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Il principio dell'equilibrio

Le imprese della Francia rivoluzionaria e napoleonica avevano rotto l’equilibrio che era esistito in Europa nel corso della seconda metà del settecento e che tutti I maggiori Stati intendevano restaurare. Al congresso di Vienna, accanto al principio di legittimità, Fu posto con forza anche il principio di equilibrio, che riguardava i rapporti fra tutti gli stati europei . Ne furono sostenitori il cancelliere austriaco Lothar , principe di Metternish e il ministro degli esteri inglese Stewart , visconte di Castlereagh . Per Metternish essa avrebbe dovuto avere una base soprattutto di dinastica, così da garantire che nessuna delle grandi dinastie prevalesse sulle altre. Per Castlereagh ,invece, l’equilibrio avrebbe dovuto essere raggiunto non tra le dinastie ma tra i stati.Metternich È inoltre contrario all’idea di nazionalità, mentre Castlereagh non ne teneva la diffusione.

La Prussia

Il rafforzamento territoriale più consistente fu quello della Prussia, alla quale vennero unite parte della Vestfalia e la Renania , così I suoi confini arrivarono sul Reno . Qualsiasi tentativo della Francia di allargare la sua influenza nell’Europa centrale si sarebbe scontrato con una forte Prussia . In questo modo, mentre venivano bloccate le mire espansionistiche francesi, si affermava però nel centro dell’Europa la potenza prussiana. Per il momento la Prussia era inserita nella confederazione germanica che comprendeva anche l’Austria. Non esisteva un organismo centrale di governo di questa confederazione E i 38 Stati che la comprendevano erano formalmente sovrani, anche se in sostanza erano soggetti all’influenza di Prussia e Austria.

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