Ma_fack di Ma_fack
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A me nn conviene


Il treno sta arrivando in stazione. Un giovanotto con la mascella da manager abbassa il finestrino e guarda fuori, alla ricerca di qualche faccia conosciuta. Soddisfatto, recupera la sua ventiquattrore dal bagagliaio e si accinge a scendere. «Scusi, ma conviene chiuderlo, quel finestrino, altrimenti chi salirà dopo di noi morirà di freddo», suggerisce con linguaggio felpato e volutamente impersonale un signore dall'aria serafica. Il giovanotto gli rivolge uno sguardo strafottente: «A me non conviene». E se ne va. Nessun passeggero sembra fare caso a questo episodio di ordinaria solidarietà fra le genti, tranne una ragazza energica che aiuta il signore dall'aria serafica a richiudere il finestrino e intanto commenta: «Lei è troppo buono. Al suo posto, io gli avrei tirato un calcio in mezzo ai calzoni» (non dice proprio calzoni, ma ci siamo capiti).
Rifletti, attraverso questo aneddoto, sull'importanza di concetti ormai passati di moda, cioè: l'educazione civica e la convivenza sociale.

Ricordo che al mio primo anno di elementari una delle materie che preferivo era: educazione civica.
Già dal terzo anno tuttavia questa non fu più ripresentata e fu sostituita con altre materie “più importanti”. Oggi, chiedendo a mio cugino di prima elementare, sono venuto invece a sapere che educazione civica è una materia che non viene trattata nemmeno per i primi due anni.
A mio parere, questo è l'errore più grande che si potesse fare. Educazione civica, forse per i primi anni anche a livello di gioco, penso tuttavia che sia una delle materie fondamentali per un bambino e che questa non deve essere sostituita con altre materie per nessun motivo.
Essa insegna infatti a come comportarsi nella vita di tutti i giorni in modo corretto ed educato, mira al rispetto degli altri e delle cose altrui.
Proprio per la mancanza degli importantissimi concetti che questa insegna, oggi, in tutta Italia, possiamo notare quanti siano i problemi: dal qualunque ragazzetto che sottomette e deruba il coetaneo per soldi facili o puramente per dimostrarsi superiore, fino a problemi più gravi come la violenza negli stadi o sulle donne o la mafia.
Tuttavia la mancanza di educazione civica e la convivenza sociale oltre che arrivare a questi estremi è presente nella vita di tutti i giorni. L'educazione è anche non buttare le cartacce o i mozziconi di sigaretta per terra, non attaccare la gomma da masticare dove capita, pagare il biglietto dei mezzi pubblici, rispettare il codice stradale e molti altri semplici esempi.
L'educazione civica deve quindi essere rispolverata e riportata all'attenzione di tutti a partire dalla famiglia stessa prima di tutti. I genitori devono infatti insegnare ai propri figli il rispetto per l'altro e per le cose altrui, valori che ultimamente ritengo non siano insegnati a dovere viste le ultime notizie riportate dai telegiornali, e a preoccuparsi meno di accontentare i propri pargoli con ogni tipo di regalo ma di concentrarsi maggiormente sull'istruzione.

Passo successivo sarebbe inoltre quello di “educare” anche la televisione. Essa propone infatti in continuazione programmi altamente diseducativi che rendono vano ogni tentativo di educazione da parte di scuola e famiglia in quanto i bambini sono diventati ormai dei veri e propri “tv-dipendenti”.
Tuttavia credo che questi cambiamenti possono essere presi e possono, magari non risolvere, ma migliorare l'attuale situazione.
Basta prendere come esempio la violenza negli stadi in Inghilterra. La situazione era inizialmente simile se non peggio della nostra a causa degli Hooligans, in seguito si è iniziato a punire e ad educare maggiormente la gente e ora le partite vengono giocate nella più totale tranquillità senza nemmeno fare ricorso alle recinzioni per gli spettatori.
Se questo è avvenuto in Inghilterra, un paese civilizzato come il nostro, praticamente un nostro vicino, si può e si deve risolvere l'attuale situazione di menefreghismo e di completa alienazione verso le cose altrui e migliorare quindi l'educazione civica nelle scuole, nelle famiglie e nello stesso Stato.

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