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La Rivoluzione industriale: un fenomeno europeo

- La Rivoluzione industriale investì l’economia, la società, la cultura e le mentalità europee. Essa fu il risultato di uno sfruttamento sistematico di invenzioni che portarono a un aumento della produttività e un incremento del reddito. Furono sostituite le macchine alla fatica umana e animale.

- La Rivoluzione industriale fu un fenomeno europeo. Nei confronti del sovrano, il titolare di una proprietà poteva organizzare tranquillamente la propria attività e, grazie alla libertà, si fondò l’innovazione e la creatività.

- Fu la tradizione cristiana moderna a stimolare la nascita di un’etica che ritiene il lavoro e la produzione di beni come vocazione fondamentale dell’uomo. Poi, con la rivoluzione scientifica, si ebbe il desiderio di intervenire sulla realtà per migliorare le condizioni di vita dell’uomo.

- L’aumento della ricchezza europea procedette con l’impoverimento delle altre parti del pianeta, soprattutto del sud (legato, oltre allo sfruttamento, alle condizioni ambientali, culturali e politiche di tali aree).
All’Europa questo giovò, migliorarono i commerci e aumentò la disponibilità di materie prime a bassi costi.

La Rivoluzione industriale comincia in Inghilterra

- La Rivoluzione industriale cominciò in Inghilterra grazie alle condizioni politiche, sociali, culturali ed economiche, che incentivarono la creatività tecnologica.

- Dalla metà del Settecento si verificò, in Inghilterra, una vera e propria rivoluzione demografica che diede avvio a un costante incremento della domanda di beni materiali e rese disponibile sul mercato una maggiore quantità di manodopera.

- La Rivoluzione agricola fu decisiva per l’ incremento della popolazione. Furono adottate nuove tecnologie produttive:
- fu costruita la seminatrice che consentiva di raccogliere più cereali;
- Un nuovo tipo di aratro triangolare permetteva a un uomo con due cavalli di fare lo stesso lavoro per cui erano necessari in precedenza da quattro a sei buoi e due uomini;
- Fu introdotta la rotazione quadriennale imperniata su avena, orzo, frumento, trifoglio e rape e aumentava lo sfruttamento delle aree coltivate;
- I campi aperti medievali, sfruttati dai contadini, furono convertiti in unità agricole recintate (chiamate enclosures o recinsioni) messe in mano a privati e sottoposte a leggi: esse spinsero molti agricoltori a cercare fortuna nelle città, ma ampliarono lestensione dei terreni produttivi.

A causa della carenza di vie di comunicazione, in Inghilterra l’espansione della manifattura era ostacolata, così furono costruiti canali, strade e banchine per i porti. Grazie allo sviluppo dei commerci l’Inghilterra ebbe l’opportunità di accedere a grandi quantità di materie prime.

- La produzione della lana e del cotone era basata sulla bottega artigiana e sull’industria a domicilio. I produttori rurali erano meno costosi, poichè non dovevano seguire i regolamenti delle corporazioni, così l’industria tessile si sviluppò molto nelle campagne. Però l’industria tessile era limitata ed erano necessari cambiamenti.

- Il primo mutamento radicale avvenne nel settore del cotone e rese possibile comfort e igiene per milioni di persone. Una delle rivoluzionarie innovazioni fu la navetta volante che spostava il filato sul telaio e permetteva di produrre stoffe di ampiezza maggiore rispetto a quella delle braccia dell’artigiano.
Le successive innovazioni furono applicate nel campo della filatura:
- lo spinning jenny (o giannetta filatrice): su di essa potevano essere montati allo stesso tempo più fusi: così un solo operaio poteva compiere un lavoro 24 volte superiore e di migliore qualità;
- Il telaio meccanico: una persone poteva farne funzionare quattro, producendo venti volte più di un tessitore a mano.
Si trattava ancora di macchine mosse dall’energia umana e costruite in legno, ma era avvenuto un salto qualitativo.

- James Watt realizzò la macchina a vapore. Egli ebbe l’intuizione geniale di imporre il vapore come forza generatrice di movimento. Essa si basava sul carbone, rimpiazzato al legno, e fu introdotta in ogni settore produttivo e nei trasporti.
Senza il carbone e la macchina industriale la Rivoluzione industriale non sarebbe mai nata. Fu introdotta una nuova unità di misura, il cavallo-vapore, e la macchina a vapore aveva una forza che si sarebbe ottenuta solo con 6 milioni di cavalli o 40 milioni di uomini al lavoro.

- L’industria metallurgica esisteva da tempo, lo sviluppo dell’innovazione tecnologica fu più complicato.
La produzione del ferro si sviluppò lungo l’economia del combustibile, l’economia di metallo (una grossa quantità di ferro grezzo doveva essere scartato durante la produzione), e l’ingrandimento degli altiforni.

- L’industrializzazione fu incoraggiata, in un primo tempo, dalla scarsità di manodopera, ma, successivamente, fu facilitata dall’offerta crescente di lavoro, comprendendo anche donne e bambini.
Nacque il factory sistem (sistema di fabbrica): i salariati operavano alle dipendenze di un imprenditore e ogni operaio svolgeva un’unica operazione basata sulle macchine.
Le fabbriche tessili erano il prototipo di una fabbrica moderna. L’economista Ricardo introdusse la misurazione razionale del valore di un prodotto in base alla quantità di lavoro necessario a ottenerlo e i costi.

- L’industrializzazione provocò reazioni anche violente dei lavoratori. Artigiani e salariati a domicilio del settore tessile vedevano messo in pericolo il loro lavoro e formarono il movimento luddista. Essi distrussero macchinari e prodotti finiti, chiedendo migliori condizioni di vita. Furono condannati a morte.

Rivoluzione industriale e cambiamenti della società

- Con la Rivoluzione industriale divennero sempre più importanti la borghesia imprenditoriale capitalistica, formata da gruppi provenienti da strati sociali diversi, e la classe operaia. I mercanti-imprenditori che avevano investito le loro ricchezze sui commerci nell’industria a domicilio, divennero imprenditori industriali.

I figli cadetti della nobiltà erano spesso avviati al commercio. Nacque dunque un gruppo sociale eterogeneo, i cui membri erano accomunati dalla fede nel progresso tecnologico.

- La classe operaia subiva abusi di ogni tipo, con aumenti delle ore di lavoro e incidenti frequenti. Il lavoro industriale era come un incubo e generava il rimpianto del passato. Le corporazioni non riuscivano a difendere i lavoratori: si doveva porre un argine alla povertà, facendo in modo che la forza lavoro si spostasse dove richiesta.
Inizialmente lo stato abolì la legge sul domibilio col Poor Relief Act per rendere possibile lo spostamento dei lavoratori. Ma così il sussidio ai poveri doveva essere concesso anche ai lavoratori con un salario inferiore al minimo vitale. Ben presto però ci si rese conto che per l'imprenditore diventava conveniente portare i salari a livelli bassissimi. Con la Poor Lae Reform il sistema dei sussidi fu abolito e i poveri lasciati senza assistenza.

- Non si può dire che l’industrializzazione ebbe luogo senza l’intervento dello Stato, in quanto il ruolo del governo crebbe pian piano. Ad esempio Londra si dotò d una macchina amministrativa solida e adottò misure in campo economico.
Nacquero le premesse del futuro Welfare State, in quanto il governo interveniva a sostegno delle parti più deboli. Con il Factory Act si intendeva tutelare le condizioni di apprendisti e bambini e furono introdotti provvedimenti sulle miniere e sul tetto massimo di dieci ore lavorative.

- A livello economico furono sottoposti a controlli le attività delle ferrovie private e fu stabilito un controllo dei commerci interni. Nonostante la necessità di libero scambio teorizzata da Adam Smith, il protezionismo mercantilistico era ancora forte e strumento prezioso per far crescere l’industria.

La prima rivoluzione industriale negli altri Paesi europei

Non si poteva applicare immediatamente il modello inglese di sviluppo, in quanto l’agricoltura era meno produttiva e non c’era lo stesso tipo di espansione coloniale e commerciale dell’Inghilterra, ma il progresso tecnologico poteva fornire vantaggi ai Paesi che ne seppero sfruttare le potenzialità. Il settore portante dell’economia fu l’industria pesante piuttosto che il settore tessile.

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