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Tema: Un acquazzone primaverile


[s]Traccia[/s]: Dì dove eri quando si è scatenato l’improvviso un temporale. Descrivi il mutare della natura e il fuggire degli animali e degli uomini dinanzi alla bufera che sta per scatenarsi. Descrivi l’infuriare degli elementi e il loro quasi improvviso placarsi. Descrivi il cielo che si rasserena e la vita che riprende.


Sono davanti alla finestra spalancata intenta a tradurre un brano di latino. Ad un tratto una persiana sbatte nel cortile solitario… incuriosita alzo gli occhi: nel cielo avanzano grandi nuvoloni neri che oscurano pian piano il sole; si è levato il vento improvviso e gli alberi agitano la chioma: dànno l’impressione che anch’essa capisca che sta per succedere qualcosa.
Nel cortile passa di corsa un gatto spelacchiato, da me soprannominato ”Spelatone” che va a rintanarsi chissà dove. Nell’aria c’è un’atmosfera di attesa e tutt’intorno si è sparso uno strano odore di umido. Sul davanzale del mio balcone le pratoline sembrano rannicchiarsi, pronte ad accogliere l’acqua ristoratrice, che le sferzerà un poco, ma donerà loro nuovo vigore.

Intanto sul balcone della casa di fronte, affannata, ma previdente, una massaia raccoglie in fretta e furia il bucato appena steso. Il cielo si è oscurato completamente e odo già il primo sordo brontolio del tuono.
Ed ecco cadono le prime gocce, dapprima rade ma violente che ricoprono il selciato del cortile di infinite macchiette oscure. I bimbi dell’asilo vicino, tra assordanti grida, rientrano nell’edificio vociando: “Piove, piove!” mentre nell’aria si sente odor di polvere. Ma ecco le gocce cader sempre più fitte e mutarsi nel volger di pochi secondi in un scroscio improvviso. Mi affaccio ai vetri che ho chiusi e osservo i radi passanti che corrono giù nel viale cercando scampo sotto i portoni. Qualche ombrello multicolore contrasta gioiosamente con il grigiore del cielo.
La pioggia si abbatte con violenza sui tetti, sulle strade, sollevando come piccolissimi zampilli e formando miriadi di anelli lucenti che continuamente scompaiono e si riformano. Ma già il furore della pioggia diminuisce e tutto d’un tratto l’acquazzone rapidamente, com’è venuti, cessa.
Le nuvole si diradano e già spunta un raggio di sole! Le foglie delle piante son diventate più verdi e le gocce ancora posate su di esse sembrano tante piccole gemme lucenti. Tutta la città sembra uscita da un grande bagno, più nuova, più bella, più allegra. I tetti delle case risplendono e sembrano più rossi; le strade si snodano come nastri luccicanti tra le case e contrastano con la terra bagnata divenuta bruna.
Le pozzanghere, illuminate, spandono intorno mille riflessi, mentre l’aria è pura e chiara. Il sole ora risplende nuovamente e il cielo è limpido e sereno. Lo spettacolo per me sempre interessante, è finito. Torno al mio latino ma prima getto ancora uno sguardo nel cortile: i bimbi dell’asilo stan tornando fuori. Odo le loro grida festose “C’è il sole, c’è il sole!” e vedo “Spelatone” attraversare il cortile con aria sdegnosa e seccata: forse a lui la pioggia non piace proprio!

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