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La dolcezza del canto di Casella fa dimenticare alle anime purganti il dovere di purificarsi. Anche oggi si parla spesso degli effetti della musica sulla psiche dell’uomo

Nel II canto del Purgatorio, scritto da Dante, viene descritto l’incontro delle anime purganti con Casella.
Casella era un noto cantore e attraverso il suo dolce canto fa dimenticare alle anime purganti il dovere di purificarsi. Le anime rimasero immobili, attente all’udire le naturali parole di Casella, come se non avessero altro per la mente.
Ma questo rapimento musicale viene interrotto bruscamente dal rimprovero di Catone che riconduce al senso del dovere le anime, facendole dirigere alla meta celeste che assicurava loro la beatitudine.
Da tutto questo possiamo dedurre che il canto è propalatore di gioia e dimenticanza di tutto il resto.
Come nel passato, anche oggi la musica incide molto sulla psiche dell’uomo.

La musica, talvolta, assume una funzione catartica, nella misura in cui riesce a trovare una corrispondenza nell’anima umana, superando barriere culturali, linguistiche e razziali.
Coinvolgendo i sentimenti, trasmette concetti, pensieri ed immagini che evocano simbologie sconosciute. La musica, quindi, parla direttamente all’anima e alla sensibilità dell’uomo.
Sicuramente, non tutti i suoni e le parole producono effetti profondi sull’uomo, ma solo quelli che si collegano alle esigenze più profonde, che senza l’espressione artistica, non avremmo mai conosciuto.
Ritengo che la musica ha il potere di cancellare dalla mente ogni altro pensiero, e riesce ad rasserenare l’animo e a distoglierlo dai doveri morali.
Leggendo queste affermazioni, chiunque potrebbe dubitare del potere della musica sulla psiche dell’uomo, ma posso affermare che la dimostrazione di ciò, si ha nei momenti più tristi e malinconici della giornata.

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