esempio di tema d'avventura

Esempio di tema d'avventura


Lukas era spaventato e terribilmente insicuro, non capiva come, proprio lui, così timido e controllato, si fosse lasciato trascinare in una faccenda simile.
Si trattava della solita sfida di coraggio, una sorta di rito d'iniziazione: doveva attraversare il bosco del paese, raggiungere una chiesetta abbandonata, prendere una candela e tornare indietro, niente di difficile, se non fosse stata mezzanotte e se non avesse avuto una terribile paura del buio.
Proprio non capiva, cosa lo aveva fregato? Di solito non si comportava in maniera così sciocca, ah ecco! è stato l'orgoglio. Dannato orgoglio, è sempre stato il suo difetto: quando i suoi amici lo hanno chiamato, ridendo, "fifone", non ci ha visto più ed ha accettato imprudentemente la sfida.
Ed ora eccolo lì, sul sentiero per il bosco, con una torcia in mano, lo zaino in spalla e gli amici che sghignazzano dietro, bastò quest'ultima provocazione per farlo partire a passo spedito incurante del buio.
Dopo pochi minuti la vegetazione e il buio lo avvolsero completamente, facendogli tornare in mente tutte le storielle di paese che giravano su quella chiesa abbandonata: si diceva che la chiesa fosse stata scomunicata poiché all'interno venivano celebrate messe nere ed ogni genere di blasfemia.
Lukas non credeva a quelle storie, era una persona razionale lui, ma il buio cancellava ogni tipo di razionalità dal suo cervello: procedeva cauto in punta di piedi e saltava per ogni fruscio che udiva. Nel frattempo, cercava di farsi coraggio ripetendosi che il buio era solo un elemento naturale e non c'era ragione d'aver paura. Balle, lui aveva paura, era terrorizzato, avrebbe voluto gridare e scappare via, a casa, nel letto, ma l'orgoglio glielo impediva, voleva proprio fargliela vedere a quegli sbruffoni dei suoi amici.
Tutti questi pensieri vennero interrotti da un rumore, cos'era? Sembravano passi, forse un animaletto del bosco, o magari un suo amico che lo controllava...e se fosse stato qualcun'altro? qualcuno che gli voleva fare del male? improvvisamente il panico si impossessò di lui. Lukas spense la torcia ed iniziò a correre, incurante della direzione, anche i passi aumentarono: forse anche l'animaletto si era spaventato o forse...meglio non pensarci.
La corsa terminò con una brusca caduta, nulla di rotto per fortuna, i passi erano terminati. Lukas si rialzò e accese la torcia, ecco la chiesa! si trovava davanti a lui, leggermente fuori dal sentiero, la raggiunse, era spaventosa: la natura si era ormai impadronita della struttura che ora assomigliava più ad uno strano mostro che ad una chiesa, terribile e...buia.
Senza indugiare, Lukas spalancò la porta, che si aprì con un sinistro cigolio, ed entrò. L'interno era buio e sporco, il pavimento era cosparso di detriti. Era quasi fatta, ora doveva soltanto trovare una candela, ma il buio sembrava essere diventato vivo e, pur avendo la torcia, Lukas non riusciva a vedere le pareti della struttura, che da fuori sembrava piccolissima. Decise di correre verso l'altare, eccola! proprio sui gradini, che fortuna! Non appena prese la candela sentì uno strano rumore alle sue spalle, sembrava una voce, si girò, notò che sotto l'altare c'erano delle panche e sulle panche c'erano delle sagome ricoperte da un velo bianco. Cos'erano? Statue? Manichini? E se fossero stati cadaveri? Decise di tornare indietro senza indagare, proprio mentre stava passando tra le panche, una mano gli afferrò il braccio.
Erano vive! Quelle sagome erano vive! Senza avere neanche il tempo di gridare, Lukas lasciò cadere la candela e corse via. corse, corse come non aveva mai corso in vita sua, sino ad arrivare al punto di partenza, dove lo aspettavano gli amici sghignazzanti.
Lukas proprio non capiva cosa avessero da ridere fino a che non notò dei lenzuoli appoggiati in un angolo...non aveva parole, che scherzo di cattivo gusto! ma in realtà era contento che fosse finito tutto bene e di non aver fatto la figura del codardo, si ripromise di non dare più retta all'orgoglio la prossima volta. Ora poteva finalmente tornare a casa.
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