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Il costo totale di costruzione dipende dal due fattori: il costo di cantiere e le spese generali.
Il costo di cantiere, chiamato anche costo “secco”, comprende tutte le spese da sostenere per realizzare fisicamente un edificio, quindi tutti gli interventi dalla installazione del ponteggio allo smontaggio (questo significa: l’acquisto dei materiali da costruzione, i costi della manodopera e degli stipendi, gli eventuali noleggi etc..). Il costo totale di costruzione varia in funzione del tipo di fabbricato (per esempio edifici residenziali o capannoni prefabbricati), e in funzione della zona perché nelle zone sismiche il costo di costruzione viene aumentato dagli standard edilizi secondo le norme di legge.
Le spese generali comprendono: gli elaborati progettuali, gli oneri relativi al permesso di costruire e il profitto normale di impresa; queste spese spesso vengono quantificate in percentuale, grossolanamente, in relazione al costo di cantiere. Il valore oscilla tra il 25% e il 50%, in funzione della zona di costruzione e del tipo di fabbricato da realizzare.

A sua volta le spese generali possono essere chiarite meglio: Le spese di progetto comprendono il progetto definitivo (in caso di lavori privati), e anche preliminare (in caso di lavori pubblici), oltre ovviamente al progetto esecutivo eseguito in entrambi i casi; viene consegnato poi il capitolato d’appalto, una sorta di contratto che regola le due parti. Il permesso di costruire comprendere gli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria, si aggiungono anche i contributi per la costruzione che variano a seconda del comune. Il profitto normale di impresa è più difficile da definire, arriva a un massimo di 30%-40%, solitamente le capacità dell’imprenditore sono riconosciute nell’ottenere la disponibilità di aree da edificare.

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