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Tema tipo A sulla scena XV dell'atto I de "La locandiera"


1. Comprensione del testo
La Locandiera è una commedia teatrale scritta nel 1753 da Carlo Goldoni, un commediografo veneziano nato nel 1707, che studiò giurisprudenza per poi dedicarsi alla stesura di opere teatrali. Egli fu l’autore della Riforma teatrale del XVIII secolo, basata su tre punti essenziali: la stesura integrale di un testo contro l’improvvisazione degli attori, la trasformazione delle maschere in personaggi o caratteri e l’introduzione della realtà nello spettacolo. L’autore morì nel 1793 a Parigi.
La storia si incentra sulle vicende di Mirandolina, un'attraente e astuta giovane donna che possiede a Firenze una locanda ereditata dal padre e la amministra con l'aiuto del cameriere Fabrizio.
In particolare, nella scena XV dell’atto I si parla di un dialogo tra Mirandolina e il Cavaliere di Ripafratta. La locandiera si reca nella camera dell’uomo per portargli della biancheria, in quanto lui si era lamentato di quella presente al suo arrivo alla locanda. Mirandolina, però, prima, si era ripromessa di farlo innamorare di lei, in quanto lui aveva una pessima opinione sulle donne, dato il suo essere misogino. La donna, così cerca sempre di essere d’accordo con l’opinione del Cavaliere, per riuscire ad entrare nelle sue grazie.
2. Analisi del testo
Alla fine della scena, sembra che l’uomo sia più tollerante nei confronti della Locandiera, che è riuscita ad ammaliarlo, lodandolo per le due doti e il suo pensiero “da vero uomo” e dedicandogli molte attenzioni. Il primo segnale si può vedere quando il Cavaliere dice alla donna che è la prima che lui senta parlare così, alla riga 66. In questo momento, forse, l’uomo si accorge che non tutte le donne sono uguali e che non tutte meritano il suo disprezzo. Anche nella battuta successiva, alla riga 69, si nota un cambiamento nel pensiero del personaggio, che ritiene Mirandolina “curiosa”, e alla riga 71, quando chiede se la donna “ha premura di partire”, come se non volesse che se ne andasse. Infine, alla riga 107, il Cavaliere dice alla Locandiera che avrebbe apprezzato se lei fosse tornata da lui, che l’avrebbe vista volentieri: qui si può notare che la sua rigidità si è molto affievolita e il suo muro contro Mirandolina si sta crepando.
Per far sì che ciò accadesse, la donna ha utilizzato una strategia molto valida: ha elogiato l’uomo e ha detto di pensarla come lui, anche se forse non sempre era la verità. In molti momenti la Locandiera ha fatto complimenti al Cavaliere, ad esempio nella prima parte, quando parla di lui come di un uomo di qualità, di alto merito, per cui non bisogna guardare a certe piccolezze. Inoltre lei si interessa dei suoi gusti in fatto di cibo, come si può notare alle righe 36 e 37, aggiungendo poi che vorrebbe saperlo di persona, non attraverso il cameriere, che, in quanto uomo, non ha attenzione e pazienza per certe cose. Successivamente, alla riga 64, elogia il Cavaliere per non essere sposato e per il fatto di non volere donne. Inoltre, Mirandolina si congratula con l’uomo per la sua forza, la sua virilità e per il suo pensare da vero uomo; dice anche che è un onore “avere per mano un uomo che la pensa veramente da uomo”, come dice alle righe 88 e 89. Infine, la Locandiera dice al Cavaliere che lui le piace, perché non è come gli altri, non è come quelli che s’innamorano e non è effeminato.
L’uomo rimane particolarmente colpito da una qualità di Mirandolina, ovvero quella di pensarla esattamente come lui. Nella battuta del Cavaliere, alla riga 66, sembra che la donna abbia fatto colpo, l’uomo rimane interdetto dal suo modo di pensare, dicendo appunto che è la prima donna che lui senta parlar così. Da qui poi per Mirandolina è stato più semplice far breccia nel cuore del Cavaliere misogino, che sembrava lontano dal volersi innamorare.
Anche il confronto che Mirandolina fa tra il Cavaliere e i suoi due spasimanti sembra essere considerato una lusinga: la donna dice che se avesse tenuto, con il Conte e con il Marchese, lo stesso comportamento che ha tenuto con lui, questi sarebbero caduti ai suoi piedi, mentre lui non si è fatto ammaliare da un po’ di gentilezza, perciò viene considerato un uomo di carattere, una persona forte; Mirandolina, poi, afferma che per qualsiasi desiderio del Cavaliere, lui non deve far altro che domandare, e che avrebbe avuto per lui quelle attenzioni che non aveva mai riservato a nessun altro.
In quanto misogino, il Cavaliere prova disprezzo per le donne, in senso totale, perciò non vuole averci a che fare in nessun modo, tanto meno in quello fisico. Mirandolina, però, per conquistarlo, deve riuscire a fargli superare questo ostacolo, dunque, dopo un dialogo colmo di complimenti e lusinghe, prova, appunto, un approccio fisico accompagnato da una lode, chiedendogli di stringerle la mano, ritenendo il suo modo di pensare quello di un vero uomo. L’uomo inizialmente è titubante, ma, poi, decide di fare questo gesto, indugiando soltanto per un istante e ritraendosi subito, in quanto per lui era molto insolito.
Nel testo sono presenti molte didascalie: una all’inizio della scena, per un’indicazione generale del contesto, e le altre all’inizio, al centro o al termine delle battute, per indicare il modo di esprimersi, di muoversi e le azioni che i personaggi avrebbero dovuto rispettare e che aiutano il lettore a capire meglio lo svolgimento della scena.
3. Interpretazione complessiva e approfondimenti
Mirandolina, in questa scena applica tutta sé stessa per far innamorare il Cavaliere, ma non riesce subito nel suo intento, dato che l’uomo è molto convinto dei suoi principi. Nella scena IX sempre dell’atto I, Mirandolina spiega che il Cavaliere è il primo uomo soggiornante nella sua locanda a non essere innamorato di lei e il fatto che disprezzi le donne la fa terribilmente irritare, perciò decide che sarà lei stessa a fargli cambiare idea e così ha inizio il suo scherzoso raggiro. Inoltre dice anche una frase molto importante, “mi piace l’arrosto, e del fumo non so che farne”, che fa capire molto chiaramente la sua determinazione con la quale può raggiungere qualsiasi obiettivo. Inoltre, alla fine del primo atto, Mirandolina precisa che, se dovesse scegliere tra il Conte e il Marchese, sceglierebbe decisamente quello che spende più soldi: con questa frase, la donna ribadisce il suo interesse economico, già mostrato nel dialogo con Fabrizio, nella scena X, in cui dice che si comporta in modo così gentile e accondiscendente nei confronti degli ospiti “per tenere in credito” la sua locanda.
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