Tesina
Anno scolastico 2007/2008
Esame di Stato
Istituto Tecnico per Geometri “Nicolò Tartaglia”
Mirandola Diego
Prefazione
La presente tesi è stata redatta sulla base dell’attività svolta nel corrente anno scolastico durante il quale la classe 5^B, di cui faccio parte, è stata interessata dal Comune di Padenghe sul Garda (BS), in attuazione del progetto denominato Agenda 21, per uno studio e conseguente valutazione sulla fattibilità di realizzare un parco verde pubblico nella zona “Vaso-Rì”.
Partendo dalla localizzazione geografica del comune di Padenghe s/G. (foglio primo), la sua posizione sul lago più grande d’Italia, il Lago di Garda e prima di procedere alla parte tecnica progettuale, ho ritenuto fare un appunto culturale e storico su alcuni eventi che si sono sviluppati sul Lago di Garda, sponda bresciana, nel 1900, soffermandomi sullo scrittore Gabriele D’Annunzio (italiano foglio secondo), vissuto a Gardone Riviera; al suo collegamento con il fascismo e Mussolini (storia foglio terzo), con riferimenti sulla Repubblica di Salò ed un sintetico inciso sulla situazione storica in Italia, dallo sbarco degli alleati in Sicilia fino alla morte di Mussolini.
Tra gli eventi del dopoguerra, altro fatto importante della storia e conseguenza della volontà degli italiani tramite referendum, è stato il passaggio dalla monarchia alla repubblica e la necessità di redigere una nuova Costituzione (diritto foglio quarto). Nel corrente anno 2008, ricorre il 60° anniversario di tale atto.
Sempre nell’immediato dopoguerra, viene affrontata la disastrosa situazione infrastrutturale e la necessità di procedere ad una ricostruzione e costruzione di abitazioni. Legislazione basilare in materia è la legge fondamentale dell’urbanistica, legge 1150/42 (tecnologia foglio quinto). Contributo importante per la ricostruzione delle città rase al suolo, identificazioni dei confini, fu il catasto (estimo foglio sesto), istituito nel 1886 e poi unificato nel Nuovo Catasto Geometrico Particellare, a tutta Italia nel 1918.
Anno scolastico: 2007/08
Ai giorni nostri, con l’avvento dell’elettronica, i rilievi del territorio, decisamente più precisi, vengono effettuati con l’aerofotogrammetria (topografia foglio settimo).
Dal foglio ottavo in poi viene data esecuzione alla progettazione per la creazione del parco pubblico “Vaso-Rì” nel comune di Padenghe sul Garda.
Docente:
De Paoli Massimo
Buizza Mauro
Sono stati svolti una serie di sopralluoghi allo scopo di effettuare rilievi tecnici e fotografici, ho proceduto all’acquisizione della documentazione necessaria (PRG - Archivio di stato - NTA) e eseguite le valutazioni sull’impatto ambientale e sui vincoli comunali. Nella progettazione vengono prese in considerazione: l’opportunità di creare un laghetto artificiale con piante acquatiche; realizzare un percorso vita (educazione fisica); un parco giochi per bambini. Viene proposta la costruzione di un piccolo campo basket, tenuto conto che nelle immediate adiacenze è presente un centro sportivo. Considerata l’ampiezza del parco (circa 4,7 ha), ho ritenuto opportuno inserire dei servizi igienici. Infine, ho dedicato una piccola area, recintata, riservata ai cani.
Serana Vincenzo
Petridou Ekaterini
Noira Sergio
Studente:
Diego Mirandola Diego Mirandola
Tema: Prefazione
Il progetto è stato realizzato anche sulle indicazioni fornite negli incontri dagli alunni della Scuola Elementare di Padenghe sul Garda.
Oggetto: Tesina
Padenghe sul Garda
(superficie 20,4 kmq - altitudine 127 m slm)
è un comune di 3987 abitanti della provincia di Brescia che sorge sulla sponda lombarda del Lago più grande d’Italia, il Lago di Garda.
Istituto Statale
Per geometri
I.T.G. Nicolò Tartaglia
Brescia
Brescia
Lombardia
Anno scolastico:
2007/08
Italia
Docente:
De Paoli Massimo
Buizza Mauro
Serana Vincenzo
Petridou Ekaterini
Noira Sergio
Studente:
La storia di Padenghe sul Garda Diego Mirandola
(Tratto dal sito: http://www.comune.padenghesulgarda.bs.it)
Un po’ di storia
Tracce di insediamenti preistorici sono state rinvenute (punte di freccia) nelle torbiere. Recentissimi ritrovamenti attestano la presenza romana. In epoca cristiana Padenghe dipese dalla Pieve di Desenzano e la prima chiesetta, San Cassiano, sorse accanto al nucleo abitato in riva al lago. Questo primo villaggio fu abbandonato a causa delle incursioni ungare, a cavallo tra i sec. IX e X, che spinsero la popolazione in collina, dove fu eretto il castello. Nel 1154 Padenghe è citato nel documento con cui Federico Barbarossa, dopo la dieta di Roncaglia, riconosce al vescovo di Verona Teobaldo diritti su alcuni territori bresciani.
Padenghe sul Garda
Nel Medioevo il castello assunse la funzione di roccaforte ghibellina e fu conteso tra Brescia e Verona. Nel 1330 Padenghe fu conquistato dagli Scaligeri, che ne furono cacciati da Giovanni di Boemia, figlio dell’imperatore Enrico VII. Nel 1362 lo scaligero Cansignorio si reimpossessò del castello, ma lo perdette due anni dopo. Sul finire del sec. XIV i paesi della riviera chiesero e ottennero autonomia dai dominanti Visconti. Ogni paese ebbe propri statuti.
Oggetto:
Nel 1414 Pandolfo Malatesta, che all’inizio del secolo fu signore di Brescia, affidò a Padenghe il castello di Drugolo (oggi in territorio di Lonato), tolto - e in seguito restituito - alla famiglia Vimercati per punire una ribellione. Dopo la pace di Lodi (1454) la Repubblica Veneta tenne nel castello di Padenghe una guarnigione.
Il poeta maccheronico Teofilo Folengo, che all’inizio del 1500 soggiornò nel convento di Maguzzano, definiva superba la gente di Padenghe, e i francesi, durante il loro dominio, dovettero averne timore, se nel 1509 il governatore Leonino Bibbia ordinò la demolizione del castello, evitata dall’intervento del cardinale D’Amboise. Nel 1513 soldati imperiali tedeschi provenienti da Verona sottoposero la riviera a violenze e saccheggi. Nel 1532 Padenghe e altri comuni del basso lago gravitanti intorno a Desenzano, che formavano la quadra di Campagna, chiesero, senza ottenerla, autonomia da Salò, cui la riviera faceva capo.
Tesina
Foglio primo
Sul finire del sec. XVI la zona fu corsa da banditi spietati, tra i quali è ricordato Giacomazzo da Padenghe, al secolo Giacomo Dainese. Nacque a Padenghe il pittore Andrea Giovanni Bertanza, che ispirò la propria opera a Palma il Giovane e al Veronese e operò in Valtenesi e in riviera alla fine del sec. XVI. È pure da ricordare il gesuita Giambattista Rodella (1724-94), amico del Mazzucchelli, nella cui casa visse per 22 anni collaborando alla stesura del Dizionario degli scrittori d’Italia e redigendo in proprio opere e traduzioni. Di Padenghe anche i fratelli Zuliani, che a cavallo tra 700 e 800 guadagnarono fama, Andrea come giureconsulto e Francesco come medico, entrambi svolgendo opera di docenti.
Durante il Risorgimento fu presso Padenghe che i volontari di Tito Speri fecero prigioniero, il 28 marzo 1848, il generale austriaco Schonhals, in fuga da Brescia insorta. Dal 1928 al 1947 entrarono a far parte del comune di Padenghe Moniga e Soiano, che acquistarono in seguito autonomia.
Il nome Padenghe deriverebbe dal nome di persona Padus; il Cocchetti ipotizza l’origine nella voce ligure podinco (senza fondo). Dopo il Mille risultava già il nome Patengulis.
Italiano
Introduzione culturale e storica sviluppata sul Lago di Garda nel 1900
Raccolte poetiche Le elegie romane (’92) e Il poema paradisiaco (’93)
Il Lago di Garda è sempre stato un luogo d’ispirazione per i grandi viaggiatori e scrittori che qui hanno soggiornato, da Goethe a Byron, Foscolo a Carducci, Rilke, Gide, Lawrence, Ibsen e tanti altri, ma colui che si stabilì definitivamente fu Gabriele D’Annunzio (Pescara, 12 marzo 1863 – Gardone Riviera, 1 marzo 1938), scrittore, drammaturgo e poeta italiano, simbolo del decadentismo ed eroe di guerra.
Nel 1895 esce La vergine delle rocce, il romanzo in cui si affaccia la teoria del superuomo e che dominerà tutta la sua produzione successiva. Inizia una relazione con l’attrice Eleonora Duse, descritta successivamente nel romanzo «veneziano» Il Fuoco (1900); e avvia una fitta produzione teatrale: Sogno d’un mattino di primavera (’97), Sogno d’un tramonto d’autunno, La città morta (’98), La Gioconda (’99), Francesca da Rimini (1901), La figlia di Jorio (1903).
Occupò una posizione centrale nella letteratura e nella vita politica dell’Italia tra dal 1914 in poi. Fu un personaggio pubblico eccentrico ed eclettico, come tuttora testimoniano gli interni della sua residenza, il Vittoriale. Dopo la crisi di Fiume (1920) D’Annunzio si stabilì a villa “Cargnacco”, a Gardone Riviera, divenuta poi il “Vittoriale degli Italiani” in cerca di tranquillità e lontano dalla politica attiva, dove lavorò fino alla morte (1938).
Nel ’97 viene eletto deputato, ma nel 1900, opponendosi al ministero Pelloux, abbandona la destra e si unisce all’estrema sinistra (in seguito non verrà più rieletto). Nel ’98 mette fine al suo legame con la Gravina, da cui ha avuto un altro figlio. Si stabilisce a Settignano, nei pressi di Firenze, nella villa detta La Capponcina, dove vive lussuosamente prima assieme alla Duse, poi con il suo nuovo amore Alessandra di Rudinì. Intanto escono Le novelle della Pescara (1902) e i primi tre libri delle Laudi (1903).
I rapporti di D’Annunzio con il fascismo non sono ben definiti: se in un primo tempo la sua posizione è contraria all’ideologia di Mussolini, in seguito l’adesione scaturisce anche da motivi di convenienza, infatti il regime fascista oltre che a rendergli omaggio formale, lo favorisce con sovvenzioni che gli consentono di vivere agiatamente. Questi finanziamenti contribuiscono a rendere la residenza monumentale: nasce così il «Vittoriale degli Italiani», emblema del vivere inimitabile di D’Annunzio.
Fig. 2 Gabriele D’Annunzio
Anno scolastico:
2007/08
Il 1906 è l’anno dell’amore per la contessa Giuseppina Mancini. Nel 1910 pubblica il romanzo Forse che sì, forse che no, e per sfuggire ai creditori, convinto dalla nuova amante Nathalie de Goloubeff, si rifugia in Francia.
Docente:
De Paoli Massimo
Vive allora tra Parigi e una villa nelle Lande, ad Arcachon, partecipando alla vita mondana della belle époque internazionale. Compone opere in francese; al «Corriere della Sera» fa pervenire le prose Le faville del maglio; scrive la tragedia lirica La Parisina, musicata da Mascagni, e anche sceneggiature cinematografiche, come quella per il film Cabiria (1914).
Buizza Mauro
Nel 1912, a celebrazione della guerra in Libia, esce il quarto libro delle Laudi. Nel 1915, nell’imminenza dello scoppio della prima guerra mondiale, torna in Italia. Riacquista un ruolo di primo piano, tenendo accesi discorsi interventistici e, traducendo nella realtà il mito letterario di una vita inimitabile, partecipa a varie e ardite imprese belliche, ampiamente autocelebrate. Durante un incidente aereo viene ferito ad un occhio. A Venezia, costretto a una lunga convalescenza, scrive il Notturno, edito nel 1921.
Serana Vincenzo
Fig. 1 Vittoriale
Petridou Ekaterini
Nonostante la perdita dell’occhio destro, diviene eroe nazionale partecipando a celebri imprese, quali la beffa di Buccari e il volo nel cielo di Vienna. Alla fine della guerra, conducendo una violenta battaglia per l’annessione all’Italia dell’Istria e della Dalmazia, alla testa di un gruppo di legionari nel 1919 marcia su Fiume e occupa la città, instaurandovi una singolare repubblica, la Reggenza italiana del Carnaro, che il governo Giolitti farà cadere nel 1920.
Noira Sergio
Negli anni dell’avvento del Fascismo, nutrendo una certa diffidenza verso Mussolini e il suo partito, si ritira, celebrato come eroe nazionale, presso Gardone, sul lago di Garda, nella villa di Cargnacco, trasformato poi nel museo-mausoleo del Vittoriale degli Italiani.
Studente:
Diego Mirandola
Biografia di Gabriele D’Annunzio
Gabriele D’Annunzio nasce a Pescara il 12 marzo 1863 da famiglia borghese, che vive grazie alla ricca eredità dello zio Antonio D’Annunzio. Compie gli studi liceali nel collegio Cicognini di Prato, distinguendosi sia per la sua condotta indisciplinata che per il suo accanimento nello studio unito ad una forte smania di primeggiare. Già negli anni di collegio esordì con un libretto di versi, “Primo vere”. A diciotto anni si trasferì a Roma per frequentare la facoltà di Lettere, senza portare a termine gli studi universitari. Conduce una vita sontuosa, ricca di amori e avventure. In breve tempo, collaborando a diversi periodici e sfruttando il mercato librario e giornalistico acquistò subito notorietà.
Tema:
Italiano
Dopo il successo di Canto novo e di Terra vergine (1882), nel 1883 hanno grande risonanza la fuga e il matrimonio con la duchessina Maria Hardouin di Gallese, unione da cui nasceranno tre figli, ma che, a causa dei suoi continui tradimenti, durerà solo fino al 1890. Compone i versi l’Intermezzo di rime (’83), la cui «inverecondia» scatena un’accesa polemica; mentre nel 1886 esce la raccolta Isaotta Guttadàuro ed altre poesie, poi divisa in due parti L’Isottèo e La Chimera (1890).
Oggetto:
Ricco di risvolti autobiografici è il suo primo romanzo Il piacere (1889), che si colloca al vertice di questa mondana ed estetizzante giovinezza romana.
Nel ’91 assediato dai creditori si allontana da Roma e si stabilisce a Settignano, nei pressi di Firenze, nella villa detta La Capponcina.
Fig. 3 incontro tra D’Annunzio e Mussolini
Tesina
Foglio secondo
