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Sant’Ignazio di Loyola e i Gesuiti

La Compagnia di Gesù fu fondata a Parigi nel 1534 da Sant’Ignazio di Loyola e da sei compagni. Nel 1521, le truppe francesi avevano invaso la Navarra ed erano giunte fino a Pamplona. La città stava per capitolare, quando un drappello di soldati spagnoli, comandati da Ignazio di Loyola intervenne per difendere con coraggio la città. Una palla di cannone colpi alla gamba il giovane Ignazio; la città cadde in mano francese ed il comandante fu trasportato nel suo castello di Loyola. Dopo una dolorosa operazione, la gamba ferita rimase comunque più corta. Durante la convalescenza, Ignazio che aveva chiesto qualche libro da leggere e gli fu portata una storia di Cristo ed un testo che narrava la vita dei santi. Ignazio iniziò a leggere, dapprima svogliatamente (avrebbe preferito libri di avventura cavalleresche), poi con maggior interesse e quindi con entusiasmo. Dopo queste lettura, Ignazio scoprì che il vero scopo della sua vita era quello di diventare soldato di Dio.
Papa Paolo III la riconobbe la Compagnia di Gesù nel 1540. Nei primi anni, la Compagnia non ebbe molti seguaci, ma presto si diffuse in tutto il mondo. I seguaci, detti Gesuiti, sono impegnati a rispettare una disciplina molto rigida e all’obbedienza più assoluta degli ordini impartiti dai superiori. A capo della Compagnia vi è un superiore, eletto a vita, e chiamato “Generale”. Per essere ammessi a far parte della Compagnia è necessario superare prove severe e seguire gli “esercizi” spirituali” dettati da Sant’Ignazio di Loyola. Essi si dedicano alla predicazione, alla confessione, all’insegnamento e allo studio. Nel tempo, l’opera dei Gesuiti ha favorito la diffusione della civiltà cristiana fra le popolazioni dell’America meridionale e delle regioni orientali dove sono ancore presenti alcune loro missioni. Nei secoli scorsi, la Compagnia di Gesù aveva acquistato un grande prestigio anche politico perché i Gesuiti erano facilmente ammessi a frequentare le corti di molti sovrani europei, ricoprivano spesso il ruolo di confessori o di precettori ed i loro consigli erano molto ascoltati. Tutto questo suscitò invidie e gelosie. Infatti i Gesuiti ebbero molti nemici che riuscirono ad ottenere l’espulsione di questi religiosi da molti stati, durante il periodo del dispotismo illuminato, nel XVIII secolo. Nel 1773, per ordine di papa Clemente XIV la compagnia fu soppressa, ma ricostituita nel 18214 durante il papato di Pio VII.
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