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La scoperta del Nuovo Mondo


Mentre i Portoghesi si impegnavano nella circumnavigazione dell’Africa, il navigatore genovese Cristoforo Colombo pensò di raggiungere le Indie navigando verso Ovest. Colombo era dello stesso parere del geografo fiorentino Paolo del Pozzo Toscanelli, il quale riteneva che la Terra fosse rotonda, e non piatta come fino ad allora si era pensato, secondo i suoi calcoli, però, la distanza tra l’Europa e la Cina risultava inferiore a quella reale, perché nessuno poteva allora immaginare che tra l’Europa e l’Asia esistesse un altro continente. Colombo presentò il suo ambizioso progetto ai sovrani degli Stati Europei, e solo la regina spagnola Isabella di Castiglia accettò di finanziare la rischiosa impresa. Il 3 agosto del 1492 Colombo partì dal porto spagnolo di Palos. Il viaggio durò 70 giorni, ben più del previsto. Finalmente , il 12 ottobre, Colombo avvistò la terra, dove sbarcò convinto di aver raggiunto le Indie. Era invece giunto nell’America centrale, in un’isola che chiamò San Salvador. Dopo l’esplorazione della nuova terra, il navigatore tornò in Spagna con poco oro, qualche indigeno e alcuni animali sconosciuti. Fu accolto con grandi onori , manche con un po' di delusione da parte dei sovrani spagnoli che si aspettavano sete e spezie. Al primo viaggio ne seguirono altri tre e proprio durante l’ultimo di essi, sulle coste del Venezuela, Colombo scrisse sul suo diario di bordo: “Penso che questa sia una terra grandissima, sconosciuta fino ad oggi”. In una lettera al re alla regina di Spagna dichiarava :”Le Vostre Altezze saranno padrone di queste vaste terre, con sono un Altro Mondo”.
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