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In punta di piedi

Il tema della danza nell’800

Indice

  • I. Introduzione pag. 2
  • II. Le origini della danza classica pag. 3
  • III. Il Romanticismo pag. 5
  • IV. The romantic ballet dance pag. 6
  • V. Edgar Degas et la petite danseuse de quatorze ans pag. 7
  • VI. Il diritto d’autore pag. 9
  • VII. Sitografia pag. 10

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Introduzione

La danza classica è il genere più antico che si possa studiare nelle accademie; la sua origine proviene dall’Italia, dai balli di corte del Rinascimento.

Un genere che fu ripreso anche dalle corti francesi, che lo portarono alla massima espressione durante il XVII-XVIII secolo.

In seguito però i francesi perfezionarono i passi e codificarono i principi e le posizioni della danza classica dando vita alle figure del ballerino e del coreografo di professione.

Con la Rivoluzione francese cambiarono i costumi. I danzatori del XVIII secolo erano coperti da maschere, indossavano grosse parrucche e scarpe col tacco.

L’inizio dell’800 è l’era del Balletto Romantico, siamo infatti entrati nel Romanticismo e la danza non fa eccezione infatti viene valorizzata dal pittore e scultore di Edgar Degas.

Verso la metà dell’800, fu disegnato il primo tutù e furono adottate le scarpette da punta per esaltare la leggerezza delle danzatrici. Fino a che, per la prima volta, Marie Taglioni nel 1832 ballò tutta “La Sylphide” sulle punte.

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Le origini della danza classica

Per gli uomini primitivi la danza era un rito: era un’attività che aveva una fortissima valenza sociale e soprattutto religiosa: il matrimonio, la caccia, la morte.

Nella cultura greca e romana le danze erano danze di folla, sfrenate con cui il popolo si liberava dal peso della povertà o da un’esistenza difficile. Durante il Medioevo la danza subì la condanna delle autorità ecclesiastiche che vedevano nella sua pratica il pericolo della lascività dei costumi.

Tra le danze popolari quella che viene menzionata più spesso è sicuramente la carola, danza a catena chiusa (le persone si tenevano per mano e danzavano in cerchio). La carola è citata più volte dal Boccaccio nel Decamerone e anche da Dante nella Divina Commedia.

Durante il Rinascimento nelle corti italiane la danza era ritenuta una vera e propria forma di educazione. La danza dei nobili derivava da quella del popolo, ma veniva trasformata secondo le regole del perfetto cortigiano: la compostezza, l’atteggiamento nobile, le convenzioni sociali della cavalleria e della galanteria.

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Il Seicento

Ma è solo nella seconda metà del XVII secolo che la danza sale sui palcoscenici teatrali. Sempre in Francia, essa ricevette una forte spinta da Luigi XIV, che amava molto danzare ed esibirsi in prima persona negli spettacoli di corte, tanto che fu chiamato “Re Sole” per essersi esibito come “Sole nascente” nel Ballet Royal du Jour et de la Nuit del 1653.

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