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Immigrazione: fonte di ricchezza o causa di povertà?

Immigrare è sempre stata una necessità dell’uomo, che ha sempre cercato un luogo con migliori condizioni di vita, a causa di un pericolo o semplicemente per scoprire ed esplorare il mondo.
Negli ultimi anni, la maggior parte dei fenomeni migratori nasce in Africa e giunge qui in Italia, particolarmente sulle coste della Sicilia. Sono infatti più di 200.000 gli immigrati che, principalmente a causa della guerra, si trovano oggi nel nostro paese, il quale ha subito molti cambiamenti.
Tecnicamente, come spiega il giornalista Andrea Riva, gli immigrati dovrebbero aspettare solo tre settimane per ottenere una risposta alla richiesta d’asilo. In realtà, lo Stato gestisce in modo estremamente lento questa situazione, creando non poco disagio.

L’immigrazione però, in un momento economicamente buio del nostro paese, ha creato tantissimo lavoro: gestire un centro di accoglienza vuol dire infatti dare un lavoro a operatori sociali, cuochi, imprese di pulizie, mediatori e insegnanti di lingua italiana. Il costo giornaliero per ciascun immigrato in un centro d’accoglienza italiano è di 35€. Questa cifra però, non viene interamente data nelle mani dell’ospite, ma in gestione alla cooperativa, che utilizza questo denaro per la gestione del centro e il pagamento dei dipendenti. Quindi, anche se non direttamente, i soldi vengono comunque utilizzati a favore dell’immigrato.
Come sempre però, non mancano i “furti” nei confronti dello Stato: in molte occasioni sono stati falsificati i numeri degli immigrati accolti in un determinato centro, come spiega Raffaele Cosentino su “L’Espresso”, al fine di ricevere maggiori introiti.
Proprio a causa di questo genere di truffe l’immigrazione, inizialmente fonte di lavoro e di crescita economica e demografica si sta gradualmente trasformando in un sistema corrotto e ingestibile, a causa dei cittadini poco onesti tanto quanto a causa della mal gestione da parte dello Stato Italiano e della Comunità Europea.
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