenzano il
le caratteristiche fisiche di un territorio, la presenza
clima e la distribuzione degli ecosistemi. Le catene montuose influiscono sulle precipitazioni.
I mari e i laghi hanno un’influenza sul clima. Grazie alla capacità termica, l’acqua acquista e
lentamente dell’aria; tale fenomeno influenza la temperatura delle fasce
perde calore più
costiere, la formazione delle precipitazioni e lo spirare delle brezze e dei venti oceanici,
come i monsoni
LE CORRENTI OCEANICHE INFLUENZANO I CLIMI
Quando un vento spira su un estensione oceanica per lungo tempo, trascina dei flussi
d’acqua nella stessa direzione;, questa massa d’acqua prende il nome di corrente. La
circolazione delle acque su larga scala ha un significativo effetto sul clima.
I PRINCIPALI ECOSISTEMI SONO CHIAMATI BIOMI
I biomi, sono modellati da climi caratteristici e variano a seconda della latitudine
fredda e buia per la maggior parte dell’anno. Ha:
--TUNDRA
•temperature molto basse; •scarse precipitazioni;
•strato di suolo permanentemente ghiacciato (permafrost) un metro al di sotto della
superficie.
-FORESTE DI CONIFERE distribuite in tre regioni,chiamate in modi diversi: taiga, foreste
montane di conifere e foresta di conifere pluviale temperata. Ha:
•temperature relativamente basse; •precipitazioni da moderate a copiose.
-FORESTE TEMPERATE DECIDUE dislocate a Sud della taiga nel Nordamerica orientale,
Asia orientale e gran parte dell’Europa. Sono ricche di biodiversità. Hanno:
•clima temperato, con stagioni ben definite; •precipitazioni abbondanti.
-PRATERIE sono le steppe, le pampas, le praterie nordamericane e il veldt sudafricano.
Hanno stagioni estreme e:
•estati calde/secche e inverni rigidi; •precipitazioni moderate;
•terreni molto fertili.
-SAVANA si trovano in Africa, Australia, Sud-est asiatico e Sud america Hanno una stagione
secca e una delle piogge.
•temperature medie abbastanza elevate
•Periodi relativamente freschi e secchi che si alternano a stagioni di piogge intense;
•grandi estensioni di graminacee con alberi sparsi
a latitudini intorno ai 30° sia nell’emisfero boreale sia in quello australe.
-DESERTI si trovano
Hanno: •giornate molto calde (35-40 °C) e notti fredde (7 °C); •venti asciutti con
precipitazioni assai scarse.
PLUVIALI TROPICALI si trovano nei pressi dell’equatore in
-FORESTE Sud america, in
Africa e nella regione indo-hymalaiana. Hanno:
•temperatura costantemente calda •piogge assai abbondanti.
ECOSISTEMI ACQUATICI Sono le acque dolci e i mari
ACQUE DOLCI= fluiscono in corsi d’acqua, prima a carattere torrentizio quindi fluviale,
spesso formando raccolte d’acqua di varia estensione e profondità, come stagni e laghi,
prima di procedere verso il mare, dove sfociano in delta o estuari.
LAGHI=classificati come oligotrofici se sono poveri di nutrienti, ed eutrofici se hanno
abbondante materia organica e alta produttività
GLI ECOSISTEMI MARINI COMPRENDONO GLI HABITAT COSTIERI
HABITAT COSTIERI= tipici delle zone di contatto tra terraferma e mare, come le paludi
salmastre, le distese di fango, i mangrovieti e i litorali rocciosi o sabbiosi.
ESTUARI FLUVIALI= hanno ampie fluttuazioni di salinità delle acque e costituiscono un
ambiente ricchissimo di nutrienti.
SPIAGGE= rocciose o sabbiose sono sottoposte a spruzzi e alle onde e soggette alle
fluttuazioni delle maree.
ZONA INTERTIDALE= fascia costiera che si trova tra il limite della bassa e dell’alta marea.
Ospita organismi adattati alla vita in ambienti instabili e soggetti a variazioni.
GLI ECOSISTEMI MARINI COMPRENDONO LE ZONE DI MARE APERTO
dalla costa, le acque marine vengono classificate in base alla profondità in due zone.
ZONA EUTROFICA= porzione di acque in cui penetra la luce solare. È la zona più ricca di
organismi (fitoplancton,zooplancton, pesci di piccola e grande taglia).
ZONA PELAGICA= mare aperto, comprende la maggior parte delle acque oceaniche ed è
suddivisa in base alla profondità in zona epipelagica, mesopelagica e batipelagica.
FATTORI LIMITANTI
tutte le sostanze e le condizioni ambientali che possono limitare la crescita degli
organismi se presenti in difetto o in eccesso. Alcune sostanze, anche nutrienti, sono
tossiche se la loro concentrazione nell’ambiente supera determinate soglie,
danneggiando o limitando lo sviluppo degli individui.
INTERVALLO DI TOLLERANZA
Per ogni specie vivente si possono definire dei limiti minimi e massimi relativi alla presenza
di sostanze e alle condizioni ambientali, oltre i quali la vita non è possibile.
I limiti minimi e massimi relativi ai diversi fattori ecologici vengono definiti limiti di tolleranza.
L'intervallo compreso tra i limiti di tolleranza viene detto intervallo di tolleranza.
INTERVALLO OTTIMALE
L’ampiezza dell’intervallo di tolleranza relativa ad un qualsiasi fattore ecologico viene
definita da una serie di termini il cui prefisso può essere:
•Steno-: stretto
•Euri-: ampio
L’intervallo ottimale é l’intervallo di un fattore ecologico entro il quale si ha il massimo
sviluppo.
Le condizioni ottimali possono cambiare durante il ciclo vitale
LEZIONE 3
BIODIVERSITÀ
E' la diversità della vita, che si può dividere in tre livelli + 1:
1. diversità del patrimonio genetico (razze o varietà di specie selvatiche e domestiche).
2. diversità delle specie (animali, piante, funghi, microrganismi);
3. diversità degli ecosistemi (ambienti naturali quali acque, boschi, spazio alpino, ecc);
esplicano all’interno e fra i
4. biodiversità funzionale, cioè la diversità delle interazioni che si
tre livelli di un sistema.
PRODUTTIVITÀ’
La produttività di un ecosistema è la velocità di trasformazione fotosintetica dell'energia
luminosa in energia di legame nelle molecole organiche cioè è La quantità di sostanza
organica prodotta nell'unità di tempo dagli organismi fotosintetici.
EUTROFIZZAZIONE
Irregolare proliferazione di biomassa vegetale (microalghe). in origine indicava una
condizione di ricchezza in sostanze nutritive in ambiente acquatico; oggi viene usato per
indicare le fasi successive del processo biologico conseguente a tale arricchimento e cioè
l’abnorme sviluppo di alghe con conseguenze deleterie per l’ambiente.
Il problema è emerso a metà degli anni ’70 nelle acque costiere dell’Emilia Romagna, a
seguito di casi di eutrofizzazione, si ebbero estese morie di organismi bentonici (pesce di
fondo, molluschi, crostacei, ecc…) con impatti deleteri sul turismo e la pesca. Le sue fasi
sono:
•aumento dell’apporto di nutrienti in mare da parte di fiumi e scarichi non depurati
•condizioni del mare calmo con acqua stratificata
•si sviluppano le fioriture microalgali
•dopo un po’ di giorni, le alghe muoiono e si depositano sul fondo
•la decomposizione delle alghe morte, sottrae O2 alle acque di fondo
• ipossia e anossia
•gli organismi bentonici (molluschi, pesci) muoiono o migrano
•si modifica la composizione delle biocenosi di fondo
PIANTE C3 C4 e CAM
•Piante C3 =piante arboree e dei climi temperati. Possono sfruttare anche valori piu' bassi di
luce. Fissano CO2 col ciclo di Calvin o dei pentoso-fosfati
Hanno massimo tasso fotosintetico, massima efficienza in condizione di luce e temperatura
moderate.
•Piante C4 =piante erbacee e piante di climi caldi. Tasso piu' basso di respirazione in
rapporto alla produttività. Sono piu' efficienti ad alti livelli di luce e temperatura. Hanno
bisogno di meno acqua e seguono il ciclo di addizione degli acidi dicarbossilici.
•Cam= sono adatte ai climi aridi , hanno un metabolismo intermittente e fioritura rapida.
CATENE ALIMENTARI O RETI TROFICHE
è l'insieme dei rapporti tra gli organismi di un ecosistema. Ogni ecosistema ha una catena
alimentare e siccome un individuo può appartenere a più di una catena alimentare, si crea
una rete alimentare. Se degli organismi hanno lo stesso ruolo nella catena alimentare,
appartengono allo stesso livello di alimentazione.
Catena alimentare = trasferimenti di energia alimentare dagli autotrofi a organismi che
consumano e sono a loro volta consumati.
Catene alimentari di pascolo = vegetali - erbivori - carnivori
Catene alimentari di detrito = materia organica morta - microrganismi detritivori - predatori
STRUTTURA TROFICA
E' definita da interazioni tra catene alimentari, metabolismo- dimensione degli individui,
perdite e trasferimenti di energia. viene descritta dalle piramidi ecologiche:
Piramidi di numeri - Piramidi di biomassa - Piramidi di energia
LEZIONE 4
EVOLUZIONE
Progressivo ed ininterrotto accumularsi di modificazioni successive, fino a manifestare, in un
arco di tempo sufficientemente ampio,significativi cambiamenti negli organismi viventi.
TEORIE EVOLUTIVE
come si spiega la variabilità delle specie viventi?
Lamark (1744-1829)
Le funzioni di adattamento all'ambiente determinano la comparsa di organi differenziati negli
animali e nelle piante.
Se l'ambiente non viene modificato è la funzione che crea l'organo, non viceversa.
L'adattamento cooperativo all'ambiente rappresenta la legge evolutiva, perchè il carattere
acquisito per l’adattamento all'ambiente diviene ereditario.
Il Ruolo della luce e del calore come impoderabili fluidi evoluti.
come è possibile l'ereditarietà dei caratteri acquisiti?
la lotta tra le specie determina la sopravvivenza delle espressioni più adatte all'ambiente
mutevole. L'evoluzione delle specie viventi avviene tramite graduali cambiamenti di
condizioni
ambientali e di favorevoli adattamenti delle specie viventi
origine delle varietà
Gli incroci seguono regole ben precise: i caratteri ereditari delle cellule sessuali germinali
possono essere dominanti o recessivi. La diversità delle specie è non solo in funzione
dell'adattamento all'ambiente, ma deriva anche dalla combinazione dei caratteri genetici
diversi presenti negli incroci.
trasmissione dell'informazione
attribuire la nascita della vita alla composizione chimico-fisica dei cromosomi, piccoli
segmenti del nucleo della cellula a cui l