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Keanu Reeves


Tutti voi lo conoscete come il famosissimo Neo, protagonista della trilogia di Matrix, o magari come serial killer in John Wick, per i quali film ha guadagnato all'incirca 185 milioni di dollari, oltre agli stipendi delle altre 81 pellicole a cui ha partecipato, senza contare le serie TV. Ma tutta la ricchezza del mondo non potrà cambiare gli scherzi crudeli della natura. Keanu Reeves ha perso tutto, tranne se stesso.
La sua vita inizia bene: nel 1964 a Beirut (Libano), affascinante incrocio tra il padre metà cinese e metà hawaiano e la madre inglese, il suo nome spira spensieratezza in hawaiano: "leggera brezza sui monti". Ma quando aveva tre anni suo padre, drogato e spacciatore di eroina, li abbandona. Insieme alla madre e alla sorella Kim si trasferisce dall'Australia a New York e poi a Toronto, dove da buon canadese diventa una promessa dell'hockey su ghiaccio (come portiere, soprannominato "The Wall"), anche se i tre matrimoni della madre e i continui spostamenti gli hanno dato difficoltà a legare con i suoi coetanei, senza contare i problemi legati alla dislessia. Ma quando si infortuna gravemente, rinuncia all'hockey e smette di andare a scuola a 17 anni. Così s'iscrive a dei corsi di recitazione, pagandoli con i salari di affilatore di pattini da ghiaccio, commesso e boscaiolo, e pian piano, ma in crescendo, gli viene riconosciuto il talento da attore. La svolta arriva proprio grazie a Matrix, per il cui ruolo fu scelto dopo la morte di Brandon Lee, e il rifiuto da parte di Johnny Depp e Will Smith.
Dopo i successi cinematografici e la felice relazione con l'attrice ventiseienne Jennifer Syme, però, il destino gioca una delle sue carte più brutali: la vigilia di Natale del 1999 la loro prima figlia nasce morta pochi giorni prima del giorno stabilito per il parto per una malformazione cardiaca congenita. Le avevano già scelto il nome Ava. La coppia si separa, ma alla sorte non va bene neanche questo. Diciotto mesi dopo, con anestetici e antidepressivi in corpo, la ragazza si schianterà alla guida di una jeep contro una fila di auto parcheggiate. Come se tutto ciò non fosse abbastanza, la sua adorata sorella Kim, quella che lui considera veramente la sua migliore amica, si ammala gravemente di leucemia. Erano sempre stati legatissimi, fin dall'infanzia. A proposito del periodo in cui Keanu si era preso cura di lei quando erano rimasti soli con la madre, ha affermato:" Non avevamo nessuno con cui giocare, ma abbiamo sempre avuto noi due." Lei lo aveva continuamente incoraggiato a perseguire il sogno dell'attore, lui aveva vissuto a casa sua mentre faceva provini a Hollywood. Nel 1993, quando uno dei suoi migliori amici nonché uno dei più promettenti attori della sua generazione, River Phoenix, morì per un'overdose a soli ventitré anni, Kim lo aveva sostenuto anche quando il fratello voleva mollare tutto, addirittura gli attaccava bigliettini motivazionali al frigo. Quando Keanu viene a conoscenza della sua malattia, è in Australia per le riprese del sequel di Matrix. Prende immediatamente un volo per Los Angeles per starle accanto:" Puoi anche essere il protagonista di film d'alto calibro, ma non c'è niente al confronto di quello che ha passato Kim." Così vende casa sua e si trasferisce da lei, per supportarla, cucinare per lei, prepararle le medicine, tenerle la mano quando il dolore diventava insopportabile. La sorella ne è riconoscente:" Mio fratello è il mio principe. Ascolta ogni parola, e ogni virgola dopo ogni parola che dici." Ma Keanu neanche si giustifica:" Lei c'era sempre per me, io ci sarò sempre per lei." Dopo tanto dolore e tanti sforzi finalmente oggi Kim sta bene, e si vede regolarmente col fratello.
Intanto Keanu dimostra il suo lato filantropo in altri campi: regala oltre 75 milioni di dollari, tratti dal suo stipendio, alla troupe che lo stava accompagnando in Matrix, crea una fondazione per raccogliere fondi per la ricerca sul cancro e la fondazione di ospedali pediatrici ma mantiene segrete le sue donazioni, senza contare quelle al fondo Spinal Cord Opportunities for Rehabilitation Endowment, per seguire i giocatori infortunati con l'hockey. Inoltre è stato visto spesso in compagnia di senzatetto; per il secondo John Wick, girato a Roma, passeggiava per la capitale senza scorta prestandosi ai selfie dei fan; a Los Angeles viaggia in metrò o sulle sue adorate moto in bermuda, scarpe da tennis, giacche sgualcite. E se non vi ricordate della sua apparizione da ospite al Sanremo 2017, andate a rivederla: indossava degli stivaletti tipo Clarks, non esattamente quel tipo di eleganza che si addice a una serata così importante!
Insomma, è e sempre sarà una stella fuori dal comune, ma il mondo dovrebbe essere pieno di persone come lui, a cui la sofferenza non ha impedito di brillare, come dimostra questo suo messaggio di augurio:
“Vedete le persone dietro di me? Loro hanno una gran fretta di arrivare al lavoro, e non si accorgono minimamente di quello che gli accade attorno. A volte siamo così pressati dai nostri doveri quotidiani, che non riusciamo a trovare il tempo per goderci la vita. Ci stiamo trasformando in veri e propri zombie.
Alzate gli occhi e togliete le cuffie dalle orecchie! Provate a salutare un passante o ad abbracciare qualcuno che ne ha bisogno. Aiutate qualcuno. Vivete ogni giorno come se fosse l’ultimo.
Sono poche le persone che sanno che ho sofferto di depressione, qualche anno fa. Non ho detto a nessuno questa cosa. Ho dovuto lottare da solo per superarla. Mi sono accorto che ero io a bloccare il mio cammino verso la felicità.
Ogni giorno di vita è un dono. Iniziate a dargli il giusto valore. Vivete appieno ogni giorno, perché non si ha mai la certezza che ce ne sarà un altro.”
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