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La mia giornata tipo a scuola


La mia giornata di scuola comincia in un modo abbastanza traumatico, partendo dal momento in cui mi sveglio.
Appena apro gli occhi è una continua corsa, dal prepararsi, al fare colazione velocemente per arrivare in tempo a scuola. Finita la colazione metto il panino dentro la borsa e mi dirigo a scuola in sella alla mia bellissima moto rossa.
Una volta in classe, si aspettano i ritardatari e alle 8.10 comincia la lezione. Spesso è abbastanza pesante poiché abbiamo tutte materie di indirizzo nelle prime ore, quindi è difficile mantenere la concentrazione per tutte le restanti lezioni.
Le ore della mia scuola generalmente sono 6, ma si alternano con le 7 previste il martedì e mercoledì per compensare il sabato che è libero.
Non ho mai espresso un parere definitivo per quanto riguarda l’insegnamento nelle scuole anche il sabato, perché ci sono dei vantaggi sia se si va il sabato, sia se non si va.
La fregatura che persiste non andando il sabato, è che durante la settimana si hanno molte più ore, ma allo stesso tempo il venerdì sera non si ha la preoccupazione di studiare per un compito che non potrà mai essere eseguito.
Ritornando a quanto sia difficile mantenere la concentrazione nelle successive ore, una soluzione per staccare un po’ la testa la si trova sempre.
Battute, risate, a volte litigate tra compagni di classe, sono le componenti giuste (secondo noi), affinché le 6 ore siano più leggere possibili, ovviamente tutto ciò si verifica in base al tipo di professore o professoressa che si ha in classe, perché non tutti/e permettono questi tipi di svaghi, altri/e prendono direttamente provvedimenti disciplinari, che, a noi influiscono molto, come nella condotta, viaggi d’istituto, e gite scolastiche.
Finita la terza ora, suona la campanella della ricreazione. Sono il primo ad uscire dalla classe, e davanti i miei occhi, ogni volta vedo una mandria di ragazzi che si dirigono in terrazzo per fumarsi una sigaretta in compagnia dei loro amici.

Proseguo della giornata

Una volta arrivato in terrazzo comincia il giro di saluti, ed il classico saluto usato in tutte le scuole di Roma è più o meno “Ciao fra, ma una sigaretta?” e prontamente a tutti si prosciuga il pacchetto, nel quale tengono le fatidiche sigarette. Successivamente, finita la sigaretta, ci si dirige al bar, posizionato accanto al terrazzo. Subito dopo torniamo nelle nostre aule per continuare a sentire la spiegazione.
Dopo l’intervallo, penso sempre a quando finiranno le rimanenti 3 ore, sono stanchissimo, ma non posso far vedere all’insegnante che sono svogliato, quindi, vado al bagno, mi sciacquo la faccia, bevo un sorso d’acqua e cerco di rimanere attivo.
Tra qualche schiamazzo e l’altro sembra che il tempo voli, infatti quando si assenta un prof e di conseguenza non c’è nessuno in classe, le ore sembrano esser composte da 15 minuti.
Il vantaggio della mia scuola è che non si limita ad un solo intervallo, bensì a 2. Il secondo intervallo è posto subito dopo la quinta ora, così da rientrare in classe all’inizio della sesta.
Il vantaggio di questa ricreazione è che non si ha più un ora piena di lezione ma 40-45 minuti, orario onesto per quanto riguarda la pesantezza della giornata, successive ad interrogazioni e compiti.
Al suono della campanella, tutti sono già pronti per uscire, formando file kilometriche per le scale per chi deve uscire prima. Una volta fuori dalla struttura, ci si saluta e si ritorna a casa per un bel pranzetto.

A cura di Daniele C.

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