L'armonia degli opposti
Di Martino Risoli
Ispirato a Blake, le cui visioni sono aspetti mitici e, allo stesso tempo, biblici del tutto interconnessi: l'uomo contiene in sé la notte dei demoni e la luce della salvezza.
Martina Rispoli, VA. Liceo Statale Filippo Silvestri, Portici. Anno 2014/2015.
Prefazione
La teoria degli opposti complementari è un affascinante tema analizzato da tantissimi studiosi, poeti e non, sin dai tempi antichi. Questo ha suscitato in me grande interesse dopo lo studio di un famoso poeta inglese, William Blake, il quale riprende la concezione degli opposti, introducendo il concetto di complementarietà.
Egli sosteneva:
without contraries is no progression. Attraction and repulsion, reason and energy, love and hate, are necessary to human existence.
Dunque, la tensione tra gli opposti rende possibile la completa visione della realtà, la quale, secondo Blake, è formata da due facciate, come una medaglia, e non è possibile percepirne la completezza analizzando solo una di queste. Le due facciate, pur essendo opposte, si completano, proprio come accade per il bene o il male, il bianco o il nero... e così via dicendo.
La conoscenza dell'esistenza di una dualità, come nel caso del bene e del male, dà la possibilità all'uomo di poter scegliere quale strada intraprendere: quella del bene o quella del male.
Anticamente anche il filosofo Eraclito aveva introdotto questa concezione, vedendo nel dualismo una vera e propria guerra perenne che garantisce l'unicità dell'ente, essendo questo in eterna lotta contro gli altri enti. Non si può infatti pensare ad un giorno che afferma se stesso se non pensando ad un giorno che è in opposizione con la notte e che dalla sua opposizione, questo risalto della differenza, trae maggiore sé. Il conflitto allora sembra da una parte creare gli opposti, ma non vi sarebbero opposti senza opposizione.
Questa essenza dell'opposizione è chiamata da Eraclito Polemos.
Lo stesso affermava:
Il dio è giorno notte, inverno estate, guerra pace, sazietà fame, e si altera nel modo in cui fuoco- ogni volta che divampi mescolato a spezie riceve nomi secondo il piacere di ciascuno.
Dunque, Eraclito vede anche nel Dio una complementarietà di opposti, dove l'unione del due rende possibile una coesistenza tra giorno e notte, inverno ed estate e così via.
Ciò, afferma Eraclito, accade perché il nostro modo di pensare è estremamente dualistico ed è proprio ciò che ci inganna, perché non riusciamo a cogliere la vera essenza delle cose.
Anche la filosofia cinese ha sancito le proprie basi sul contrasto generatore: ciò è rappresentato dal Dao, nell'interazione tra i principi interdipendenti dello yin e dello yang, dell'attivo e del passivo, cui ogni cosa appartiene, ma non rigidamente, contenendo già entro sé i semi del suo opposto e arrivando a trasformarsi poi in esso, come il giorno che si trasforma nella notte, già introdotto da Eraclito.
Così, analizzando la poetica del poeta William Blake, ricollegandomi anche ad Eraclito e allo yin e allo yang, uno stereotipo, oggigiorno, della rappresentazione degli opposti complementari, è stato facile capire come e perché Blake abbia visto nel bipolarismo una vera forza vitale, generata da due contrari che si completano nella formazione di un unico elemento: la realtà.
Capitolo I
Letteratura italiana
Alessandro Manzoni: gli oppressi e gli oppressori ne I promessi sposi.
Sezione 1
Alessandro Manzoni: notizie biografiche
Alessandro Manzoni nacque nel 1785 a Milano da Pietro e Giulia Beccaria. A causa della separazione dei suoi, egli visse in vari collegi di cui sempre criticò l'atmosfera cupa e religiosa. Cresciuto con una cultura prevalentemente classica, lasciò il collegio a 16 anni ed ebbe la possibilità di frequentare poeti come Foscolo e Monti, dedicandosi completamente alla bella vita tra gioco e appuntamenti.
Nel 1805 egli si trasferì a Parigi dalla madre che ben poco conosceva, infatti da quel momento tra i due nacque una forte intesa che condizionò i suoi scritti. A Parigi conobbe anche degli ideologi, un gruppo di intellettuali di origine illuminista, il cui contatto giovò anche al pensiero filosofico e politico dello stesso poeta.
Ben presto lui, influenzato anche dalla moglie Enrichetta Blondel, si convertì al cattolicesimo e quando nel 1810 fece ritorno a Milano, la sua visione filosofica e letteraria fu completamente assorbita dalla stessa religione; infatti lasciò la stesura delle opere classiche per dedicarsi agli Inni sacri. In Italia si dedicò molto allo studio e condusse una vita da possidente, spesa tra le sue proprietà di Milano e Brusuglio. Fu influenzato anche dal movimento romantico, pur non prendendone parte e rifiutando l'offerta di giornalista nel quotidiano locale Il conciliatore.
Questi furono dunque gli anni più prolifici della sua carriera letteraria, infatti con il 1827 si ha la pubblicazione della prima edizione de I promessi sposi, a cui lavorò sino al 1840, con la quarta edizione rifinita linguisticamente. Questi furono degli anni particolari per Manzoni, difatti ben presto si distaccò dalla poesia, oramai rimpiazzata dalla nascita del romanzo, anche se, probabilmente, questo suo distacco fu dovuto ai numerosi problemi personali.
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Percorso interdisciplinare
- Italiano: oppressi e oppressori di Manzoni
- Latino: le due città di Sant'Agostino
- Inglese: Blake con Songs of Innocence and Experience – The Lamb and The Tyger
- Storia: antagonismo USA e URSS
- Filosofia: apollineo e dionisiaco
- Scienze: insulina e glucagone (dal punto di vista biochimico)
- Matematica: massimi e minimi di una funzione – la derivata prima
- Fisica: campo magnetico
- Arte: Matisse e i colori complementari nella Danza e nella Donna con cappello