Concetti Chiave

  • L'uomo preistorico costruì megaliti tra il III e II millennio a.C., probabilmente per scopi religiosi o funerari.
  • I megaliti comprendono diverse tipologie come menhir, cromlech e dolmen, ognuna con caratteristiche distintive.
  • La geografia sacra emergente riflette la presenza di valori simbolici e spirituali nel paesaggio, creando spazi dedicati al divino.
  • Le strutture megalitiche, purtroppo, hanno subito distruzione e smantellamento nel tempo, ma alcune sono rimaste in uso fino all'Età del Ferro.
  • Con l'avvento del Cristianesimo, molte costruzioni megalitiche furono considerate pagane e spesso distrutte o trasformate in edifici religiosi.

Indice

  1. L'uomo preistorico e i megaliti
  2. Tipologie di strutture megalitiche
  3. La geografia sacra e il divino
  4. Eredità e trasformazione dei megaliti

L'uomo preistorico e i megaliti

Il paesaggio in cui si muoveva l’uomo preistorico non era costituito solo da ripari naturali e abitazioni più o meno solide, come capanne o palafitte. Eccezionalmente, fino al 3000 circa a.C. e con sempre maggiore frequenza tra il III e il II millennio a.C., infatti, le comunità umane si dedicarono anche all’immane sforzo di edificare monumenti e complessi imponenti con blocchi di pietra grezza. È probabile che queste costruzioni, note come megaliti (dal greco mégas, “grande”, e líthos, “pietra”), fossero erette a scopo religioso o funerario, per quanto le loro valenze simboliche restino per noi, in buona parte oscure.

Tipologie di strutture megalitiche

Si distinguono quattro tipi principali di strutture di pietra:

• pietre verticali, collocate in modo isolate (= menhir). Nella loro forma più evoluta, i menhir potevano assumere una vaga sembianza umana; in certi casi, l'uomo era rappresentato da un'arma e la donna da piccoli seni.

• pietre verticali allineate come nel complesso di Carnac, in Bretagna,

• cerchi di pietre (= cromlech) di cui Stonehenge è l’esempio più eclatante. Pare che essi fossero dedicati al culto del Sole.

• pietre disposte in modo tale da formare una camera, come nel caso dei dolmen costituiti da due pietre verticali, sormontate da una lastra orizzontale, forse con funzione di altare o di coperchio di una tomba

• enormi cumuli di terra con dei corridoi o dei passaggi che conducono in ambienti scavati nella roccia, come nel caso di Newgrange, in Irlanda.

• Una particolare costruzione megalitica è costituita dai nuraghi, in Sardegna

La geografia sacra e il divino

Abbiamo in tutti questi casi i precoci inizi di un lungo processo, nel quale la presenza del divino nel paesaggio e nella vita delle comunità umane si intensifica. Nasce una sorta di “geografia sacra”, che dallo spazio indifferenziato del territorio ritaglia ambiti ristretti, nei quali sembra manifestarsi con speciale forza la presenza di qualcosa che sfugge ai sensi, ma può dominarli. Grazie al lavoro dell’uomo, che delimita le aree sacre e vi edifica strutture, a volte di quasi incredibile imponenza, il paesaggio si anima, viene investito di valori simbolici, si popola di miti e di riti. Proprietà degli antenati o degli dèi (come mostra il confronto con società storiche ben documentate), gli spazi sacri vengono sottratti all’usura del quotidiano e diventano, in quanto proiezione di desideri, aspirazioni, paure della società, intangibili, teatro di credenze e rituali collettivi.

Eredità e trasformazione dei megaliti

Oggi delle costruzioni architettoniche megalitiche restano molte tracce, anche se fin dall’origine del loro abbandono sono stati smontati o distrutti per cercare eventuali quanto improbabili tesori o servirsi delle pietre per altri usi edificativi. Tuttavia, esistono delle tombe megalitiche che hanno continuato a servire per lo stesso scopo anche durante l’Età del Ferro. Con l’arrivo del Cristianesimo, queste pietre furono considerate pagane dalla Chiesa anche se le popolazioni locali le consideravano sacre. Per questo motivo, esse furono o distrutte, o seppellite o decorate con croci. Alcune, fortunatamente, furono inglobate in un edificio religioso.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato dei megaliti nell'era preistorica?
  2. I megaliti, costruiti tra il III e il II millennio a.C., erano monumenti eretti probabilmente a scopo religioso o funerario, anche se le loro valenze simboliche rimangono in gran parte oscure.

  3. Quali sono le principali tipologie di strutture megalitiche?
  4. Le strutture megalitiche si suddividono in menhir, allineamenti di pietre, cromlech come Stonehenge, dolmen e cumuli di terra con corridoi, oltre ai nuraghi in Sardegna.

  5. Come si manifesta la "geografia sacra" nel paesaggio preistorico?
  6. La "geografia sacra" emerge quando l'uomo delimita aree sacre e costruisce strutture imponenti, conferendo al paesaggio valori simbolici e popolandolo di miti e rituali collettivi.

  7. Qual è l'eredità dei megaliti nel contesto storico successivo?
  8. Molti megaliti sono stati distrutti o modificati nel tempo, specialmente con l'arrivo del Cristianesimo, che li considerava pagani, ma alcune tombe megalitiche hanno continuato a essere utilizzate anche durante l'Età del Ferro.

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