Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • I filosofi antichi hanno cercato di definire l'uomo attraverso la conoscenza, il comportamento e le attitudini morali, con Catone che enfatizza l'importanza dell'oratoria e della politica.
  • Sallustio distingue tra uomini degni e bruti, sostenendo che l'animus deve governare il corpo e le passioni per compiere azioni significative.
  • Cicerone, nella sua opera De oratore, descrive l'oratore ideale come un individuo ben informato, capace di utilizzare la cultura, la ragione e la parola per seguire le regole dell'humanitas.
  • Nonostante le similitudini nelle loro definizioni, l'autore esprime la convinzione che l'impegno nella vita quotidiana sia più importante della cultura o del controllo delle passioni per definire l'uomo ideale.
  • Secondo l'autore, l'uomo ideale non dovrebbe essere giudicato su parametri rigidi, ma piuttosto sulla capacità di essere se stesso e di impegnarsi per migliorare la propria vita.

Definizioni filosofiche dell'uomo

Fin dai tempi antichi tutti i filosofi hanno cercato di dare una loro definizione dell’uomo: i filosofi e oratori latini lo hanno fatto principalmente basandosi sulla loro professione. Essi hanno descritto l’uomo sia in base a ciò che dovrebbe conoscere, sia a come dovrebbe essere, sia a come dovrebbe comportarsi.
Catone nacque nel secondo secolo a.C., e durante la sua vita si operò molto per Roma, sia da giovane combattendo durante le guerre sia al governo mettendo in pratica le sue idee. Il De rhetorica è un trattato di cui sono rimasti solo pochi frammenti: tra questi è famoso “vir bonus dicendi peritus”, che descrive l’oratore. Questa definizione può essere intesa in due modi: sia solo come spiegazione della sua visione dell’oratore, ossia una persona che deve rifiutare l’oratoria solo come una tecnica argomentativa ma la deve esercitare anche comprendendo i principi morali, sia come definizione di uomo, inteso come persona impegnata attivamente nella politica. Però questa definizione è basata sempre sul concetto di oratore, e su ciò che si dovrebbe conoscere per poterlo essere: infatti sia l’oratore sia l’uomo devono essere molto esperti nei vari campi al fine di poter o creare delle belle orazioni o partecipare alla politica.

Sallustio e la virtus

Sallustio invece nacque molto dopo Catone, ai tempi di Cesare, che appoggiò. Ebbe un’importante carriera politica, infatti percorse tutto il cursus honorum e, grazie alle sue monografie, fu un importante storico. Ricorse ai concetti di virtus e animus per descrivere l’uomo: la virtus, ossia il controllo delle passioni per evitare l’inattività, è legata all’animus, che è l’unione tra la somma intelligenza e l’energia spirituale, e viene ostacolato dalle passioni del corpo. L’uomo secondo Sallustio deve essere guidato dall’animus, che infatti dovrebbe dominare il corpo e la sua tendenza al piacere e guidarlo verso azioni memorabili. In poche parole Sallustio distingue gli uomini degni, ossia come secondo lui dovrebbero essere tutti, dai bruti, che si fanno guidare solo dall’istinto.

Cicerone e l'humanitas

Cicerone è contemporaneo di Sallustio, e nella sua vita fu un uomo completo: si occupò sia della politica, sia dell’oratoria, sia della filosofia. In particolare nell’opera De oratore Cicerone descrive come dovrebbe essere secondo lui l’oratore: quest’opera è un dialogo che ha come protagonisti Licinio Crasso e Marco Antonio, e grazie agli scambi di battute tra questi due personaggi viene descritta la figura dell’oratore ideale per Cicerone. Dovrebbe essere sia un filosofo sia uno storico e un poeta, e in più dovrebbe avere una grande cultura, che deve saper usare tramite la retorica. La cultura è uno dei fondamenti dell’humanitas, insieme alla ragione e alla parola, che sono i due comportamenti da sviluppare: l’uomo ideale di Cicerone è colui che riesce a comportarsi secondo le regole dettate dall’humanitas. Qeste regole descrivono dei comportamenti da seguire, come per esempio la gentilezza dei modi o il controllo delle passioni. Le idee di Cicerone concordano con il vir bonus di Catone in quanto tutti e due gli uomini descritti devono avere una grande cultura e devono essere interessati alla politica.

Riflessioni personali sull'uomo ideale

Questi tre grandi personaggi del passato hanno descritto il loro uomo ideale in modi simili anche se non uguali, ma secondo me restano idee del passato: per esempio secondo loro gli uomini dovrebbero essere impegnati nella politica, mentre adesso ci sono cose più importanti nelle quali essere impegnati. Non tutte le persone possono essere impegnate politicamente, mentre potebbero esserlo in attività socialmente utili, come il volontariato. Secondo me l’uomo ideale non si può giudicare in base alla sua cultura o al suo controllo delle passioni, come dice Cicerone. Io reputo più importante considerare quanto una persona si impegna in quello che fa, qualunque cosa sia, perché è da questo impegno che si vede quanto una persona tenga alla propria vita, e da qui a quella degli altri. Non sono d’accordo con Sallustio quando dice che non bisogna farsi guidare dall’istinto ma solo dalla virtù: secondo me una persona deve vivere in base al suo carattere, sia esso istintivo o razionale. Sallustio probabilmente come istinto intende quello che porta a commettere azioni malvagie, ma esiste anche un’istinto “buono”, da non condannare.

Conclusioni personali

In conclusione, io non darei una definizione di come deve essere l’uomo per essere ritenuto tale, perché mi sembra solo di giudicare le persone. Ma se proprio devo dire cosa apprezzo o meno negli uomini, è il loro essere se stessi e impegnarsi per migliorare la propria vita, perché secondo me sono queste due qualità che ti fanno essere veramente qualcuno.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è la definizione di uomo secondo Catone?
  2. Catone definisce l'uomo come "vir bonus dicendi peritus", sottolineando l'importanza della moralità e della competenza, sia nell'oratoria che nella politica.

  3. Come descrive Sallustio l'uomo ideale?
  4. Sallustio descrive l'uomo ideale come colui che è guidato dall'animus, unendo intelligenza e energia spirituale, e capace di controllare le passioni per evitare l'inattività.

  5. Quali sono i fondamenti dell'humanitas secondo Cicerone?
  6. Cicerone identifica la cultura, la ragione e la parola come fondamenti dell'humanitas, evidenziando l'importanza di comportamenti come la gentilezza e il controllo delle passioni.

  7. Qual è la visione personale dell'autore sull'uomo ideale?
  8. L'autore ritiene che l'impegno in ciò che si fa sia più importante della cultura o del controllo delle passioni, e che ogni persona debba essere giudicata per il proprio impegno nella vita.

  9. Come si differenzia l'opinione dell'autore da quella di Sallustio?
  10. L'autore non concorda con Sallustio sull'idea di evitare l'istinto, sostenendo che esiste anche un "istinto buono" e che le persone dovrebbero vivere secondo il proprio carattere, sia esso istintivo o razionale.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community