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Modelli di Stato nell’Europa del Seicento


L’Olanda, nel corso del Seicento, emerse come la potenza economica tra le sette province della Repubblica delle Province Unite; il 1600 è noto in Olanda come il suo “secolo d’oro” per lo sviluppo dell’economia e delle arti. Amsterdam raggiunse i 180.000 abitanti e accoglieva tutti i calvinisti fuggiti dalla Francia, insieme con esuli religiosi ed ebrei, in nome della tolleranza. La Compagnia delle Indie Orientali (fondata nel 1602) soppiantò la concorrenza portoghese e arabi; fu fondata anche la Compagnia delle Indie Occidentali (1621) che si occupava della tratta degli schiavi africani e che si estese anche verso il nord America dove fu fondata nel 1625 la colonia di Nuova Amsterdam (New York). L’Olanda dovette però battersi più volte contro l’Inghilterra per il dominio delle rotte mercantili. In Francia si affermò l’assolutismo monarchico, cioè il rafforzamento dello Stato che era già in corso da tempo. Abbiamo già visto che il cardinale Richelieu, governando in vece del re Luigi XIII quando era troppo piccolo, aveva rafforzato i poteri dello Stato, accentrando il potere nelle mani del monarca. Con la salita al trono di Luigi XIV, ancora piccolo per governare, il potere fu mantenuto da un altro cardinale, Giulio Mazzarino, che continuò la politica accentratrice di Richelieu. Luigi XIV iniziò effettivamente a governare nel 1661: era soprannominato Re Sole e sosteneva che il suo potere derivasse direttamente da Dio; egli viveva con grande sfarzo nella reggia di Versailles. Il regno del Re Sole durò più di 70 anni e lasciò in eredità una Francia sfinita: furono numerose durante il suo regno le guerre a causa delle sue mire espansionistiche molto aggressive soprattutto verso l’Olanda. Questa fase della storia francese è chiamata “Antico Regime” e comprende tutte le situazioni politiche prima della rivoluzione del 1789.
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