Concetti Chiave
- All'arrivo degli Europei, l'America centrale e meridionale ospitava circa 80 milioni di persone, con civiltà locali sviluppate ma prive di ferro e ruota.
- La civiltà dei Maya, emersa nello Yucatàn e in Guatemala e Honduras, raggiunse il suo apice tra il III e il IX secolo d.C. senza mai formare un vero impero.
- I Maya erano organizzati in circa 300 città-Stato, caratterizzate da edifici di culto e una forte interazione commerciale con le aree circostanti.
- La società maya era gerarchica, con nobili e sacerdoti al vertice, seguiti da mercanti, lavoratori e schiavi, impegnati in diverse attività economiche.
- L'agricoltura dei Maya era primitiva, basata sul sistema taglia-fuoco, senza utilizzo di aratri o animali da lavoro, e con una rotazione delle colture non praticata.
L'arrivo degli europei
Quando gli Europei giunsero nel Nuovo Mondo, l'America centrale e meridionale era abitata da circa 80 milioni di persone. Alcune civitlà locali avevano una cultura e un'organizzazione politica ed economica alquanto evoluta, ma nessuna di essere conosceva l'uso del ferro e della ruota.
Qual è la civiltà dei Maya?
Una delle più grandi e antiche civiltà fu quella dei Maya, che si sviluppò nello Yucatàn (Messico meridionale) e negli odierni Guatemala e Honduras sin dal II millennio a.C., corrispondente alla piena maturità della civiltà minoica o all'Italia protostorica.
I Maya raggiunsero il massimo splendore tra il III secolo, quando cominciò l'urbanizzazione, e il IX secolo d.C. Poi, nel X secolo, furono sottomessi dai Toltechi. I nuovi dominatori però assimilarono la civiltà maya a tal punto che è lecito parlare di una civiltà maya-tolteca. I Maya non costituirono mai un impero: la loro organizzazione era basata su un insieme di circa 300 città-Stato.
Organizzazione sociale maya
Le città erano prevalentemente costituite da edifici di culto mentre la popolazione viveva nelle campagne vicine e si recava in città per le cerimonie e per il commercio. La classe dominante era quella dei nobili, a cui era riservato il possesso della terra, ma grande importanza aveva anche la classe sacerdotale: il sommo sacerdote era il capo della città e trasmetteva la sua carica al figlio primogenito. Al di sotto della classe sacerdotale vi era quella dei mercanti, che trafficavano in gioielli e abiti raffinati, seguita da quella dei lavoratori, addetti ai campi e all'edilizia pubblica. Venivano infine gli schiavi, dediti ai lavori più pesanti
Agricoltura primitiva dei Maya
L'attività principale dei Maya era un'agricoltura assai primitiva. Erano sconosciuti l'aratro, la rotazione delle colture, l'impiego degli animali da tiro o da soma. Si usava il sistema di coltivazione detto taglia-fuoco: si incendiavano e dissodavano ampi tratti di foresta vergine; il terreno rimaneva quindi fertilizzato ed era utilizzato fin quando rendeva, e infine abbandonato.
Domande da interrogazione
- Quali erano le caratteristiche principali della civiltà maya?
- Come era strutturata l'organizzazione sociale dei Maya?
- Quali tecniche agricole utilizzavano i Maya?
La civiltà maya, sviluppatasi nello Yucatàn e in parte dell'America centrale, si distinse per la sua organizzazione in circa 300 città-Stato e raggiunse il massimo splendore tra il III e il IX secolo d.C. Non costituì mai un impero, ma fu assimilata dai Toltechi nel X secolo, dando vita a una civiltà maya-tolteca.
L'organizzazione sociale dei Maya era gerarchica, con una classe dominante di nobili e sacerdoti, seguita da mercanti, lavoratori e schiavi. I nobili possedevano la terra, mentre il sommo sacerdote era il capo della città e trasmetteva la carica al figlio primogenito.
I Maya praticavano un'agricoltura primitiva, senza l'uso di aratri o animali da tiro. Utilizzavano il sistema di coltivazione taglia-fuoco, incendiando e dissodando tratti di foresta vergine per fertilizzare il terreno, che veniva abbandonato una volta esaurito.