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Edoardo VI


Alla morte di Enrico VIII gli succede l’unico figlio maschio, Edoardo VI, che regna già minorenne e solo per 6 anni (per cui il governo è sostanzialmente gestito dal consiglio della corona); l’aspetto principale del suo regno è quello di aver reso più incisivo il passaggio della Chiesa anglicana verso posizioni teologiche di tipo protestante.

La formalizzazione di questo transito si ha con la pubblicazione del Book of common prayer (Libro delle preghiere comuni), che viene adottato nelle Chiese inglesi e che rappresenta una sorta di compromesso: quella di Enrico VI è una Chiesa in cui le preghiere sono scelte in maniera tale da consentire la compresenza, dentro la Chiesa anglicana, di protestanti (prevalentemente calvinisti) e cattolici.

La Chiesa anglicana, che non affronta certi nodi fondamentali del dibattito teologico, si tiene sul vago su molteplici posizioni dottrinali, in maniera tale che, dal punto di vista teologico, sia cattolici che protestanti si possano dire anglicani. La condizione principale resta quella che entrambi non debbano essere papisti, cioè debbano accettare a capo della Chiesa il re e non il Papa; dal canto loro, i calvinisti non devono pretendere di organizzare la Chiesa dal basso, come avveniva nel calvinismo classico, ma devono accettare l’idea che questa Chiesa, che consentiva loro di confessare il proprio credo, fosse strutturata come quella cattolica, cioè con vescovi e cardinali nominati dal capo (in questo caso dal Re).

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