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1789, Rivoluzione francese - Conseguenze


Da questo momento in poi vi fu una grande accelerazione: la società dei ceti, durata per secoli, venne smantellata in un mese, e il 17/07 Luigi XVI creò le municipalità (quartieri, ognuno dei quali con una piccola giunta comunale) a Parigi e nel resto della Francia, determinando dunque la presenza di organi di rappresentanza locali.
Intorno al 20/07 si formò l’Assemblea Nazionale e venne organizzata la milizia borghese (l’esercito cittadino, mentre il re era a capo di quello ufficiale), che venne concessa dal re, con a capo La Fayette e che aveva il compito di difendere l’assemblea nazionale.
Nelle campagne, in questo periodo, si sviluppò il grande terrore o grande paura, perché mentre i sollevamenti popolari a Parigi erano più indirizzati verso istanze rivoluzionarie, lì era tutto disorganizzato e ciò determinò la creazione di allarmismo perché le persone vedevano trasformate le loro abitudini.
Il sistema feudale venne indebolito, e abolito il 4/08: questo determina la riduzione del potere dei feudatari e l’eliminazione delle corveès, dunque da questo momento il contadino coltivava da dipendente ricevendo uno stipendio e non veniva più schiavizzato.
Il 26/08 venne pubblicata la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino, redatta dall’assemblea nazionale costituente, considerata l’atto di morte dell’ ancient regime perché stabiliva l’uguaglianza davanti alla legge di tutti i cittadini e ribadiva concetti illuministi di libertà e di diritto alla proprietà.
Il 5/10 venne effettuata, da parte delle donne del popolo, una marcia, in segno di protesta perché le loro famiglie stavano morendo di fame per il caro-prezzi del pane. Si dice che, in questa occasione, un funzionario di Maria Antonietta la abbia informata della situazione, e che lei abbia risposto “se non hanno pane, che mangino croissant”: questa frase sprezzante, tuttavia, probabilmente non è stata pronunciata da lei, in quanto grazie a una testimonianza di Jean Jacques Rousseau del 1741 l’autrice di questa citazione è stata identificata come Maria Teresa d’Austria, moglie di Luigi XIV, in quanto risaliva a un’epoca precedente al 1770.
Il gruppo di riottosi, a cui si erano uniti anche altri uomini, pretendeva poi che il re e la corte si trasferissero da Versailles a Parigi in un palazzo chiamato Palazzo delle Tuileries, perché così i parigini avrebbero avuto la possibilità di recarsi da lui a rivendicare i propri diritti in qualsiasi momento.

Questa condizione è la stessa a cui si era giunti per la Rivoluzione Americana: se il re avesse capito che il popolo si sarebbe accontentato di una monarchia costituzionale, si sarebbe fermato tutto, ma non avendo né l’intelligenza né il coraggio di farlo continuò a mantenere un comportamento ambiguo. Infatti, a un anno dalla rivoluzione, partecipò ai festeggiamenti dell’anniversario.

Nel Dicembre 1789 cessarono i comportamenti contro i protestanti, iniziati con Luigi XV che aveva stabilito che i non cattolici venissero perseguitati e che dunque aveva spinto parecchi ugonotti a fuggire e trovare rifugio nelle colonie del nord America dei puritani.
Nei primi mesi del 1790 invece venne attuata la requisizione dei beni ecclesiastici, che vennero considerati di dominio pubblico francese: i terreni vennero poi ridistribuiti in modo che chi aveva la possibilità di comprarle se ne appropriò, e quelli invenduti vennero usati come garanzie per i prestiti.
Nel 1794 venne abolita la schiavitù nelle colonie.

Tra il 1790 e il 1791 si formarono i club, ossia i partiti politici: inizialmente tutti i rivoluzionari erano condensati in un’amalgama unica, sebbene ognuno avesse le proprie inclinazioni, l’Unica Federazione. A mano a mano però cominciarono ad emergere le distinzioni : il Club dei Foglianti, di cui faceva parte La Fayette, era di tendenze moderate e voleva una monarchia costituzionale; il Club dei Cordiglieri, che prende il nome dal monastero in cui venivano, di cui facevano parte Des Moulines, Marat e Danton, che era caratterizzato dall’estremismo rivoluzionario; e il Club dei Giacobini, di cui facevano parte Robespierre e Brisset, che era di istanze più radicali e possedeva un’organizzazione interna molto rigida. Per come erano configurati, i Giacobini sono l’esempio della nascita dei partiti moderni, ed escludevano la parte più umile della popolazione in quanto per entrare a far parte del loro partito bisognava pagare una tassa.

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