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Un particolare tipo di città
Pur trovandosi in continenti diversi,le baraccopoli nascono tutte allo stesso modo . Su un terreno di periferia,spesso prossimo agli sbocchi delle fogne,vengono costruite delle baracche,il cui pavimento è la nuda terra. Mancano tutti i servici: il che è causa di malattie che facilmente si diffondono anche a motivo della malnutrizione e denutrizione degli abitanti.
La pessima qualità del terreno è all’origine di alluvioni,frane ,cedimenti.
E le baracche non sono certo abitazioni adatte a resistere a venti forti o piogge intense.
Se l’amministrazione della città è aperta ai bisogni degli abitanti delle baraccopoli,o se intervengono organizzazioni umanitarie,vengono costruiti i servizi essenziali e la situazione generale migliora. In alcuni casi,come in alcune favelas del Brasile, viene incentivata l’apertura di negozi,vengono costruiti asili per i bambini,ambulatori. Le favelas diventano cosi zone delle città con la più vivace vita sociale.

A Riberira Azul , il municipio ha curato anche interventi urbanistici,per cui la condizione delle abitazioni è molto migliorata:molte di esse hanno ora un giardino,ed è permessa l’espansione nel caso di una crescita della famiglia. Spesso, al contrario,le baraccopoli e i loro abitanti sono considerati un problema di ordine pubblico: sempre in Brasile,gli << squadroni della morte>> danno la cacca ai bambini di strada per ucciderli: nelle zone ricche della città sono infatti considerati in blocco delinquenti e rifiuti umani.
Le baraccopoli sono zone dove la mobilità è intensa: non nel senso di una mobilità sociale, perché ben pochi le abbandonano per andare a vivere in una casa vera o una zona ricca, ma perché molti fuggono verso un’altra baraccopoli ,attratti da possibili migliori condizioni,o sono cacciati da speculatori senza scrupoli ,oppure muoiono di fame e stenti. E allora altri prendono subito il loro posto.

Dove si trovano le baraccopoli?
L’esplosione delle baraccopoli è stata analizzata dal rapporto delle Nazioni Unite,La sfida degli slums. Il testo,primo vero studio su scala mondiale sulla povertà urbana,comprende diverse inchieste locali.
Il rapporto definisce le baraccopoli come spazi caratterizzati da sovrappopolamento,abitato precario,ridotto accesso all’acqua corrente e ai servizi igenici e vaga definizione dei diritti di proprietà.
La quota più importante di abitanti di baraccopoli è in Etiopia e in Ciad e Nepal.
A Delhi, si registrano già le <<baraccopoli nelle baraccopoli>>: negli spazi periferici,dove già vivevano migliaia di persone cacciate dai <<quartieri bene>> negli anni Settanta,si aggiungono nuovi arrivi che si istallano nei pochi spazi liberi.

Al Cairo e a Phnom Penh,i nuovi arrivati sui tetti,generando baraccopoli sospese in aria.

Di chi sono le baraccopoli?
In genere,il terreno dove sorgono le baraccopoli è demaniale,cioè del governo,o dei comuni. Molto spesso però sono dei privati che gestiscono i terreni come se fossero propri, e si arricchiscono alle spalle dei poveri chiedendo denaro per lasciar costruire una baracca o sistemare un tetto. Anche politici locali o membri dell’amministrazione partecipano a questo malaffare.
Le ribellioni alle vessazioni degli speculatori con l’espulsione o con la morte.
Molti degli sfruttatori abitano magari a poche decine di metri di distanza,in case lussuose o nei grattaceli ben visibili dalla baracche:spesso c’è un confine fisico che divide le baraccopoli dagli altri quartieri,come una staccionata o una rete; spesso è soltanto la visibile differenza delle zone che fa capire di essere passati dalla zona della miseria a quelle del benessere, o viceversa.
La condizione degli abitanti delle baraccopoli è uno dei volti della globalizzazione.

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