Tesina multidisciplinare
L D
A ANZA
A S 2008/2009 la candidata: Francesca N
NNO COLASTICO AITZA 1
La danza è la più bella, la più nobile, la più commovente delle arti,
perché non è traduzione o astrazione della vita, ma è la vita stessa
Pam Brown
Tra Dio e il mondo, la danza!
Nietzsche, La Gaia Scienza
La musica e il ballo…la musica e il ballo:
ecco tutto quanto occorre…
Nulla è così necessario agli uomini come il ballo…
Senza il ballo, un uomo non farebbe nulla…
Tutte le disgrazie degli uomini,
tutti i rovesci funesti di cui sono piene le storie,
le cantonate dei politici e gli sbagli dei grandi capitani,
tutto è successo solo per non saper ballare.
Quando un uomo ha commesso uno sbaglio nella propria condotta,
sia negli affari di famiglia,
sia nel governo di uno Stato,
sia nel comando di un esercito,
non si dice sempre:
“Il tale ha fatto un passo falso in un certo affare”? 2
E fare un passo falso, da che cosa deriva
se non dall’ignoranza del ballo?
Molière 3
Indice
Introduzione..........................................................................................................................................5
Nietzsche e la danza.............................................................................................................................6
Verga e Eva...........................................................................................................................................9
Jane Austen and the Dance.................................................................................................................12
Apuleio: le Metamorfosi.....................................................................................................................15
Edgar Degas: il pittore delle ballerine................................................................................................18
Mata Hari: la tragedia di una ballerina...............................................................................................21
La Prima guerra mondiale..............................................................................................................22
Onde radio, Radio e Libertà...............................................................................................................26
Il Movimento Unisce Danza E Mondo...............................................................................................29
La rotazione terrestre......................................................................................................................29
Le conseguenze della rotazione terrestre....................................................................................29
La diversa durata del giorno sidereo rispetto al giorno solare........................................................30
Il moto di rivoluzione della Terra...................................................................................................30
Le conseguenze della rivoluzione terrestre................................................................................30
La successione delle stagioni......................................................................................................31
La diversa durata del dì e della notte.......................................................................................32
Le zone astronomiche.....................................................................................................................32
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Introduzione
La danza è sempre stata al centro dei miei interessi: studio danza classica da quando avevo 6 anni, quindi da ormai 16 anni, e da ottobre ho anche evoluto le mie conoscenze, intraprendendo lo studio della danza moderna.
La danza è ormai per me qualcosa di irrinunciabile, fa parte della mia vita, anzi è la mia vita. La passione per la danza si è col tempo trasformata e raffinata, e ho voluto cogliere l’occasione offerta dalla tesina per approfondire la mia conoscenza su questa disciplina: ho così avuto modo di scoprire l’antichità delle sue origini e l’importanza del ruolo che presso tutte le civiltà più antiche le veniva riconosciuto.
La danza può essere legata a celebrazioni religiose (dal culto dei morti ai riti propiziatori, dagli esorcismi alle pratiche magiche) o a riti di passaggio (nascita, iniziazione, adolescenza, matrimonio, morte...). La danza può essere anche parte di un rituale del corteggiamento, in alcune società è l’unica occasione di incontro per i giovani. Anche il lavoro può prendere forma nella danza, come ad esempio nelle danze dei piantatori di riso giapponesi, dove il ritmo incalzante rendeva la semina più veloce ed efficace.
Nessuno meglio del filosofo tedesco Nietzsche ha saputo riportare alla luce questo significato antico e nobile della danza, facendo del danzare l’attività simbolo del suo concetto di superuomo e della sua proposta di un nuovo atteggiamento dell’uomo nei confronti della vita.
“Potrei credere solo a un Dio che sapesse danzare”
Con Nietzsche si apre il tema del rapporto che con la danza, nei suoi molteplici aspetti, ha avuto il Novecento. Il tema della danza, soprattutto nel suo valore simbolico di attività libera e liberatrice, non poteva che attrarre l’interesse di tutti coloro che, sull’onda, cosciente o incosciente, delle riflessioni di Nietzsche, percepivano l’inautenticità della vita dell’uomo occidentale. 5
Nietzsche e la danza
Per Nietzsche la danza è l’espressione, così come la musica, di quel elemento dionisiaco oscuro che contrapposto all’elemento apollineo luminoso rappresentano il motivo centrale della “nascita della tragedia”.
Proponeva una nuova visione della classicità ed un nuovo concetto di decadenza. L’immagine della classicità, afferma Nietzsche, riflette la civiltà greca vista già nella sua fase decadente, quando ormai la sua forza creativa si era esaurita.
Le forme composte armoniose con cui usiamo identificare lo spirito classico nascono in realtà da una dura reazione di difesa, sono il prodotto di una morbosa sensibilità al carattere caotico dell’esistenza, all’irrazionalità dell’uno primordiale.
La realtà secondo Nietzsche è generata dall’incontro-scontro di due principi opposti: il caos e l’ordine. Egli rifacendosi alla mitologia greca li individua rispettivamente nelle divinità di Dioniso ed Apollo. I greci, a suo parere, erano dominati da tali impulsi vitali. Ad Apollo il filosofo attribuisce una serie di caratteristiche che lo qualificano come il dio dell’equilibrio e della misura, principio ispiratore della statuaria greca, come il dio della melodia e del canto armonico.
Soprattutto Apollo è il dio del sogno e dell’illusione, nelle quali la realtà appare idealizzata e luminosa: tali apparvero ai Greci le figure degli dei, che furono da essi create per poter sopportare il dolore dell’esistenza. Gli dei, infatti, vivendo essi stessi una vita simile a quella umana, ma perfetta e priva di sofferenze, giustificano la vita. L’impulso apollineo è dunque un impulso di bellezza, che genera un mondo illusorio e trova la sua espressione massima sul piano artistico nelle arti figurative, in particolare nella scultura e nella poesia epica; esso corrisponde all’arte classica.
L’esatto opposto rappresenta invece Dioniso, e alle esperienze religiose legate al suo culto: il dio dell’ebbrezza, della musica sfrenata, della danza, dell’estasi, che spinge a immergersi senza freni nel caos della vita, che tende ad annullare l’io dell’uomo in quanto singolo e a riconciliarlo con il tutto, con la natura primigenia. Dioniso è vita e morte, gioia e dolore. Quando si afferma, esso indebolisce e abbatte l’impulso apollineo, consentendo di ritrovare la verità della vita nell’eccesso, anziché nella misura. L’alternarsi dei due elementi, apollineo e dionisiaco, è all’origine non solo della vita, essi
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sono un binomio inscindibile che caratterizza anche l’interiorità dell’uomo. L’uno è necessario e allo stesso tempo bisognoso dell’altro. Tuttavia non possono mai fondersi in un unico principio: mantengono sempre la loro natura distinta.
Solo qualche volta avviene la riconciliazione tra questi due impulsi contrastanti: nel mondo greco ciò si realizzò nella tragedia, che pertanto rappresenta il culmine della civiltà greca.
La tragedia nacque, secondo Nietzsche, dal rito della processione in onore di Dioniso dove, uomini mascherati da satiri, esseri per metà animali e per metà umani, danzando e cantando in stato di eccitazione. Questa sintesi, che secondo Nietzsche rappresenta un miracolo metafisico della civiltà ellenica, viene messa in discussione dal fatto che l’apollineo trionfa sul dionisiaco.
Questo è Secondo Nietzsche ciò sarebbe avvenuto con Euripide, che aveva attribuito una parte prevalente al dialogo tra i personaggi, aveva trasformato i miti, rappresentati nella tragedia, in racconti di vicende dotate di uno sviluppo razionale; in tal modo, Euripide aveva portato sulla scena l’uomo nella sua quotidianità ed eliminato, invece, l’elemento dionisiaco. E questo è avvenuto in concomitanza all’affermarsi dell’influenza di Socrate, che aveva sostenuto che solo chi sa è virtuoso e che solo ciò che è razionale può essere bello. Mentre nella tragedia la vita trovava una giustificazione estetica, grazie alla rappresentazione artistica, ora la vita poteva essere giustificata solo attraverso la conoscenza.
Con Socrate si era così affermato un nuovo tipo di uomo, l’uomo teoretico, il cui supremo interesse è la ricerca della verità: rispetto al pessimismo che pervade la tragedia, questo tipo di uomo è un ottimista, poiché nutre la fiducia che il pensiero possa giungere, mediante la dialettica e rintracciando i rapporti causali tra le cose, a cogliere la realtà nella sua essenza (“le cose in sé”). Ma questa fede, secondo Nietzsche, è puramente illusoria, perché è solamente un mezzo di cui la volontà si serve per continuare a vivere, giustificando l’esistenza.
All’uomo teoretico Nietzsche contrappone, specialmente in uno scritto inedito (“La filosofia nell’epoca tragica dei greci”) i presocratici, grandi individualità, che hanno una concezione globale del mondo e hanno il coraggio di formulare un giudizio sul valore della vita, colta nella sua tragicità. Dall’ottimismo proprio dell’uomo teoretico scaturisce invece quella che Nietzsche chiama “cultura alessandrina”, la cultura della decadenza, sorta già in Grecia, la quale impera ancora nel mondo moderno: essa è fondata sulla scienza e su una concezione ottimistica della storia, ma in
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realtà rappresenta la decadenza, perché ha potenziato l’intelligenza a discapito della vita.
Negli ultimi scritti, e in particolare negli appunti inediti, Nietzsche riprende alcuni aspetti riguardanti il discorso sull’arte e soprattutto l’idea che l’arte serva come «giustificazione estetica dell’esistenza»; l’arte è, –al pari della morale e della scienza– attività di menzogna, ma di menzogna necessaria e positiva, da contrapporre alla passività, alla reattività, perché si basa sulle facoltà creative degli individui.
L’arte dunque non è più catarsi, non ha lo scopo di acquietare momentaneamente le passioni attraverso uno sfogo momentaneo; piuttosto, attraverso un dolore stimolante, che permette di esternare senza riserve il piacere di esistere, l’uomo mostra tutta la sua volontà di potenza e il corpo esprime tutta la sua forza organizzatrice.
Lontano dalla sottomissione agli inganni della metafisica, costringono il corpo a un movimento meccanico, il corpo di Zarathustra, fiero, entusiasta nella percezione di sé, libero dalla «malattia delle catene» esprime se stesso artisticamente nella danza.
In questa si realizzano, come si dice nei Frammenti, eccitamento, manifestazione di forza, sensazione di potenza, raffinamento dell’organo nella percezione di cose piccolissime e fuggevolissime, abbellimento e semplificazione delle forme. Il corpo in breve raggiunge la bellezza e l’apice creativo, inventando nuove forme, fatte non di un materiale eterogeneo, fatte della propria stessa carne.
La danza è sempre stata condannata dal Cristianesimo perché essa, in quanto legata al corpo, è stata vista come fonte di peccato, e di trasgressione. 8
Verga e Eva
Eccovi una narrazione - sogno o storia poco importa -
ma vera, com’è stata e come potrebbe essere, senza
retorica e senza ipocrisie. Voi ci troverete qualcosa di
voi, che vi appartiene, che è frutto delle vostre passioni,
e se sentite di dover chiudere il libro allorché si avvicina
vostra figlia - voi che non osate scoprirvi il seno dinanzi
a lei se non alla presenza di duemila spettatori e alla
luce del gas, o voi che, pur lacerando i guanti
nell’applaudire le ballerine, avete il buon senso di
supporre che ella non scorga scintillare l’ardore dei
vostri desideri nelle lenti del vostro occhialetto - tanto meglio per voi, che rispettate ancora
qualche cosa […]
[…] Si chiamava Eva, o almeno si faceva chiamare così, e quel nome era forse un epigramma. Tutti conoscevano la sua vita un po’ più in là del palcoscenico della Pergola, e, forse meglio di tutti, le dame del gran mondo che parlavano di lei celandosi dietro il ventaglio. Nessuno ne sapeva più di un altro. Era l’apparizione di un astro in mezzo alla splendida società fiorentina, una febbre di giovanotto fatta donna. L’avevo incontrata due volte, e non mi era sembrata la stessa donna, forse per le diverse disposizioni d’animo in cui mi ero […].
[…] e in mezzo ad un nembo di fiori, di luce elettrica, e di applausi apparve una donna splendida di bellezza e di nudità, corruscante febbrili desideri dal sorriso impudico, dagli occhi arditi, dai veli che gettavano ombre irritanti sulle forme seminude, dai procaci pudori, dagli omeri sparsi dei biondi capelli […] [tutti i brani sono tratti da Eva] 9
Sarà l’amore – passione come forza capace di consumare inesorabilmente l’esistenza dei personaggi quello che muoverà il meccanismo narrativo dei romanzi di questa fase di rappresentazione e studio della vita borghese.
Eva è una donna bella e fascinosa, destinata a causare un’infelice passione. Essa guadagna col suo lavoro di ballerina il lusso che è indispensabile cornice al suo fascino. Un povero pittore, Enrico Lanti, si innamora di lei, ed essa, curiosa e presa dallo strano carattere dell’artista, lo ricambia, dividendosi tra lui e le sue attività professionali: soluzione che, al suo spregiudicato buon senso, sembra la migliore. Però, quando lo vede tormentato dalla gelosia, giunge a dargli la gran prova d’amore di dividere con lui la miseria. Lungi dagli splendori tra cui Enrico l’ha conosciuta, Eva s’accorge presto d’aver perduto ogni fascino per l’amante, e allora lo lascia. Lanti soffre solo, nella miseria, finché trova la sua strada e si conquista gloria e agiatezza. Allora lo riprende la passione per Eva, e poiché non può riaverla, provoca il suo amante, si batte in duello e va a morire, povero e segnato dalla malattia, nel paesello natale,tra la sua famiglia disperata.
Ad Eva, figura della ballerina, si incarna la seduzione femminile, quello della donna fatale, della dominatrice che emana un fascino distruttivo. La seduzione femminile è associata ad un particolare stato sociale (aristocratico) o a un particolare ruolo (ballerina); si tratta in ogni caso di una donna di lusso. L’attributo fondamentale della sua bellezza è l’artificio, relativo alla persona (trucco, abbigliamento) e all’ambiente in cui ella si muove (festa, ballo, teatro). È avvertibile in questi romanzi l’opposizione tra natura e artificio, il rifiuto della naturalezza, considerata materialità opaca e volgare. Il corpo femminile non è più sublimato come simbolo della divina armonia della natura.
Il suo fascino ora dipende solo dall’artificio, dal mascheramento estetico. Il profumo, i veli, i velluti, i gioielli, la danza trasformano la donna in fata, maga, «fiore delicato», «farfalla». Il topos medievale dell’apparizione miracolosa della donna si trasforma, nella civiltà delle banche e delle imprese industriali, nel mito della forma che compare sul palcoscenico e trionfa su un pubblico pagante e plaudente, da cui in realtà dipende. Se cadono gli orpelli, la realtà della donna si rivela in tutta la sua miseria, essa diventa «bruco», «verme» e suscita repulsione. L’arte si oppone al piacere, diviene coscienza di ebbrezze amare e dolori sconosciuti.
Verga fu essenzialmente un romanziere, e la sua formazione non avvenne sui classici, ma sui romanzi francesi moderni.
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Sintesi tesina sulla danza
Nella seguente tesina di maturità viene presentato il tema della danza. Si tratta inoltre di una tesina multidisciplinare che descrive la danza nei suoi molteplici aspetti. Nietzsche sottolinea come la danza sia un'arte nobile e antica, connettendo l'atto del danzare al suo concetto di superuomo e alla sua proposta di un nuovo comportamento umano nei confronti della vita. Nietzsche afferma che la danza è l'espressione di un elemento dionisiaco oscuro che ha garantito la nascita della tragedia. Verga presenta invece il tema della danza attraverso una sua opera letteraria, "Eva", in cui la protagonista è una ballerina che sarà la causa dell'infelice passione di Enrico Lanti che si innamora di lei. Eva lo ricambia, dividendosi tra lui e la sua professione. Accortasi di aver perso il suo fascino nel tempo nei confronti del suo amato, la donna decide di lasciarlo, causando in lui infelicità. Nel momento in cui Enrico vuole riconquistarla, la donna ha già un'altra relazione: Enrico sfida l'uomo al duello per poi morire.
Jane Austen, grande scrittrice inglese, ama la danza e spesso nei suoi romanzi rappresenta scene in cui si ballano danze del suo periodo. Ritornando indietro con il tempo, Apuleio nell'Asino d'oro rappresenta, come apertura di una sua opera teatrale, la "danza pirrica", perché la sua invenzione sarebbe attribuita a Pirro. In ambito artistico invece la danza viene rappresentata attraverso le opere impressioniste realizzate da Edgar Dégas. Nelle opere del pittore ricorrente è il tema della danza. Nell'opera "Prova di balletto" l'artista rappresenta le prove di danza effettuate dietro le quinte dell'Opéra di Parigi dalle giovani ballerine che vengono osservate dal loro anziano insegnante. La scena sembra essere stata rappresentata nell'immediatezza da Dégas. Mata Hari è una delle ballerine più note del XX secolo, per il suo fascino nel danzare viene invitata in tutti i salotti dell'epoca. Nella prima parte del 1900 diventa tra l'altro una spia, ed è per questo motivo che verrà fucilata.
Inoltre viene presentata la Prima guerra mondiale che è stata causata dall'assassinio dell'Arciduca Francesco Ferdinando d'Austria-Ungheria. Il conflitto è iniziato nel 1914 ed è terminato nel 1918 con i Trattati di pace, che hanno causato gravi conseguenze a Germania e Austria che hanno riportato una pesante sconfitta. Viene presentata anche una grande invenzione, la radio, che è nata dall'idea di Guglielmo Marconi. La radio viene usata come mezzo di propaganda elettorale dal partito fascista e viene anche utilizzata dai partigiani per comunicare durante la Resistenza. La radio è inoltre considerata come uno strumento legato allo svago, perché trasmette musica. Inoltre vengono anche scoperte le onde elettromagnetiche, grazie alle quali è stato possibile anche lo sviluppo di una disciplina chiamata radioastronomia.
Infine viene fatta una presentazione anche del movimento di rotazione terrestre, del movimento di rivoluzione terrestre e delle zone astronomiche.
Collegamenti
Tesina sulla danza
- Filosofia: La danza in Nietzsche.
- Italiano: "Eva" di Giovanni Verga.
- Latino: Apuleio e la danza pirrica.
- Storia dell'arte: Le ballerine di Dégas.
- Storia: La Prima guerra mondiale e la figura di Mata Hari.
- Inglese: La danza in Jane Austen.
- Musica: La radio.
- Fisica: Le onde elettromagnetiche.
- Geografia astronomica: I moti terrestri e le zone astronomiche.
Altre tesine sulla danza
- [a href="/tesine-maturita/tesina-danza-romanticismo.html"]Danza nell'800 - In punta di piedi[/a] - Tesina multidisciplinare sulle origini della danza classica.
- [a href="/tesine-maturita/danza-poesia-arte-metamorfosi.html"]Danza: tra filosofia e scienza[/a] - Tesina per liceo scientifico sulla danza nell'arte, nella storia, nella letteratura e nella filosofia.
- [a href="/tesine-maturita/tesina-danza-lato-oscuro.html"]Danza: il lato oscuro[/a] - Tesina che descrive la danza classica.
- [a href="/tesine-maturita/tesina-danza-storia-colori.html"]Danza: storia, dinamica e colori[/a] - Tesina che tratta del tema della danza.
- [a href="/tesine-maturita/tesina-danza-isadora-duncan.html"]Danza classica e Isadora Duncan[/a] - Tesina sulla danza e su Isadora Duncan.
- [a href="/tesine-maturita/musica-danza-aspetti.html"]Musica e danza[/a] - Tesina per liceo scientifico che tratta dei temi della musica e della danza.
- [a href="/tesine-maturita/tesina-danza-ventre.html"]Danza del ventre: processo culturale fra sacro e profano.[/a] - Tesina che tratta del tema della danza del ventre.
- [a href="/tesine-maturita/stili-danza-argomenti.html"]Stili di danza[/a] - Tesina per liceo linguistico che tratta degli stili di danza.