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Concetti Chiave

  • La plastica è un materiale essenziale nella vita quotidiana, ma il suo uso eccessivo sta causando gravi danni ambientali, come la formazione di enormi isole di rifiuti negli oceani.
  • Entro il 2050, si prevede che la plastica negli oceani supererà quella dei pesci, con conseguenze devastanti per l'ecosistema marino.
  • Le microplastiche, particelle di plastica di dimensioni ridotte, stanno contaminando gli oceani e vengono ingerite da specie marine e esseri umani, contribuendo a potenziali problemi di salute.
  • Movimenti ambientali come "Fridays for Future" e progetti come "Keep clean and run" stanno emergendo per sensibilizzare l'opinione pubblica e combattere l'inquinamento da plastica.
  • Iniziative locali, come "Protect our home", si stanno espandendo per coinvolgere le comunità nella raccolta dei rifiuti e nella riduzione dell'uso di plastica monouso attraverso progetti come la "Rete zero waste".

Indice

  1. L'importanza della plastica
  2. Microplastiche e salute umana
  3. Morti e inquinamento da plastica
  4. Movimenti e progetti ambientali
  5. Iniziative locali e globali

L'importanza della plastica

La plastica, materiale derivante dal petrolio, è diventata ormai indispensabile per la vita di tutti i giorni, tanto che ormai risulta difficile - se non impossibile - pensare ad un oggetto che non la contenga neanche in minima parte.

Data la sconfinata necessità di questo prodotto, però, esso viene spesso consumato in maniera smisurata e in taluni casi ingiustificata.
I danni causati da questo smodato utilizzo di materie plastiche sono purtroppo sempre più evidenti: un esempio è costituito dai trash vortex, detti anche garbage patches, vere e proprie isole composte prevalentemente da materiali plastici e di dimensioni spropositate; si stima infatti che la più ampia di queste possa eguagliare addirittura la superficie della Penisola Iberica e superi il peso di 200 tonnellate.

Le previsioni degli studiosi più pessimisti annunciano che, entro il 2050, la presenza di plastica abbandonata negli oceani supererà addirittura quella dei pesci, provocando gravissimi danni all’ecosistema.

Microplastiche e salute umana

Gli effetti negativi dell’eccessivo utilizzo di plastiche e derivati possono anche presentarsi in modo meno evidente (ma pur sempre molto dannoso) quando si parla di microplastiche, ovvero piccole particelle di materiale plastico generalmente più piccole di un millimetro; queste stanno infatti soffocando i mari e gli oceani, diventando spesso e volentieri cibo erroneamente ingerito da specie marine quali tartarughe e cetacei vari.

Nonostante le loro piccole dimensioni, questi frammenti vengono assunti in notevole quantità anche dagli esseri umani attraverso cibo e cosmetici: si considera infatti che ogni settimana ingeriamo, sommando tutti questi corpuscoli, l’equivalente di una carta di credito.

Morti e inquinamento da plastica

Un risvolto ancora più drammatico delle conseguenze portate dal sovrautilizzo e cattivo riciclaggio della plastica si trova nelle numerosissime morti imputate all’intossicazione e alle malattie respiratorie, dovute a polveri sottili ed inquinamento dell’aria. I dati raccolti dall’OMS riportano infatti che le vittime, soltanto per quanto riguarda l’Italia, ammontano a 80 mila, mentre nel resto del mondo oscillano tra i 6 e i 7 milioni.

Movimenti e progetti ambientali

Negli ultimi anni, data l’urgenza di questo problema ambientale riguardante tutto il mondo, sono nati svariati progetti allo scopo di sensibilizzare la popolazione e salvare il mondo in cui viviamo. Uno dei più famosi prende il nome di “Fridays for Future”, movimento studentesco nato in risposta all’attivismo della giovane ecologista svedese Greta Thunberg, che si identifica in proteste a carattere pacifico in favore della salvaguardia del nostro pianeta. Questi scioperi si sono diffusi, dal 2018 ad oggi, in maniera esponenziale; dalle modeste cittadine alle più grandi metropoli, trovando la partecipazione di sostenitori appartenenti a tutte le età.

Al contempo hanno preso vita anche numerosi programmi a carattere filoambientale di tipo più concreto, come ad esempio “Keep clean and run”, capitanato dall’agronomo e saggista Roberto Cavallo; questi si prefigge di ripulire il paesaggio, nei limiti delle sue possibilità, raccogliendo i rifiuti sparsi sul suolo a bordo della sua bicicletta, percorrendo vastissime zone del nostro Paese.

Iniziative locali e globali

Più vicino alla nostra zona è nata l’associazione “Protect our home”, ad opera di quattro ragazzi della città di Asti. Questi giovani si incontrano ogni due settimane per raccogliere gli scarti sparsi per la città. Il loro piano si sta allargando, con l’intenzione di introdurre quanti più adolescenti possibili in questa attività.

Oltre ad attività volte a ripulire la spazzatura che spargiamo, stanno prendendo piede iniziative che hanno lo scopo di prevenire questa problematica, diminuendo l’utilizzo di oggetti in plastica monouso: è il caso della “Rete zero waste”, progetto di scala mondiale che propone la diminuzione dei propri rifiuti con lo scopo finale di portarli a quota zero, evitando gli utensili usa e getta in favore di quelli durevoli, riducendo anche gli esorbitanti costi comportati dal processo di riciclaggio.

Consistenti proteste stanno sorgendo da parte dei cittadini attivisti verso lo Stato e gli apparati competenti, reclamando la necessità di collocamenti volti alla salvaguardia dell’ambiente, sostenendo che “spendendo un euro investito in prevenzione, se ne risparmiano altri sette per la riparazione”.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è l'impatto ambientale della plastica nei mari?
  2. La plastica ha causato la formazione di trash vortex, isole di rifiuti plastici, con la più grande che potrebbe eguagliare la superficie della Penisola Iberica e pesare oltre 200 tonnellate.

  3. Quali sono i rischi per la salute umana legati alle microplastiche?
  4. Le microplastiche, ingerite attraverso cibo e cosmetici, possono accumularsi nel corpo umano, con un consumo settimanale stimato equivalente a una carta di credito.

  5. Qual è il numero di morti attribuite all'inquinamento da plastica in Italia?
  6. In Italia, si stima che circa 80.000 persone muoiano ogni anno a causa di intossicazione e malattie respiratorie legate all'inquinamento da plastica.

  7. Quali movimenti sono emersi per affrontare il problema della plastica?
  8. Movimenti come "Fridays for Future" e progetti come "Keep clean and run" sono nati per sensibilizzare la popolazione e promuovere azioni concrete per la salvaguardia dell'ambiente.

  9. Cosa sta facendo l'associazione "Protect our home" per combattere l'inquinamento?
  10. L'associazione "Protect our home" raccoglie rifiuti in città ogni due settimane, coinvolgendo giovani e ampliando la partecipazione per affrontare il problema della plastica.

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