Concetti Chiave
- “Libera nos a Malo” è un romanzo autobiografico che esplora l'infanzia e la cultura del paese di Malo, evidenziando le esperienze personali dell'autore.
- Il confronto tra passato e presente mette in luce come le dinamiche sociali tra gruppi di amici siano rimaste simili nel tempo, anche nella vita moderna.
- Il tema del dialetto è centrale per Meneghello, che lo considera un mezzo autentico di espressione, a differenza della lingua italiana, vista come una convenzione.
- L'autore esprime tristezza per la perdita di valori sociali come la solidarietà e la confidenza tra vicini, riflettendo su come i rapporti interpersonali siano cambiati nel tempo.
- Meneghello osserva che il concetto di lavoro è evoluto, passando da una dimensione di soddisfazione personale a un'idea più superficiale, con maggiore enfasi sui lavori intellettuali.
Traccia:
Ripercorrendo le tematiche del Libera nos a Malo di Luigi Meneghello (1963), componi creativamente un personale tuo Libera nos a…
Svolgimento:
Riflessioni su "Libera nos a Malo"
“Libera nos a Malo” è un romanzo autobiografico, un diario in cui Luigi Meneghello parla del suo paese, Malo, nei suoi aspetti sociali e culturali. Il libro può essere diviso in due parti, la prima riguarda tutti i ricordi d’infanzia, la scuola, gli amici, i pomeriggi passati a giocare, la seconda invece è un resoconto della cultura del paese veneto e quindi tratta della lingua, del rapporto con i compaesani e del lavoro.
Qual è il confronto tra passato e presente?
Entrambe le sezioni possono essere confrontate con la società moderna, e in alcune tematiche mi sono completamente riconosciuta.
L’autore descrive la sua compagnia di amici, le cui queste caratteristiche, a distanza di anni, non sono cambiate. Così come a Malo, queste sono formate in base all’età e al sesso, anche nel mio quartiere succede in quel modo. Esistono gruppi di bambini piccoli e gruppi di ragazze, che assomigliano a “le grande” di Malo, le quali si ritrovano al parco per chiacchierare e a volte escludono qualcuna togliendole il saluto, proprio come accade nel romanzo. Meneghello descrive il suo gruppo di amici quasi come fosse un atomo: c’è un nucleo che corrisponde ai capigruppo, e poi piccole particelle, che lui chiama “iloti”, bambini poco influenti, a cui viene chiesto di fare tutto ciò che viene stabilito. La mia compagnia è composta allo stesso modo, in base ai ruoli scelti per ognuno, e tutti fanno riferimento al capo, che propone le sue idee e prende le decisioni.
Il tema della lingua
Il tema in cui meno mi sono rispecchiata è quello della lingua. Secondo Meneghello il dialetto è il mezzo per esprimere la realtà, l’essenza di ciò che ci circonda, mentre l’italiano è solo una convenzione. Per questo motivo quando i bambini di malo imparavano una nuova parola italiana a scuola e la ripetevano agli adulti, questi non capivano e continuavano ad esprimersi nel loro dialetto. Per quanto riguarda il mio quartiere ciò non è così, il vicinato non condivide un dialetto che bisogna “salvaguardare” dalla lingua ufficiale.
Cambiamenti nei valori sociali
L’autore in un capitolo esprime tutta la sua amarezza per i valori che con il passare del tempo sono cambiati. Una volta era importante il rapporto con i compaesani e non c’era una netta divisione tra vita privata e vita pubblica, ora Meneghello nota che non esiste quasi più la solidarietà tra vicini, e neppure confidenza, e virtù come la laboriosità sono andate perse. Questo è vero, perché mi è capitato di pensare che, se fossi vissuta qualche decennio fa, avrei conosciuto tutti gli abitanti del mio quartiere, mentre ora riconosco a malapena i loro volti, non so la loro storia personale, come succedeva ultimamente a Malo.
Evoluzione del concetto di lavoro
Nel paese di Meneghello il lavoro era fondamentale: uomini e donne faticavano tutto il giorno non solo per guadagnare il salario, quanto più per la soddisfazione dell’aver raggiunto un obiettivo e per aver costruito qualcosa con le proprie mani. Adesso non bisogna preoccuparsi del costruire un oggetto, perché tutto arriva già pronto dalle fabbriche delle grandi città e non si eseguono più mansioni che richiedono il fabbricare qualcosa, si punta invece ai lavori intellettuali e il lavoro come operaio non viene tenuto in conto. Questo aspetto della concezione del lavoro si può notare nella società contemporanea: il lavoro, sostiene Meneghello, è ormai divenuto un divertimento e pochi lo prendono sul serio.
Così, per certi aspetti ho potuto comparare Malo alla mia realtà, ma a differenza dell’autore ritengo che il progresso della società moderna non sia un male, purché vengano tenute presenti le proprie radici.
Domande da interrogazione
- Qual è il tema centrale del romanzo "Libera nos a Malo" di Luigi Meneghello?
- In che modo il confronto tra passato e presente si riflette nelle dinamiche sociali?
- Qual è la posizione di Meneghello riguardo al dialetto e alla lingua italiana?
- Come sono cambiati i valori sociali nel tempo secondo Meneghello?
- Qual è l'evoluzione del concetto di lavoro descritta nel testo?
Il romanzo è un'autobiografia che esplora la vita sociale e culturale del paese di Malo, attraverso i ricordi d'infanzia dell'autore e il suo rapporto con la lingua e il lavoro.
Meneghello descrive come le dinamiche tra gruppi di amici siano rimaste simili nel tempo, evidenziando la formazione di gruppi basati su età e sesso, un aspetto che l'autore riscontra anche nella sua realtà attuale.
Meneghello considera il dialetto come un mezzo autentico per esprimere la realtà, mentre l'italiano è visto come una convenzione, un aspetto che non trova riscontro nella realtà del quartiere dell'autrice.
L'autore esprime amarezza per la perdita di solidarietà e confidenza tra vicini, notando che oggi le persone si conoscono meno rispetto al passato, un cambiamento che l'autrice riconosce anche nella sua esperienza.
Meneghello osserva che il lavoro, un tempo visto come un modo per costruire e raggiungere obiettivi, è diventato un'attività meno seria, con una crescente prevalenza di lavori intellettuali rispetto a quelli manuali, un cambiamento che l'autrice nota nella società contemporanea.