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XVII secolo – La gastronomia


Il XVII è il periodo del barocco, del grandioso, del teatrale e questi aspetti si ritrovano anche a tavola. La potenza delle monarchie passavano anche dalla cucina, in cui le vivande erano confezionate in modo da impressionare gli invitati attraverso la vista e dare così l’impressione di grande ricchezza e generosità. Anche in cucina vigeva quindi il concetto di Giovanbattista Marino “E’ del poeta il fin la meraviglia”. Per fare colpo sugli ospiti, venivano mobilitati cuochi scenografi, artisti e pasticcieri. La cultura del cibo esibito si ritrovava anche nei dipinti aventi come soggetto la natura morta, spesso ridondanti di cibo., come si può notare osservando la tela di David Teniers il Giovane, la cucina. In essa compaiono selvaggina di ogni tipo. I cigno che con il pavone costituivano un cibo molto prelibato è presentato rivestito di piume bianchissime.
Dall’ America arrivavano nuovi prodotti quali la patata (che tuttavia stentò ad essere utilizzata come alimento), il granoturco e fagioli e soprattutto il o pomodoro. Tuttavia, si trattava di alimenti destinati alle classi sociali più povere che spessi riuscirono così a superare periodi di carestia. Invece sulle mene dei nobili arrivò il tacchino, spesso servito in “bella vista”, cioè con tutte le sue penne. Il cioccolato arrivò a Parigi nel 1670 alla corte del re di Francia; esso era chiamato chocolate ed i primi consumatori erano stati gli Aztechi, uno dei popoli annientai dal dominio spagnolo dopo la scoperta dell’America. Nel secolo seguente il cioccolato diventò una vera e propria mania
Nel XVII il cacao arrivò in Toscana grazie al commerciante, Francesco d'Antonio Carletti, che concesse ad alcuni mercanti di lucchesi la diffusione delle bacche di cacao chiamate "semi delle Americhe".
Nel 1606 il cioccolato veniva prodotto in Italia nelle città a Firenze, a Venezia e a Torino.
Nel 1615 Anna d'Austria, sposa di Luigi XIII, introdusse il cioccolato in Francia. Tra il 1659 e il 1688, a Parigi esisteva un solo fabbricante di cioccolato, David Chaillou. Dal 1650 il cioccolato cominciò ad essere commercializzato anche in Inghilterra e a Oxford si iniziò a consumare il cioccolato negli stessi locali in cui veniva servito il caffè. Nel XVII secolo, il cioccolato divenne un lusso diffuso tra i nobili d'Europa e gli Olandesi, esperti commercianti marittimi, ne strapparono agli spagnoli il controllo mondiale e il predominio commerciale.
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