La rivoluzione scientifica

L'interesse per l'uomo e la natura furono alla base del progresso scientifico.
Nel Medioevo la conoscenza era basata sull'autorità della tradizione;
nel Rinascimento gli scienziati vollero condurre un'osservazione diretta della natura.
Ciò consentì di conquistare nuove conoscenze nell'ambito delle scienze naturali, come la biologia, la zoologia o la botanica e l'anatomia.
Copernico, in uno scritto del 1543, espose la teoria eliocentrica, secondo la quale era la Terra a girare intorno al Sole,
e non viceversa, come aveva sostenuto l'astronomo greco Tolomeo.
La posizione dell'uomo nell'ordine cosmico apparve ribaltata, non essendo più la Terra il centro dell'universo:
la rivoluzione investiva l'ambito teologico, morale e sociale.
La Chiesa condannò la teoria copernicana.
L'affermazione dell'eliocentrismo segnò l'inizio della rivoluzione scientifica, che sarebbe durata un secolo e mezzo.

Particolare importanza in questo processo fu rivestita dal metodo sperimentale di Galileo Galilei che indicò le Sacre Scritture
come testi di valore religioso, non scientifico: la spiegazione dei fenomeni naturali andava cercata osservando la realtà
e formulando ipotesi, la cui validità sarebbe stata verificata con esperimenti.

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