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Hanno ucciso l’uomo ragno..?
Se si chiede alla maggior parte di adolescenti e pre-adolescenti chi è il loro modello di vita, ti risponderanno un cantante o un calciatore, o personaggi famosi senza alcuna motivazione per esserlo. Se poi chiedete loro perché è lui, tra i tre aggettivi che useranno per spiegarvelo vi saranno le parole bello/a e simpatico/a, e aggiungeranno anche un mi fa sorridere o mi fa stare bene. Costui molto probabilmente non avrà più di venticinque anni; sarà maschio; non avrà grandi meriti nella vita, se non quello di essere conosciuto da molte persone e sarà costantemente collegato ai social network. E’ questo il modello di idolo che le generazioni del ventunesimo secolo e i talent scout cercano.
Perché i giovani scelgono i propri idoli per quanto sono belli e simpatici, e non per le loro qualità morali o le loro opere benefiche? I presupposti sono sempre gli stessi: tutti gli adolescenti di tutte le generazioni hanno almeno una volta, durante il loro periodo di crescita, avuto la stessa idea nella testa: “l’esigenza di fare qualcosa di eroico, di grande, di particolare” (A. Vita Psiconline.it). Questo messaggio è stato passato, esplicitamente o implicitamente, da ogni telefilm/libro/film dedicato ad un giovane pubblico. Da Spiderman a Harry Potter, alle Winx, il messaggio era sempre lo stesso Diventa qualcuno facendo qualcosa di grande. Inevitabilmente tutti i bambini crescono con questo obbiettivo ad alimentare i loro sogni. Nell’ultimo decennio però la vita dei bambini e degli adolescenti è diventata più disincantata. Si cresce prima e più in fretta. Il gioco viene molto spesso sostituito dal telefonino, ci si preoccupa da subito del proprio aspetto e di piacere agli altri. Lo spazio dedicato ai sogni ha sempre meno importanza, anche i genitori non spronano i figli a seguire i propri sogni e aspirazioni, ma piuttosto, a trovarsi un lavoro stabile quando saranno grandi. Di conseguenza gli eroi veri favole sono stati etichettati come ingenui, con poco contatto con la realtà e creduloni. Suscitano molta più attrazione i cattivi. Cattivi che vengono rappresentati sempre di più come affascinanti, carismatici, pieni di donne, soldi e potere. Anche i telegiornali sembrano quasi inneggiare alle figure criminali, raccontandoci ogni particolare della loro vita, facendoci quasi abituare e appassionare alle loro storie. Le figure negative riscuotono successo. La società di oggi è affascinata dalle persone facoltose e potenti. Più di tutti quanti, gli adolescenti che sono così influenzabili. Da grandi vogliono essere ricchi, influenti e conosciuti. I valori trasmessi non sono più “l’amore per il prossimo, e sforzatevi di porre voi stessi e le vostre capacità umane e professionali al servizio del bene comune e della verità, sempre pronti a rispondere ‘a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi’” (Papa Benedetto XVI) ma bensì i soldi, la fama e il lavoro. Forse nemmeno i genitori credono più in queste belle parole, e di conseguenza non le trasmettono ai figli. E’ necessario tuttavia puntualizzare che non si può generalizzare e pensare che ogni adolescente non abbia grandi idoli o che si macchi di possedere principi morali frivoli. E’ vero che i media, i video giochi e la televisione mostrano frequentemente scene di violenza, ma è anche vero che non tutti i bambini ignorano la differenza tra realtà e finzione. Inoltre dipende da come questa violenza è inserita nel contesto, perché la violenza può essere attorniata da messaggi positivi e di sacrificio (come ad esempio, un protagonista dei cartoni che prende a pugni il malvagio della storia per evitare che invada la Terra) oppure può essere venduta come passatempo con l’unico scopo di ferire gli altri (come può essere in un videogioco dove ci si immedesima in un criminale). Sta però ai genitori spiegare al proprio figlio che la violenza, nonostante ciò che ha visto, non è giustificabile in nessun contesto. In fine, si può dire che i giovani scelgano idoli così poco lodevoli di peculiarità perché essi si avvicinano all’idea che hanno loro dell’essere adulti.

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