Estratto del documento

La gabbia toracica

La gabbia toracica è formata dalle vertebre toraciche, dallo sterno e dalle coste. Protegge cuore, polmoni, la ghiandola del timo e le altre strutture come la milza, buona parte del fegato e la parte dei reni, inoltre fornisce il punto d'inserzione per i muscoli respiratori, ha un ruolo nel mantenimento della colonna vertebrale e nel movimento del cingolo scapolare dell’arto superiore.

Lo sterno

Lo sterno è un osso pari posto al centro della linea mediana anteriore del torace, posto anteriormente al cuore, diviso in:

  • Manubrio: a livello delle vertebre 2a e 3a e è una ragione larga, con una forma triangolare. Esso è la parte più fissa e craniale, e presenta delle faccette articolari in particolare le incisure clavicolari cioè le faccette articolari per l’articolazione della clavicola con lo sterno, ma ne due c’è l’incisura giugulare; inferiormente ci sono le faccette articolari per la prima costa, una a sinistra e una a destra, con cui si articola tramite la cartilagine.
  • Corpo: la parte più lunga dello sterno che si estende dalle vertebre 5a alle 9a. Esso si unisce al manubrio a livello dell’angolo sternale, dove si unisce anche la seconda costa; lungo la struttura ci sono le inserzioni per tutte le cartilagini costali, in particolare dalla 2a al 6o costola.
  • Processo xifoideo: ovvero l’ultimo tratto dello sterno ed è anche il punto di inserzione delle cartilagini delle ultime coste e un punto importante di inserzione per alcuni muscoli addominali, come il diaframma toracico ed i muscoli retti dell’addome.

La gabbia toracica

La gabbia toracica è formata dalle vertebre toraciche, dallo sterno e dalle coste. Protegge cuore, polmoni, la ghiandola del timo e le altre strutture come la milza, buona parte del fegato e una parte dei reni. Inotre fornisce il punto d'inserzione per i muscoli respiratori, ha un ruolo nel mantenimento della colonna vertebrale e nel movimento del cingolo scapolare dell'arto superiore.

Lo sterno

Lo sterno è un osso piatto posto al centro della linea mediana anteriore del torace posto anteriormente al cuore, diviso in:

  • Manubrio: a livello delle vertebre T2 e T4 è una ragione larga, con una forma triangolare. È la parte più spessa e craniale. Presenta delle faccette articolari in particolare le incisure clavicolari, cioè le faccette articolari per l'articolazione della clavicola con lo sterno, tra le dico c'è l'incisura giugulare; inferiormente ci sono le faccette articolari per la prima costa, una a sinistra e una a destra, con cui si articol a tutte la cartilagine.

  • Corpo: la parte più lunga dello sterno che si estende dalle vertebre T5 alle T9. Esso si unisce al manubrio a livello dell'angolo sternale, dove si unisce anche la seconda costa, lungo la struttura ci sono le inserzioni per tutte le cartilagini costali, in particolare dalla 2ª alla 6ª/7ª costa.

  • Processo Xifoideo: ovvero l'ultimo tratto dello sterno ed è anche il punto di inserzione delle cartilagini delle ultime coste e un punto importante di inserzione per alcuni muscoli addominali, come il diaframma toracico ed i muscoli retti dell'addome.

Le coste

Le coste sono 12 paia (24 totali) con nessuna differenza tra maschio e femmina, ogni costa è legata posteriormente alla colonna vertebrale tranne le ultime due, esse girano intorno alla cavità toracica e si attaccano, tramite le cartilagini costali, allo sterno, osservando posteriormente una vertebra si può distinguere l’area che si articola con il corpo di una vertebra o tra i corpi di due vertebre, un breve collo ed un tubercolo che si proietta posteriormente; l’angolo costale, aiuta il flusso di il corpo iniza ad incurvarsi verso l’addome; conseguentemente, le costole toraciche dei dischi intervertebrali, il margine superiore delle vertebre cervicali e la flessura e fornisce il inserire i muscoli del torace e un cingolo scapolare. Le coste dallo sterno al 7° sono chiamate vere, in quanto ognuna presenta la propria cartilagine costale che va direttamente allo sterno; dall’8° costola alla 10° sono dette false, perchè le cartilagini costali si riuniscono della 7° costa, cioè non si connettono direttamente allo sterno, ma fondono le cartilagini tra loro; la 11° e la 12° sono dette fluttuanti, perchè non si connettono allo sterno.

Scheletro appendicolare

Lo scheletro appendicolare è costituito da 126 ossa totali e comprende tutte le ossa che appartengono alla parte libera dell'arto superiore, come omero, radio, ulna, osso del carpo, metacarpo e falangi, tutte le ossa del cingolo scapolare, cioè clavicola e scapola; le ossa della parte libera del arto inferiore, come femore, rotula, tibia, fibula, ossa del tarso, metatarso e falangi, e le ossa del cingolo pelvico, cioè le anche.

I cingoli fungono da punto di unione degli arti inferiori e superiori allo scheletro assile.

Il cingolo scapolare

Il cingolo scapolare sostiene il braccio e lo unisce allo scheletro assile; esso è costituito da due ossa per ogni lato del corpo, e sono:

  • La clavicola è un osso a forma di S, piuttosto fragile ed è facilmente visibile e palpabile sulla superficie del torace.

Sulla clavicola sono presenti una faccia superiore e una faccia inferiore. Quella superiore è relativamente liscia ed è quella parte che crea continuità con l’acromion della scapola, essa è rugosa soltanto verso le estremità per permettere l’inserzione dei legamenti.

Mediale all’estremità acromiale si trova l’estremità sternale, che si conclude con l’incisura clavicolare che articola lo sterno con la clavicola. Queste estremità costituiscono punti di ancoraggio per muscoli inclusi, come il deltoide, il grande pettorale e lo sternocleidomastoideo.

La faccia inferiore è segnata da creste per inserzioni muscolari; verso l’estremità acromiale il tubercolo conoide e il tubercolo costale verso lo sterno. L’estremità sternale mediale presenta una testa triangolare, mentre quella acromiale ha una forma piatta.

La clavicola coordina la scapola mantenendo l’arto superiore lontano dalla linea mediana del corpo umano.

La scapola

Insieme alla clavicola forma il cingolo scapolare, cioè la struttura ossea sulla quale l’omero si articola dando una continuità funzionale e strutturale di questi elementi ossei. La scapola è un osso pari e piatto, presente dal processo suo posteriore. È la faccia anteriore e disposta contro il torace nei suoi parametri, una superficie liscia tranne che per la presenza di alcuni linee dove si inseriscono specifici muscoli, data la sua forma piatta. Nell'anatomia si suole definire due margini: superiore, un margine mediale ed un altro laterale, nei punti di coincidenza del margine superiore e mediale si può individuare l'angolo superiore. Inferiormente e in un l'alta del triangolo scapolare viene indicato come angolo inferiore, l'angolo superiore infatti prende forma dalla cavità glenoidea, importante perché è il punto in cui è presente l'articolazione tra la scapola e la testa dell'omero, articolazione gleno-omerale.

Altro componente dell'angolo laterale è il processo coracoideo che sporge anteriormente in maniera significativa, in modo da fornire un punto di attacco per i tendini del bicipite brachiale e per altri muscoli del braccio. La funzione del processo coracoideo è quella di mantenere la testa dell’omero per evitare che si luschi, quindi mantiene in sede l’articolazione con l’aiuto di muscoli e legamenti.

La porzione più estesa è la fossa sottoscapolare, riempita dal muscolo sottoscapolare. L'acromion è il processo visibile posteriormente che costituisce l’estremità laterale della spina della scapola; ovvero la scapola in due: la fossa sopraspinata e la fossa infraspinata, che sono depressioni che si trovano sotto la spina della scapola. Queste due fosse come quella sottoscapolare, danno spazio alla presenza di muscoli sovraspinato e infraspinato.

L'arto superiore

L'arto superiore è diviso in 3 regioni con 30 ossa ognuno: Il braccio si estende dalla spalla al gomito (omero), l'avambraccio si estende dal gomito al polso (radio e ulna), la mano contiene 27 ossa divise in: 8 ossa carpali, 5 ossa metacarpali e 14 falangi delle dita.

Il braccio

  • EPI FISI PROSSIMALE
    • Grande tuberosità
    • Piccola tuberosità
    • Solco bicipitale
    • Tuberosità deltoidea
  • DIAFISI
  • EPI FISI DISTALE
    • Fossa coronolea
    • Fossa radiale
    • Epicondilo laterale
    • Capitello (condilo)
    • Troclea
    • Epocondilo mediale
    • Cresta sopracondilare mediale
    • Cresta sopracondilare laterale
    • Fossa olecranica

L'omero è definito come lungo e pari, distingue un'epifisi prossimale e una distale e il corpo (diafisi). A livello dell'epifisi prossimale troviamo la testa dell'omero ed è la porzione che si articola con la cavità glenoidea della scapola. Il solco che separa la testa dal corpo si chiama collo anatomico e presenta una process da cui sorgono gran parte di piccole tuberosità dell'omero, tra le due troviamo un'incisora che crea il solco bicipitale, sulla faccia anteriore. Il corpo è liscio tranne in un punto in cui si trova una tuberosità deltoidea, in cui si inserisce il muscolo deltoide; l'epifisi distale deve sostenere due movimenti dell'avambraccio:

  1. Il flesso estensione;
  2. L'articolazione che sostiene questo movimento è di tipo trocleare, perché scientificamente una troclea, ossia una lisca con una scanalatura profonda. Essa si articola e prende contatto con una struttura a semiluna posta sull'avambraccio, il tocco della troclea;
Superiormente alla troclea sono presenti profonde depressioni, anteriormente la fossa radiale e la fossa coronodea e posteriormente la fossa olecranica.

Anteprima
Vedrai una selezione di 3 pagine su 6
Apparato scheletrico - parte terza Pag. 1 Apparato scheletrico - parte terza Pag. 2
Anteprima di 3 pagg. su 6.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Apparato scheletrico - parte terza Pag. 6
1 su 6
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze biologiche BIO/16 Anatomia umana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher AleCataldi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia e istologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Piemonte Orientale Amedeo Avogadro - Unipmn o del prof Carton Flavia.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community