Tesina multidisciplinare
La danza
Anno scolastico 2010/2011
La candidata: Daniela De Candia
La danza è la più bella, la più nobile, la più commovente delle arti,
perché non è traduzione o astrazione della vita, ma è la vita stessa
Pam Brown
Tra Dio e il mondo, la danza!
Nietzsche, La Gaia Scienza
La musica e il ballo… la musica e il ballo:
ecco tutto quanto occorre…
Nulla è così necessario agli uomini come il ballo…
Senza il ballo, un uomo non farebbe nulla…
Tutte le disgrazie degli uomini,
tutti i rovesci funesti di cui sono piene le storie,
le cantonate dei politici e gli sbagli dei grandi capitani,
tutto è successo solo per non saper ballare.
Quando un uomo ha commesso uno sbaglio nella propria condotta,
sia negli affari di famiglia,
sia nel governo di uno Stato,
sia nel comando di un esercito,
non si dice sempre:
“Il tale ha fatto un passo falso in un certo affare”?
E fare un passo falso, da che cosa deriva
se non dall’ignoranza del ballo?
Molière
Indice
Introduzione
...............................................................4
Nietzsche e la danza
...............................................................6
Eugenio Montale: “La danzatrice stanca”
........................................8
Apuleio: Le metamorfosi
...............................................................10
William Wordsworth: “I wandered lonely as a cloud”
................................12
Edgar Degas: il pittore delle ballerine
15
La danza è fisica: momento angolare e rotazione
17
La Terra come la pirouette
La rivoluzione terrestre
...............................................................19
Introduzione
La danza è sempre stata al centro dei miei interessi: studio danza classica da quando avevo 6 anni, quindi da ormai 12 anni. La danza è per me qualcosa di irrinunciabile, fa parte della mia vita, anzi è la mia vita.
La passione per la danza si è col tempo trasformata e raffinata, e ho voluto cogliere l’occasione offerta dalla tesina per approfondire la mia conoscenza su questa disciplina: ho così avuto modo di scoprire l’antichità delle sue origini e l’importanza del ruolo che presso tutte le civiltà più antiche le veniva riconosciuto.
La danza può essere legata a celebrazioni religiose (dal culto dei morti ai riti propiziatori, dagli esorcismi alle pratiche magiche) o a riti di passaggio (nascita, iniziazione, adolescenza, matrimonio, morte...). La danza può essere anche parte di un rituale del corteggiamento, in alcune società è l’unica occasione di incontro per i giovani.
Nessuno meglio del filosofo tedesco Nietzsche ha saputo riportare alla luce il significato antico e nobile della danza.
“Potrei credere solo a un Dio che sapesse danzare”
Nietzsche e la danza
Una parte importante della filosofia di Nietzsche è la teoria dell’esistenza di uno spirito apollineo e di uno spirito dionisiaco. L’uomo, in tutti questi secoli, ha represso lo spirito dionisiaco perché simbolo degli istinti e delle passioni senza rendersi conto che dire di no ad esso significava dire no alla vita. È proprio in questa parte del pensiero niciano che la danza assume grande importanza.
Il primo approccio del filosofo alla danza sembra derivare dalla lettura della Bibbia che è piena di passaggi dove la danza è presente, incoraggiata e persino richiesta come espressione della relazione con il dio. Influenze successive sono poi giunte dai suoi studi dell’arte romantica, delle poesie e delle antichità greche e romane.
Nell’antica Grecia, infatti, i culti in onore di Dioniso erano accompagnati da danze estatiche in cui l’uomo si univa al dio, come succedeva alle menadi, le donne possedute dagli dei che correvano a danzare nei boschi. In queste situazioni l’uomo possedeva un’“eccedenza di sentimento” che esprimeva tramite il pensiero o attraverso l’armonico connubio tra il gesto (la danza) e il suono (la musica) che diventa pura volontà e accrescevano il piacere dell’esistere.
Nietzsche tratta il rapporto tra uomo e danza in particolare in due delle sue opere: “La nascita della tragedia” e “Così parlò Zarathustra”.
Nel primo testo, il filosofo afferma che l’uomo è mosso da due impulsi: quello apollineo (razionale) e quello dionisiaco (istintivo e irrazionale). Anche se entrambe queste energie sono necessariamente presenti in ogni opera artistica, lo spirito apollineo domina le arti visuali mentre quello dionisiaco si trova nella musica e nella danza ed è l’energia che l’uomo deve recuperare per non vivere passivamente ma, accettando anche il proprio destino, per diventare volontà di potenza dicendo sì alla vita.
Danzare, per Nietzsche, è, prima di tutto, un’attività simbolica, una forma di espressione umana, unica per il fatto che utilizza il corpo nel suo insieme. Questa capacità di trasformare il corpo in un insieme di simboli è qui celebrata perché ci porta ad esprimere l’“essenza della natura” e permette a ogni individuo di sentire il proprio corpo che plasma immagini in movimento di se stesso come membro della natura, partecipante al ritmo continuo di distruzione e creazione della natura stessa.
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- Filosofia: Nietzsche
- Italiano: Eugenio Montale (La danzatrice stanca)
- Latino: Apuleio (Le metamorfosi)
- Inglese: William Wordsworth (I wandered lonely as a cloud)
- Storia dell'arte: Edgar Degas
- Fisica: Momento angolare e rotazione
- Geografia astronomica: La rivoluzione terrestre