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La colonizzazione del Nord America


Le idee illuministiche cominciano a circolare ben presto anche sull’altro lato dell’Atlantico, nelle terre inglesi dell’America del Nord. Qui si sono da tempo formate delle colonie, abitate in prevalenza da inglesi, scozzesi, irlandesi, francesi e tedeschi, molti dei quali fuggiti dai loro paesi per motivi religiosi, e altri successivamente attirati nel nuovo continente dalla possibilità di guadagnare e di avere terre da coltivare. Caratterizzata da questa tradizione di dissidenza religiosa. La società delle colonie americane si sviluppa in modo originale rispetto all’Europa. Ad esempio, non contando la nobiltà ereditaria, si contraddistingue per una mobilità sociale molto forte. Ciò favorisce l’apertura alle nuove idee provenienti dall’Europa.
Le nuove colonie, che godono di autonomia amministrativa, non però dipendenti politicamente ed economicamente dall’Inghilterra. La madrepatria, oltre a non consentire una rappresentanza parlamentare, impedisce loro di avere rapporti commerciali con altri paesi, considerandone un territorio da sfruttare il più possibile. Vessati dall’amministrazione inglese e convinti che l’unico governo legittimo sia quello che governa con il consenso dei governati, i coloni si ribellano contro il dominio inglese.
Nel 1776 le colonie sottoscrivono la Dichiarazione d’indipendenza, scritta da Thomas Jefferson, che riprende le idee filosofiche e politiche dell’Illuminismo, ma risulta molto più rivoluzionaria per incidenza ed efficacia. Essa fonda le rivendicazioni delle colonie sulla sovranità popolare, sulla difesa dei diritti naturali inalienabili, sul diritto dei cittadini ad abbattere un governo tirannico. Afferma inoltre un nuovo diritto: quello alla ricerca della felicità. L’esito dello scontro militare che all’inizio sembrava volgere a favore della madrepatria, comincia a essere meno scontato. Arrivano infatti le prime vittorie dell’esercito americano, guidato da George Washington, e il conflitto si estende diventando quasi una guerra internazionale. Nel 1783 Giorgio III, re d’Inghilterra, è costretto a riconoscere l’indipendenza delle tredici colonie, che assumono il nome di Stati Uniti d’America.
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