Tema: La musica e i giovani

I concerti musicali ed i giovani: qual è il significato d’incontri e raduni che, nel nome della musica, sembrano superare ostacoli e barriere?

La musica ha un linguaggio universale che affascina i giovani di tutto il mondo. L’importanza storica di grandi concerti del passato. I raduni musicali finalizzati ad un impegno sociale e per la pace.

L’uomo tende alla socialità, non potendo fare a meno di relazionarsi ed aggregarsi ai suoi simili. Il bisogno di condividere esperienze ed emozioni con altri ci spinge a conoscere nuove persone, a fare delle amicizie, a frequentare luoghi ed ambienti dove è possibile avere dei contatti umani. Quando poi questa esigenza di “stare insieme” trova la sua realizzazione in una passione comune come quella, ad esempio, per un cantante o un complesso di musica rock, allora nasce il “fenomeno” dei concerti musicali che radunano migliaia di giovani. Quasi tutti hanno visto dal vivo o in televisione un concerto pop, rock o comunque di musica cosiddetta “leggera”: migliaia di giovani, ragazzi e ragazze, in piedi, assiepati, schiacciati gli uni contro gli altri, che vibrano, fremono, saltano, cantano, agitano le braccia, alzano e battono le mani ritmicamente, oscillando in un moto pendolare. Insomma gli spettatori costituiscono non di rado uno spettacolo nello spettacolo.

Viene quasi spontaneo paragonare questo scenario a quello, assolutamente diverso, di un concerto di musica classica, dove silenzio e compostezza regnano sovrani, per giungere alla riflessione che musica e valori, aspirazioni ed esigenze, propri di una generazione, vanno di pari passo sposando, in un caso, la “matura tranquillità” degli intenditori del genere classico e, nell’altro, l’irrequietezza dei giovani fans del rock. I concerti musicali di quest’ultimo tipo diventano quindi un’occasione di aggregazione e soprattutto di affermazione dei valori dell’attuale gioventù.
La musica, per i giovani, non è qualcosa che semplicemente si ascolta, stando in silenzio, come se fosse un rito, ma è scoperta, avventura, rifugio, è il luogo del “grande incontro” in cui si annullano tutte le differenze individuali, mezzo attraverso il quale si evade dalla solitudine, dall’isolamento sociale, ci si libera dalla paura dell’altro, dalle remore personali, dando libera manifestazione ad impulsi e sentimenti che promanano dal proprio “io”. L’avvenimento musicale viene così vissuto come un’esperienza totale: spettacolo visivo ed acustico, danza, movimento, vicinanza e contatti fisici.
Il primo grande raduno musicale si svolse a Woodstock nell’agosto del 1969: migliaia di giovani legittimarono con la loro presenza la stretta relazione di allora tra musica e contestazione sociale e politica, tra poesia cantata e musicata e nuove forme ideologiche, nuovi valori, nuovi ideali. Quel raduno divenne il simbolo stesso del pacifismo e della riconquistata libertà giovanile.
Adesso che i tempi sono cambiati, è rimasta però la voglia di affollare stadi e palazzetti dello sport, piazze e teatri, per stare insieme e vivere sempre nuove emozioni.
Nonostante la limitata eterogeneità del fenomeno, è possibile comunque operare delle distinzioni nell’universo dei giovani patiti della musica. C’è chi da anni è appassionato di un genere o di un cantante particolare e lo segue quasi dappertutto, riempendo le arene dove si esibisce: sono i “fans” più scatenati, giovanissimi che sfidano distanze, scarsità di mezzi economici, divieti e preoccupazioni dei genitori, pur di non perdersi il loro idolo “dal vivo”. C’è chi invece apprezza la musica e tutto ciò che vi è intorno, approfittando di un concerto per passare una serata di svago, magari con gli amici. Ma c’è anche chi non può rimanere insensibile al richiamo dell’”evento-business” pubblicizzato dai “mass-media”: l’esibizione di una grande “star” internazionale diventa subito un avvenimento a cui non si può mancare, non solo per il concerto in sé, ma per il carattere di straordinarietà costruitogli intorno, ad arte, dall’industria dello spettacolo. Spesso, soprattutto i giovanissimi, si lasciano attrarre più dal personaggio che fa “tendenza”, che dalla qualità musicale che quest’ultimo è in grado di offrire: il “look” particolare, il fascino, le numerose apparizioni in video, costituiscono, in alcuni casi, le ragioni del suo successo, molto più di quello che canta o suona.
I grandi incontri musicali possono avere una ricorrenza fissa o essere legati ad occasioni particolari: nel primo caso, si tratta ormai di appuntamenti consueti, che si svolgono ogni anno per celebrare un avvenimento o una data significativa (un esempio può essere il concerto che si svolge annualmente a Roma in occasione del Primo Maggio, la festa dei lavoratori) o nell’ambito delle “feste” organizzate da alcuni partiti politici; nel secondo caso, invece, si tratta di raduni per raccogliere fondi per la ricerca contro le malattie più difficili da combattere (cancro, distrofia muscolare, leucemia ecc.), oppure per sensibilizzare i giovani alla prevenzione contro l’AIDS, oppure, ancora, per diffondere l’impegno nella lotta all’assunzione di sostanze stupefacenti. In quest’ultimo caso, quindi, la musica diventa occasione di solidarietà e soprattutto mezzo per inviare messaggi di grande rilevanza sociale, recepiti dai giovani meglio che in qualsiasi altro modo.
La musica diventa così un linguaggio universale, capace di unire e far intendere giovani e meno giovani di ogni estrazione sociale e di ogni Continente. Alcuni particolari “concerti-evento”, trasmessi dai “mass-media” in simultanea in ogni angolo del Pianeta, hanno dimostrato come davvero il linguaggio universale della musica possa superare ogni barriera, abbattere ogni ostacolo di razza e di religione. La musica diventa così messaggera di pace: essa unisce i popoli. La musica, in quanto melodia, è capace di appassionare ogni essere umano, indipendentemente dal sesso, dall’età, dalle condizioni sociali. Ma solo un certo tipo di musica si presta ad un forte grado d’identificazione della gioventù moderna: è quella dei grandi concerti all’aperto o nei palazzetti dello sport, è quella dei raduni celebrativi, politici o di solidarietà, quella che dà luogo ad “eventi” irrinunciabili a cui bisogna partecipare ad ogni costo per sentirsi parte integrante dell’universo giovanile.

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