Ominide 1010 punti

Quando gli stati sono in rivoluzione, le potenze straniere ne approfittano per minacciarle. In questo frangente il re, nella sua piccolezza, si auspicava la guerra perché pensava che, se fosse scoppiata, i francesi avrebbero avuto un nemico comune e si sarebbero riuniti tutti sotto di lui.
Riuscì a far uscire alcuni membri moderati dall'assemblea e a favorire l'ingresso di uomini che, come lui, volevano la guerra, e il 20/04/1792 dichiarò guerra all'imperatore, il re di Boemia.
Il primo scontro tra l'esercito francese e quello asburgico fu nei Paesi Bassi, e si rivelò una sconfitta per la Francia; i francesi, indignati perché il re aveva voluto la guerra, assediarono le Tuileries, lo fecero uscire e per umiliarlo gli fecero indossare il cappello simbolo della rivoluzione e lo fecero sfilare.
L'11/07 venne dichiarata la "Patria in pericolo" in quanto il confine era minacciato e il re aveva perso tutto il suo valore e la sua rispettabilità; si formarono allora degli eserciti di volontari, per fronteggiare l'imminente attacco, provenienti da tutta la regione.

Uno ingente proveniva dalla Marsiglia e, unendosi con gli altri, cantò insieme a loro "la Marsigliese" mentre entrava a Parigi, che per la prima volta sentiva quella canzone.
Nel frattempo, l'assemblea aveva perso credibilità in quanto si erano introdotti al suo interno dei membri voluti dal re: per questo si sciolse e quella nuova che si formò depose il re Luigi XVI e dichiarò la Comune Insurrezionale; ciò significa che Parigi era a tutti gli effetti in rivoluzione.
La costituzione del '91 durò poco, perché stabiliva che la Francia fosse ancora una monarchia, dunque dopo un anno furono costretti a rifarla.
L'esercito nemico arrivò al confine orientale e venne sconfitto dal nuovo esercito volontario e fermato a Valmy.

Hai bisogno di aiuto in Storia Moderna?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
Nuove potenze coloniali