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Rivoluzione scientifica

Il 1600 fu il secolo in cui la scienza moderna trovò origine nei mutamenti che ridefinirono alcuni concetti essenziali. Innanzitutto cambiò il modo di porsi davanti ai fenomeni naturali: non ci si chiedeva più a quale fine si determinasse un evento, ma per quale causa e in che modo. Nel 1543 con la pubblicazione dell’opera "La rivoluzione dei corpi celesti", Copernico propose un modello eliocentrico per il quale il sole era al centro dell’universo in contrasto con la concezione aristotelico-tolemaica. Tra coloro che si resero artefici della rivoluzione scientifica si ricordano Tito Brahe che con le sue osservazioni fu il fautore del sistema tettonico, sostenendo che la terra rimaneva al centro, il sole girava intorno alla terra e i pianeti intorno al sole e l’allievo di Tito, Keplero, che avanzò di nuovo l’ipotesi copernicana aggiungendo che i pianeti compiono orbite ellittiche e non circolari, dopo averle individuate matematicamente, e formula le tre leggi sul moto dei pianeti.
La matematica è perciò la scienza che ci permette di quantificare in modo preciso il moto degli astri ed insieme all’osservazione porta a grandi risultati. Il primo telescopio datato 1609-1610 era di Galileo che comunicò gli esiti delle osservazioni nel Sideos Nuncros e dimostrò che l’universo tolemaico non corrispondesse all’esperienza, ma si dimostrò vero quello che aveva osservato Tito e formalizzato Keplero. Con Galilei non si ha solo l’affermazione di una rivoluzione astronomica, ma esso rappresenta il primo scienziato moderno, perché consapevolmente affermava che la natura si potesse studiare, potendo conoscere le leggi attraverso l’uso dell’esperienza e della matematica con il metodo induttivo-deduttivo.
La scienza si impose anche in anatomia, dove non arriva a formulare le leggi dei processi fisiologici, ma con l’osservazione mira a descrivere come fosse costituito il corpo umano. Harvey scoprì la circolazione sanguigna, illustrata come una circolazione idraulica in cui il cuore è una pompa, venne inventato il microscopio, nacque così la microbiologia, con cui Redi analizzò la formazione di parassiti dalle uova e quindi dimostrò falsa la teoria della generazione spontanea, venivano scoperti i vasi capillari da Malpighi e il raccordo fra circolazione venosa e arteriosa. L’uso di matematica ed osservazione va a contrapporsi alla cultura precedente che si basava sull’autorità e la deduzione logica applicata all’esperienza comune senza controllare se le deduzioni avessero un riscontro nella realtà. Gli scienziati del 600 istruiti dal metodo di Galilei verificavano le ipotesi con esperimenti scientifici che assumevano infatti notevole importanza: l’osservazione empirica conduceva a formulare ipotesi spontanee che solo un’analisi accurata del fenomeno poteva confermare e chiarire o contraddire. Galilei criticò la concezione di Aristotele sulla caduta dei gravi per cui ogni corpo cade con una velocità proporzionale al proprio peso, il che è confermato dall’esperienza, ma Galilei dimostrò che non era vero, poiché a fermare la caduta di un grave era la resistenza dell’aria, ma non potendo creare il vuoto, che sarà scoperto da Torricelli, falsificò per via matematica il ragionamento di Aristotele.
Il metodo sperimentale si dovette in parte anche a Bacone. La rivoluzione scientifica fu anche fonte di sviluppo e diffusione delle conoscenze perché il sapere scientifico era pubblico, aperto alla critica e all’apporto di tutti gli uomini capaci, quindi si tendeva alla sua diffusione in ambito intellettuale, ma anche nei confronti di tutta la società, perché c’era l’idea che la conoscenza dovesse essere utile all’uomo e alla società trasformandosi in tecniche ed invenzioni a vantaggio dello sviluppo e del miglioramento delle condizioni di vita. La circolazione delle idee era favorita dalle accademie scientifiche. Nel 1603 a Roma venne fondata l’Accademia dei Lincei, a Firenze nel 1657 l’Accademia del cimento, in Inghilterra la Royal Society e in Francia l’Accademia delle scienze di Parigi. Questi centri di incontro e di scambio fra scienziati portavano confronti da cui la scienza poteva progredire, sempre nel 600 vi furono innovazioni nell’ambito matematico: Newton e Leibniz scoprirono il calcolo integrale. In ultimo vi furono innovazioni in campo giuridico con la fondazione del Giusnaturalismo come teoria del diritto naturale con l’opera di Ugo Grozio, il testo sul diritto di guerra e di pace, con cui fondava il diritto su basi puramente razionali senza rifarsi all’autorità, alla concezione teologica o metafisica, Grozio fondò il diritto sulla ragione, come caratteristica e natura di ogni uomo, perciò questo diritto valeva anche se non esisteva Dio, ma si basava sul fatto che gli uomini sono tutti uguali, portatori di diritti naturali alla libertà, alla vita, e alla proprietà, come verrà espresso dalla teoria politica liberale di John Locke che ne trae le conseguenze di questa impostazione, criticando perciò l’assolutismo.
Il potere politico per Locke avrebbe dovuto garantire la fruizione dei diritti personali, tra cui vi è quello alla proprietà privata; Locke con la sua teoria pose le basi per il liberalismo. Fu teorizzato anche da Hobbes lo Stato assoluto (in forma estremista), per cui il sovrano deteneva il potere svincolato da qualsiasi legge, ma rifiutando il carattere e l’origine divina dello Stato.

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