Estratto del documento

L’effetto della ‘Sympathy for the Devil’ nella società contemporanea e in noi attraverso lo studio del personaggio di Dexter Morgan

Serial Killer di Serial Killer 1

Tucciarone Selene, 5°AL IIS E. Tesina di maturità anno Majorana Cesano Maderno scolastico 2010/2011 2

The Tiger

Quando le stelle gettarono le loro lance e lavarono il paradiso con le loro lacrime:

Egli sorrise a vedere il Suo lavoro?

Colui che creò l'Agnello, creò te?

Tigre, Tigre, luce chiara nelle foreste della notte:

quale immortale mano od occhio osò plasmare la tua terribile simmetria?

Abstract Art-The Dance of Good and Evil- Curtis Verdun

William Blake - Da Songs of Experience, 1794

traduzione di Morris Eave (The Cambridge Companion to William Blake, 2003).

“People fake a lot of human interactions but I feel like I fake them all" (Dexter) 3

Domenica pomeriggio

Domenica pomeriggio, sono sola in casa.

Annoiata passeggio per la stanza alla ricerca disperata di qualcosa da fare. La scelta più saggia sarebbe quella di portare a termine tutte quelle cose che ho l’abitudine di lasciare a metà e che giacciono ancora qui per casa, incompiute.

Come le ‘geniali idee per la tesina’ che sono nate e morte a milioni nel giro di un’ora. Un’ecatombe di idee in cerca d’autore.

Invece mi siedo davanti alla televisione e inizio a cambiare alla ricerca di qualcosa d’interessante da vedere o da cui trarre l’ennesimo spunto che andrà a morire assieme a tutti gli altri nella grande scatola delle tesine perite per la giusta causa.

Ma lo zapping mi rende nervosa.

Kandinsky diceva ”Ogni opera d’arte è figlia del suo tempo” eppure si muove in me un profondo senso di disagio per ciò che vedo.

Nelle immagini che mi passano davanti c’e irrimediabilmente qualcosa di sbagliato, di posticcio, plastico, finto. Drammaticamente e quasi subdolamente finto.

Cambio canale ma la tiritera si ripete in una sorta di monotonia grigia dove tutto assume lo stesso sapore guasto di un qualcosa andato a male, come se la data di scadenza del prodotto fosse passata da un pezzo ma nessuno se ne fosse ancora accorto. O volesse accorgersene.

Salto a piè pari alcuni canali fino a che il mio sguardo non si sofferma su una schermata completamente bianca su cui si allarga a poco a poco una macchia di sangue che ne intacca interamente la ‘purezza’.

Interessata, un po’ moralmente contrita, adagio lentamente il telecomando al mio fianco, nel caso questa mia occasionale arma di cambio dovesse tornarmi utile per un secondo tempo, e mi lascio catturare dai colori e dai suoni che mi circondano e mi trasportano in qualcosa di completamente diverso ma così Reale rispetto a tutta la Finzione precedente che mi dimentico della mia ‘arma’ e della mia noia per cedere all’infida tentazione di questa interessante macchia di sangue che mi trascina a forza dentro la sua storia.

Quel sangue appartiene a quasi un centinaio di uomini e donne come tanti altri: casa, famiglia, lavoro, un’intera vita davanti ed una altrettanto nutrita alle spalle.

Non si conoscono, hanno età, sesso e razze differenti, non hanno praticamente nulla in comune se non che sono morti.

E che la persona che li ha uccisi è la stessa che tiene in casa una serie di vetrini con una loro goccia di sangue come trofeo, ben nascosti in un pratico cofanetto di mogano prudentemente celato nella presa d’aria del suo appartamento di Miami.

L’uomo che li ha uccisi però non li ha scelti a caso perché a ben guardare c’è un altro filo conduttore che li tiene strettamente legati l’uno all’altro, pur non avendo mai avuto rapporti di alcun tipo tra loro: sono tutti degli Assassini.

Hanno violentato, torturato e ucciso le loro vittime nei modi più atroci e crudeli per il puro piacere di vedere le loro fragili vite scivolargli tra le dita e sentirsi inondare da quel brivido nefasto che dà l’omicidio.

Non proviamo pena per la loro morte per diversi motivi: se lo meritavano? È solo ‘finzione’? Il Karma? O forse per il fatto che il ‘male’ non ci e mai sembrato tanto ‘interessante’ quanto lo è ora, incarnato in questo ‘vendicatore’ sui generis?

Il suo nome è Dexter Morgan. Ed è un Serial Killer di Serial Killer.

Sympathy for the Devil

N.B. La decisione di portare la figura di un Serial Killer come cuore della mia Tesina non ha la presunzione né di affermare che uccidere sia giusto, in qualsiasi caso, né di presentarsi come novella criminologa alle prese con un trattato sulla mente degli assassini seriali.

E’ una ricerca dilettantesca su un argomento che ha suscitato il mio interesse proprio per la sua controversia morale e logica che vede lo spettatore arrivare a tifare ardentemente per il ‘Cattivo’ a discapito dei ‘Buoni’ (un poliziotto morirà quando scoprirà la vera identità del collega ematologo, seppur non per mano di questi, ma lo spettatore non arriverà mai a formulare il semplice pensiero ‘Mi spiace sia finita così’ fermandosi invece al più complesso ‘Un problema in meno’) “Sympathy for the Devil”

"If you're not looking to be provoked, this is probably not quite the show for you," M.C.Hall

(l’attore che interpreta Dexter)

Il complesso, in psicologia, è una definizione usata per descrivere la comparsa di una serie di sentimenti di tipo cosciente, sgraditi, inevitabili, arrecanti incertezze e ansie nei riguardi del soggetto interessato e non alterabili con il ragionamento.

Coniando la definizione “Complesso di Dexter” intendo approfondire il personaggio di Dexter Morgan ricercando le cause prime, a volte sgradite ma inevitabili, che ci portano a seguire e amare un personaggio della sua portata articolando la mia ricerca in diverse fasi, provando a comprendere quali punti esso vada a smuovere per provocare quella che viene definita “Sympathy for the Devil”, ovvero un sentimento di legame emozionale verso qualcuno fuori dal Bene ordinario e che provoca verso lo spettatore un sentimento di attaccamento e identificazione.

Come già era accaduto in precedenza con lo sregolato medico drogato di Dr. House MD, gli abili ladri di White Collar o Ocean’s 11 e il ben conosciuto Capitan Jack Sparrow dei Pirati dei Caraibi.

Poiché l’intento di questi personaggi è farsi amare proprio perché controcorrente ho incentrato la mia ricerca su quali possano essere le chiavi del loro successo e della nascita del conseguente Complesso.

La scelta del Serial Killer Dexter poi come punto di partenza è stata facile:

più si è prossimi al bordo più si è vicini a cadere, ma si gode anche la visuale migliore.

Ovvero, tra tutte le categorie possibili di crimine l’assassinio è quello che smuove in noi le emozioni più controverse (basti pensare agli interminabili dibattiti sulla pena di morte) ma che ci permette anche di sbirciare dentro quella parte di noi non sempre chiara e ragionevole.

Analizzando e confrontando le caratteristiche di Dexter con la nostra società e i nostri comportamenti ho riassunto in tre punti le cause possibili di questa Simpatia che ho poi chiamato barriere.

Proprio come barriere infatti queste devono essere gradualmente oltrepassate per renderci affascinati oltre ogni buon senso da questo personaggio e sono tre:

  • Della Società: incontro con la collettività;
  • Della Morale: incontro col singolo;
  • Dell’Anima: incontro col cuore;

Analizzate a seguire con l’aiuto di materiale cartaceo e non, in prevalenza da attribuire ai testi “Un oscuro bisogno di uccidere” (Massimo Picozzi-criminologo), “Serial Killer” (Harold Schechter/David Everitt) e la raccolta di saggi “Nel nome di Dexter” (a cura di Vincenzo Cicero) oltre che alla visione della serie televisiva omonima.

N.A. Tutte le citazioni sono riportate in originale in quanto la serie è stata da me seguita in lingua con l’ausilio di sottotitoli italiano/inglese, non ritenendo il doppiaggio italiano adatto a riportare fedelmente l’espressività e la sagacia di certi dialoghi Dexteriani che caratterizzano da principio la sua figura e di rimando quel sentimento di Simpatia che è alla base stessa di questo trattato.

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The Devil: “Hello, Dexter Morgan”

Dexter è il protagonista della serie televisiva omonima trasmessa in prima visione negli Stati Uniti dal canale Showtime a partire dall’ottobre 2006 e basata sul fortunato romanzo di Jeff Lindsay La mano sinistra di Dio (Darkly Dreaming Dexter).

La serie ricalca la trama del primo romanzo di Lindsay distaccandosi poi successivamente dalla creazione letteraria per prendere forma sulla valida pellicola del produttore James Manos, Jr, già alle prese in passato con serie televisive controverse come The Sopranos e The Shield.

La serie è incentrata sul personaggio di Dexter Morgan, ematologo forense della polizia di Miami che dalla vita sembra aver avuto tutto: un lavoro che gli piace, colleghi con cui va d’accordo, l’appoggio di una sorella poliziotto tosta fuori quanto buona dentro e l’amore di una donna che rientra perfettamente in tutto quel quadretto deliziosamente falso che si è costruito attorno nel corso degli anni per nascondere la sua vera natura.

“Dexter: My sister puts up a front so people won't know how vulnerable she really is. Me? I put up a front so people won't know how vulnerable I'm not.” (1)

Perché Dexter uccide, seppur con un suo codice, e gli piace farlo.

Ama preparare minuziosamente il luogo del delitto non tralasciando nessun particolare; ama assicurarsi che la sua preda sia effettivamente ‘meritevole’ dei suoi servigi sociali, come gli piace definirli; ama la caccia, la cattura, e infine la Notte della Lama in cui la voce dentro di lui si placa, sazia, e gli permette di tornare a indossare quella perfetta maschera di emozioni che lo rende, a suo dire, un Mostro perfettamente integrato tra di noi, inosservato e compiacente.

In tutto questo è aiutato da due guide infallibili: un Passeggero Oscuro che siede placido dentro di lui e che lo tramuta nell’impietoso Killer quando prende il comando della ‘Dextermobile’ ed un rigido codice che il suo patrigno poliziotto, Harry Morgan, ha dato lui per incanalare questa forza oscura dentro sentieri il meno dannosi possibili.

Per Dexter almeno.

Prudentemente Dexter ascolta entrambi i suoi Maestri prendendone però ben presto le distanze nello sviluppo della serie e del personaggio.

Le circostanze cambiano e anche lui lo fa non sentendosi più come il Mostro che il suo Passeggero vorrebbe che fosse, né tantomeno il Vendicatore che Harry ha così faticosamente cercato di plasmare quando ha scoperto il lato più oscuro del figlio.

Lo stesso Dexter si definisce così: 6

“Dexter: I'm not the monster he wants me to be. So I'm neither man nor beast. I'm something new entirely. With my own set of rules. I'm Dexter“ (2)

Ma di fatto ci sono molteplici sfaccettature della sua esistenza che vanno considerate quando si parla di lui:

orfano dall’età di tre anni, è rimasto profondamente segnato dal feroce omicidio della madre, uccisa brutalmente di fronte a lui e al fratello Brian, di un anno più grande.

Rimasti sul luogo dell’omicidio per diversi giorni, immersi nel sangue, i due bambini hanno da allora portato dentro di loro un mostro, una fame insaziabile che non trova pace se non quando il coltello affonda nella carne delle loro vittime.

Chi è allora Dexter? Uno psicotico assassino seriale con un modus operandi impeccabile e una visionaria missione utopica o una figura più profonda dalle miriadi di sfaccettature in cui diventa impossibile, almeno in parte, non ritrovarsi?

Tenterò in queste pagine non tanto di trovare una risposta, che probabilmente neppure esiste, ma di mettere nero su bianco i diversi aspetti che fanno di questo personaggio atipico un anti-eroe moderno, seguito, amato e osannato in ogni suo aspetto.

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Sintesi

Italiano: Luigi Pirandello (le maschere)

Storia: la contemporaneità

Filosofia: Sigmund Freud

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