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Federico Della Valle

Disponiamo di poche notizie sicure sulla vita. Nato intorno al 1500 nell'astigiano, probabilmente nelle Langhe, visse a Torino (1587) alla corte della duchessa Caterina, figlia di Filippo II di Spagna e moglie di Carlo Emanuele I di Savoia, dove ricoprì l’incarico di sovraintendimento alle scuderie. Dopo un viaggio in Spagna (1603-1606?), si stabilì infine a Milano al servizio del governatore spagnola. Qui si presume sia morto tra il 1628 e il 1629.
Dopo un esordio nel genere lirico-galante e nella tragicommedia, Della Valle si concentra sul genere tragico tout court. Le tragedie a cui è legata la sua fama non furono mai rappresentate e la sopravvivenza di pochissime copie a stampa induce a ritenere che la loro circolazione sia stata piuttosto limitato. Fu Benedetto Croce a riscoprire e a sottoporle all'attenzione della critica nel 1929 e a far si che l’autore fosse annoverato nel panorama seicentesco come il maggior tragediografo italiano.

Delle tre tragedie, due di esse ripropongono vicende tratte dall'Antico Testamento: la Iudit (1627) narra la storia di Giuditta, che uccide Oloferne per salvare il popolo ebraico dalla sottomissione a un feroce e prepotente nemico; l’Ester (1627) narra la vicenda della sposa ebraica del re assiro Assuero, la quale contrasta coraggiosamente i progetti del primo ministro di lui, Aman, e salva il proprio popolo dallo sterminio.
Con La Reina de Scotia (1628) Della Valle ricostruisce invece gli ultimi momenti della vita di Maria Stuarda, mandata a morte nel 1587 da Elisabetta d’Inghilterra dopo diciannove anni di prigionia.

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