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Apparato locomotore

Le nozioni presenti in questi appunti sono state tratte dalle lezioni della prof.ssa di Anatomia dell’apparato Locomotore dell’anno 2022-23 dell’università di Trieste. Le immagini presenti all’interno del testo sono state aggiunte al fine di una migliore comprensione per facilitare la lettura della dispensa, non si vuole nuocere in alcun modo la proprietà intellettuale delle fonti da cui sono state estrapolate, alle quali resta il pieno diritto: pdf delle lezioni e applicazione “Atlante di anatomia umana 2023”-VisibleBody (acquistata nello store per l’utilizzo).

Funzioni dell'apparato

Supporto, movimento e difesa degli organi interni.

Sistema scheletrico

È diviso in due categorie:

  • Assile: 80 ossa (cranio, ioide, colonna vertebrale, coste).
  • Appendicolare: 126 ossa (ossa arti superiori e inferiori, ossa dei cingoli pelvico e sterno scapolare).

TOT: 206 ossa. Il numero di ossa è variabile perché possono fondersi o non fondersi durante lo sviluppo embrionale. Esistono anche le ossa sesamoidi, accessorie, in numero variabile.

Funzioni del sistema scheletrico

Forma del corpo, delimita e protegge regioni corporee, riserva minerali, emopoiesi, movimento.

Sistema muscolare scheletrico

Divisi in: assili e appendicolari. In totale sono 700. Delimitano le regioni del corpo e sono effettori del movimento. Inoltre, si occupano della termogenesi.

Classificazione dei muscoli

In base alla forma

  • Lunghi
  • Brevi
  • Larghi

In base alla posizione

  • Superficiali o pellicciai: immediatamente sotto la pelle e si attaccano alla fascia profonda del derma.
  • Profondi o sottofasciali: sotto la fascia superficiale, si inseriscono a segmenti ossei.

In base al numero dei ventri muscolari

  • Bicipiti: 2 inserzioni tendinee a livello prossimale che si inseriscono in un unico tendine.
  • Tricipiti
  • Quadricipiti

Tessuto osseo e cartilagineo

Fanno parte del gruppo di tessuti connettivi di sostegno.

  • Osso: matrice calcificata; componente cellulare: osteociti; vascolarizzato e riparabile dopo danni.
  • Cartilagine: matrice gel; componente cellulare: condrociti; non vascolarizzata; irreparabile (solo donazione tissutale o cartilagine sintetica).

Tessuto cartilagineo

Funzioni: sostegno meccanico, assorbimento sollecitazioni meccaniche e danni, scorrimento tra superfici articolari. Componente cellulare formata da condrociti che serve per produzione e secrezione matrice, ecm e pericondrio connettivale vascolarizzato. Il pericondrio presenta nervi e vasi, per nutrimento della cartilagine.

La cartilagine si può presentare in tre forme:

  • Ialina: Buona rigidità, mantenendo alta la flessibilità. Tipica di articolazioni sinoviali, trachea, laringe, coste, setto nasale.
  • Elastica: Facilmente deformabile senza danni permanenti. Tipica di orecchio esterno, epiglottide, sistema uditivo.
  • Fibrosa: Resistente a compressioni e evita contatto tra ossa. Tipica di dischi intervertebrali, menischi.

Tessuto osseo

Caratterizzato dalla presenza di una matrice mineralizzata che conferisce durezza.

  • 90% matrice extracellulare mineralizzata costituita da:
    • 60% componente inorganica mineralizzata: deposito di sali minerali quali fosforo, calcio sotto forma di cristalli di idrossiapatite, carbonato di calcio e tracce di Na, K e Fl.
    • 40% componente organica: fibre collagene e GAG e proteine.
  • 2% cellule: osteoprogenitrici, osteociti, osteoblasti, osteoclasti.

Non è un tessuto statico, subisce rinnovamento tutta la vita. Addirittura 1/5 dello scheletro viene demolito e ricostruito ogni anno. L’osso spugnoso trabecolare della testa del femore può essere sostituito 2 o 3 volte/anno.

Fattori che controllano rimodellazione: alimentazione, esposizione solare, fattori ormonali, attività fisica.

Tipi di osso

  • Non lamellare/fetale: costituito da cellule immerse in una sostanza extracell contenente fibre di collagene raccolte in fasci intrecciati. Presente nell’embrione e feto e nella prima fase di riparazione delle fratture.
  • Lamellare: organizzato in sottili lamine sovrapposte.

È di due tipi:

  • Compatto: formato da colonne ossee parallele e da sistemi haversiani. Riveste superficie delle ossa. Si trova dove sono presenti più sollecitazioni ma in un'unica direzione (es. longitudinale).
  • Spugnoso: composto da una rete aperta di trabecole formate da lamine sottili. Si trova all’interno dell'osso, quindi in zone in cui l’osso non subisce particolari sollecitazioni.

Classificazione morfologica delle ossa

Lunghe

La lunghezza prevale sulla larghezza. Dalla forma cilindrica irregolare. Formate da diafisi e due estremità epifisi (prossimale e distale). Esempi: femore, tibia, omero, perone.

Piatte

Con due assi maggiori rispetto al terzo. Costituite da due lamine sottili di tessuto osseo compatto che racchiudono la parte spugnosa contenente midollo osseo. Esempi: cranio, sterno, coste.

Brevi

Di forma cubica, costituite da due strati di osso compatto che racchiudono uno strato spugnoso. Mostrano tre dimensioni più o meno uguali. Esempi: carpo e tarso.

Irregolari

Hanno una forma complessa con superfici corte, appiattite, incavate o spigolose. Esempi: vertebre.

Suturali

Ossa appiattite che hanno una forma irregolare in cui si trovano linee di sutura della volta cranica.

Sesamoidi

Irregolari e isolate, piccole, rotondeggianti e appiattite. Si sviluppano all’interno di tendini. Aiutano a stabilizzare piede, bilanciando il peso corporeo. Esempi: articolazione del ginocchio (rotula) o nelle mani e piedi.

Pneumatiche

Sporgenze delle ossa.

Eminenze articolari e non articolari

  • Eminenze articolari: Corrispondono alle articolazioni e differiscono per appartenenza ad articolazioni mobili o non mobili.
  • Eminenze non articolari: Sono delle rugosità che danno inserzione a muscoli o legamenti.

Cavità delle ossa

  • Cavità articolari: Di fronte alle eminenze omonime dell’osso contiguo.
  • Cavità non articolari: Hanno morfologia variabile, come docce, solchi, fosse e cavità di inserzione.

Canali o fori

Presenti nelle ossa della volta cranica per passaggio nervi e vasi. Si dividono in:

  • Canali di trasmissione: per passaggio nervi e vasi.
  • Canali nutritizi: per passaggio a vasi che portano alle ossa le sostanze nutritizie.

Vascolarizzazione osso

  • Nelle ossa lunghe: Tre ordini di arterie.
  • Nelle ossa piatte: Due ordini di arterie.
  • Nelle ossa brevi: C’è un solo ordine di arterie molto variabile.

Midollo osseo

È un tipo di tessuto connettivo specializzato nell’emopoiesi. Costituito da:

  • Stroma: di fibre articolari e cellule (fibroblasti specializzati) che rappresentano la struttura di supporto per le cellule ematiche in via di sviluppo.
  • Sistema di sinusoidi ematici: collegati tra loro che defluiscono verso le vene.

Tipi di midollo

  • Midollo rosso: Midollo osseo in attività, ricco di precursori delle cellule ematiche.
  • Midollo giallo: Midollo osseo che col tempo si inattiva e viene sostituito da adipociti.

Ossificazione

  • Diretta/di membrana
  • Endocondrale/di sostituzione: Inizialmente si forma uno scheletro cartilagineo ialino che attraverso i centri di ossificazione viene sostituito da osso maturo. Per le ossa lunghe: prima si forma un centro di ossificazione primario a livello diafisario e nel corso dello sviluppo si formano altri due nuclei a livello metafisario.

Grazie alla TAC è possibile capire l’età del paziente per mezzo dell’identificazione del momento del processo di ossificazione.

Articolazioni

Sono strutture anatomiche che mettono in reciproco contatto due o più ossa. Funzioni: sostegno del nostro organismo e mobilità fra osso e osso.

Cartilagine articolare

Le superfici articolari dell’osso sono coperte da uno strato di tessuto connettivale, ossia da cartilagine articolare, composta dal 70-80% di acqua. Solitamente è di tipo ialino. Priva di vasi, linfatici o nervi: un danno non causa dolore. Riceve nutrimento attraverso la diffusione di liquidi dalla cavità articolare. Esistono anche dei piccoli vasi sanguigni che attraversano la lamina ossea subcondrale raggiungendo gli strati più profondi della cartilagine e fornendogli un apporto nutritizio. Nella membrana sinoviale, a livello della periferia della cartilagine articolare, si trova un anello vascolare che le permette di ricevere nutrimento.

Lo spessore della cartilagine è variabile, essendo direttamente proporzionale:

  • Alla grandezza dell’articolazione.
  • Ai carichi di lavoro.
  • Alle forze di attrito.

Il disuso (ridotta attività fisica, allettamento) può portare ad assottigliamento della cartilagine articolare.

Funzioni della cartilagine articolare

  • Trasmette e distribuisce elevate sollecitazioni di carico.
  • Contiene sollecitazioni da contatto (se le ossa entrassero a contatto diretto le une con le altre ci sarebbero dei danni a livello delle superfici articolari).
  • Sviluppa un basso attrito.

Artrite reumatoide

Se l’articolazione viene affetta da artrite reumatoide lo spazio tra i due capi articolari tende a scomparire, quindi non viene più garantito lo scorrimento tra i capi. Sui capi articolari si creano delle erosioni date dall’attrito durante i movimenti.

Classificazione delle articolazioni in base alla mobilità

  • Sinartrosi: Fisse o rigide.
  • Anfiartrosi: Leggermente mobili.
  • Diartrosi: Pienamente mobili.

Classificazione delle articolazioni su base istologica

  • Fibrose
  • Cartilaginee
  • Sinoviali: Localizzate soprattutto nello scheletro assile.

Articolazioni fibrose

  • Suture: a livello del cranio, 0 mobilità.
  • Sindesmosi: la continuità fra i capi articolari viene garantita unicamente dall’interposizione di un legamento interosseo (membrana interossea).
  • Gonfosi: articolazioni interposte tra denti e mandibola o mascella.

Articolazioni cartilaginee

  • Sinfisi: i capi articolari sono connessi da un disco cartilagineo, costituito da un corpo fibrocartilagineo e da cartilagine ialina alle estremità. Esempi: sinfisi pubica, disco intervertebrale.
  • Sincondrosi: articolazioni immobili, caratterizzate dalla presenza di un sottile strato di cartilagine. Può essere sostituito da tessuto osseo e andare incontro a sinostosi. Esempio: articolazione sterno-costale della 1a costa.

Articolazioni sinoviali

Sono caratterizzate da:

  • Una capsula fibrosa che connette i capi articolari e può essere rinforzata da legamenti accessori.
  • I capi articolari sono divisi da una cavità articolare ed entrambe le estremità ossee sono coperte da cartilagine.
  • Il versante interno della capsula è rivestito da membrana sinoviale che produce un liquido sinoviale.

Articolazione sinoviale

Si prendono ora in considerazione le componenti dell’articolazione:

  • Lamina ossea subcondrale: è uno strato di tessuto osseo che si trova sotto la cartilagine ed ha spessore variabile. Superficialmente alla lamina c’è il tide mark, una zona in cui la cartilagine articolare è calcificata e funge da ancoraggio per le fibre di collagene della porzione non calcificata della cartilagine.
  • Capsula articolare: è un manicotto di tessuto fibroso che avvolge la cavità articolare. Composta da uno strato esterno (capsula fibrosa) e uno strato interno (membrana sinoviale). La capsula non ha mai uno spessore uniforme. La capsula ricopre zone dove non è presente la cartilagine ialina ed è riccamente vascolarizzata, con vasi linfatici e terminazioni nervose (dolore!).
  • Membrana sinoviale: è la membrana interna della capsula articolare, è vascolarizzata e ricopre zone di articolazioni in cui non c’è il contatto tra capi ossei. La sua superficie è di color roseo e può presentare estroflessioni, i villi sinoviali, responsabili della produzione del liquido sinoviale (nutre tessuti e rimuove scarti e metaboliti).

La membrana sinoviale è composta da due strati:

  • Porzione intima: comprende estroflessioni dei villi sinoviali.
  • Porzione subintimale: posta più profondamente della prima.

In caso di infiammazione dei villi, ci sarà iperproduzione del liquido con conseguente rigonfiamento dell’articolazione.

Componenti accessorie

Possono essere:

  • Essenziali: capsula articolare + cartilagini articolari + cavità articolare.
  • Accessorie: dispositivi di adattamento dell’articolazione che aumentano la congruenza dei capi articolari.

Dischi

Guaine ricoprono totalmente o parzialmente le porzioni di tendini nel passaggio attraverso i retinacoli fasciali, le bande legamentose e i canali osteofibrosi. Facilitano lo scorrimento dei tendini e aiutano a nutrire i tendini.

Borse

Involucri chiusi e appiattiti, rivestiti da uno strato sinoviale. Possono essere:

  • Sottocutanee: tra cute e prominenza ossea (borsa dell’olecrano dell’ulna e della rotula).
  • Sottofasciali: tra fascia profonda e osso.
  • Sottotendinee: nell’inserzione tra due tendini.
  • Sottomucose: tra muscolo e osso.
  • Interlegamentose: tra legamenti.

Sono in continuità con le cavità articolari. Una flogosi alle borse causa rigonfiamento della borsa stessa (borsite) - gomito del tennista.

Menischi

Dischi di fibrocartilagine che si trovano in polso, ginocchio e ATM. Hanno la funzione di assecondare o limitare i movimenti e smorzare i pesi. La porzione periferica del menisco si inserisce nella capsula fibrosa.

Cercini

Lembi di fibrocartilagine che ampliano la superficie articolare. Si trovano nelle articolazioni con i movimenti più ampi (spalla + anca). Più ampio è il movimento, meno i capi articolari sono vicini.

Le suture hanno un movimento nullo, mentre la cavità glenoidea e quella acetabolare sono più piccole rispetto alla testa di omero e femore. I cercini, dunque, allargano la superficie a disposizione per accogliere la porzione di sfera di testa dell’omero e anca.

Corpi adiposi

Strutture articolari aggiuntive che ammortizzano le forze generate durante il movimento.

Ossa sesamoidi

Classificazione in base al tipo di movimento:

  • Artrodie o piana: costituite da superfici piatte che consentono movimento di scivolamento.
  • Condiloartrosi o condiloidee: composte da superfici ellissoidali, consentono rotazione secondo due assi. Esempi: tra radio e carpo, tra metacarpo e falangi, articolazione ginocchio e articolazione mandibolare.
  • A sella: capi a sella, uno concavo e l’altro convesso, consentono rotazione lungo gli assi. Esempi: tra sterno e clavicola e tra carpo e metacarpo del pollice.
  • Ginglimo laterale o a perno: composta da forme cilindriche, permette rotazione attorno a un asse parallelo a quello che passa tra le due ossa. Esempio: capitello prossimale del radio e dell’ulna.
  • Ginglimo angolare o troclea o a cerniera: rotazione attorno asse perpendicolare - flessoestensione. Esempi: gomito e ginocchio.
  • Enartrosi: composte da superfici sferiche (una concava, l’altra convessa). Grande movimento. Esempi: anca coxofemorale, scapolo-omerale (o gleno-omerale).

Tipi di movimento

  • Scivolamento: una superficie slitta sull’altra senza modificazioni angolari. Esempio: nel carpo.
  • Flesso-estensione
  • Adduzione: avvicina arto al piano mediale-sagittale.
  • Abduzione: allontana arto dal piano mediale-sagittale.
  • Rotazione: osso ruota attorno a un asse (ad es. attorno diafisi).
  • Circonduzione: descrive uno spazio conico, con vertice la cavità articolare e base la zona distale dell’osso.

Strutture di sostegno

Tendini

Sono la parte di muscolo costituita da fibre collagene che trasmettono la tensione muscolare ad un segmento mobile. Notevolmente resistenti alla trazione. Parte del tendine può essere avvolta da una guaina sinoviale. Le sedi di inserzione dei tendini sono chiamate entesi. “Entesopatia”= condizione patologica delle sedi di inserzione dei tendini.

Aponeurosi

Strutture formate da più strati di fibre di collagene denso...

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Scienze giuridiche BIO/16 Anatomia umana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher bghersa di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trieste o del prof Bares Fabia Maria.
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