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Le contraddizioni del modello americano


Gli Stati Uniti d’America si impongono fin dalla loro nascita come il modello di un paese in cui si applicano i principi illuministici della libertà, dell’uguaglianza tra i cittadini e della sovranità popolare: un esempio a cui si ispireranno i rivoluzionari e i riformatori europei, a partire dalla Francia rivoluzionaria. Tuttavia il modello americano presenta anche gravi limiti e contraddizioni. Dai diritti estesi ai cittadini statunitensi restano infatti esclusi i neri e gli indiani. La schiavitù dei neri non viene messa in discussione; le popolazioni indigene vengono sterminate. Infine, le donne sono escluse dai diritti politici.
A partire dal Seicento, sulle coste atlantiche dell’America del Nord si erano formate diverse colonie inglesi, verso le quali affluì un numero crescente di persone alla ricerca di libertà politica e religiosa. Ne fu un esempio la colonizzazione del Massachusetts, iniziata da un gruppo di puritani (padri pellegrini). In seguito alla massiccia emigrazione di inglesi, scozesi, irlandesi, francesi e tedeschi, si formarono tredici colonie, che, pur continuando a dipendere dall’Inghilterra, maturarono un sentimento di identità nazionale autonoma. Per ospitare il crescente numero di emigranti nelle colonie nordamericane, si ampliarono i territori coltivabili, per cui molti coloni (pionieri) decisero di spostarsi alla ricerca di nuove terre verso ovest. In questa espansione, che arrivò progressivamente alla catena dei monti Appalachi, i coloni inglesi cominciarono a scontrarsi con altri europei e con le popolazioni indigene .
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