Mongo95 di Mongo95
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Dal 1820 al 1830 il trono e occupato da Giorgio IV, seguito poi da suo fratello Guglielmo IV, personaggio “borghese” che certamente non si aspettava di divenire re. Ciò influisce sulla sua politica. Dopo un periodo di alternanza whigs-tories, senza governo stabile, viene chiamato al governo il whig Grey, che da tempo proponeva modifiche al sistema elettorale. Nel 1831, forte dell’appoggio del Re, si propone il primo testo di legge, che in aprile viene bocciato per via di un emendamento. Grey chiede quindi al Re di provare a scogliere le Camere, e le nuove elezioni portano effettivamente ad una maggioranza favorevole. Ora è però necessario superare l’opposizione della Camera dei Lords. Simbolicamente, i Comuni votano una Risoluzione di fiducia, un tipo di primo atto ufficiale di questo istituto. Ma l’opposizione dei Lords è troppo dura, e Grey si dimette nel maggio 1832. Però Guglielmo vuole venirgli incontro, e minaccia i Lords di sostituirli in misura tale da ottenere sostegno numerico alla riforma. La sola minaccia è sufficienza, e la riforma passa nel giugno 1832. Questo è un evento che segna la “morte civile” della Camera dei Lords, quando viene a mancare la fiducia di chi li ha nominati. Il contesto è interessante: il Re ha potuto trarre vantaggio dall’avere nominato premier un uomo di fiducia, però ha anche dovuto sciogliere le camere per trovare una maggioranza. Questo indica che il Primo Lord (futuro primo ministro) non potrà fare a meno del consenso della maggioranza. Guglielmo non vuole cedere definitivamente quello che in linea di principio è il suo potere di nominare il Governo e stabilire con esso quali cariche sono da assegnare nell’amministrazione.

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