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Il fenomeno dell’immigrazione è fortemente discusso in Italia negli ultimi tempi, in quanto tocca in prima persona il nostro Paese. Migranti provenienti dal Nord Africa ma anche dall’Est Europa sbarcano sulle coste della nostra penisola, portando con sé la speranza di poter migliorare le loro condizioni e di realizzare nel concreto le loro aspirazioni che non possono mettersi in atto nei loro luoghi di provenienza.
Dunque, oggi l’Italia è uno dei maggiori Paesi ospitanti ma nel passato è stata protagonista del fenomeno inverso. Tra il 1870 e il 1915 si è verificato un esodo crescente in particolare verso l’America. Questo comportava un enorme spirito di sacrificio da parte di intere famiglie, principalmente provenienti dal Sud Italia, le quali abbandonavano affetti e certezze per andare incontro ad un futuro ignoto con la consapevolezza del non ritorno. S’imbattevano in viaggi rischiosi, lunghi e con costi non facilmente sostenibili. Oggi si presenta una situazione analoga, in cui gli esuli si trovano ad affrontare un tratto via mare che, pur essendo più breve, presenta pericoli di gran lunga maggiori, tenuto conto delle condizioni a cui sono sottoposti durante la traversata: essi, infatti, viaggiano ammassati in barconi fatiscenti, non avendo le possibilità economiche per intraprendere un viaggio più sicuro.

È fondamentale tenere in considerazione un altro aspetto dell’immigrazione, che consiste nella capacità di conformarsi ad una realtà diversa dalla propria. Lo spirito di adattamento ha sempre caratterizzato il popolo italiano all’estero che è stato capace di custodire la propria identità ma, allo stesso tempo, di assorbire e fare proprie le caratteristiche culturali del Paese ospitante. In più ha saputo valorizzarla e farla fruttare soprattutto in termini imprenditoriali, tanto che il made in Italy è richiesto in tutto il mondo. Ne è una prova il fatto che i prodotti italiani, specialmente negli ambiti della cucina e della moda, sono diffusi dappertutto. D’altro canto, è necessario che, affinché ci sia integrazione, il Paese ospitante abbia le risorse tali da poter accogliere. Ciò si è verificato anni fa in America che, essendo protagonista di un boom economico, ha potuto attrarci e realizzare il sogno americano di ognuno di noi.
Tuttavia, in Italia non c’è una situazione economica e politica che possa favorire l’integrazione, anche per questo motivo infatti gli immigrati della nostra nazione non ricevono nessun imput che favorisca uno sviluppo personale e imprenditoriale. Questo è il motivo principale per il quale non costituiscono una risorsa, bensì sono talvolta visti come un peso in più da sostenere, mentre essi potrebbero essere parte attiva di quello scambio culturale che rende l’integrazione davvero tale.
Quindi l’immigrazione non dev’essere considerato un fenomeno da demonizzare, al contrario essa è positiva se implica integrazione. Affinché ciò avvenga deve esserci un impegno da entrambe le parti in questo modo non saranno solo gli emigranti a trarne giovamento ma anche il Paese ospitante. La nostra esperienza deve servirci da monito per affrontare al meglio il problema attuale.

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