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la colonizzazione inglese nel Nord America


Le tredici colonie che dovevano alla fine riunirsi insieme per costituire gli Stati Uniti d'America furono creazioni casuali. L'unità derivante dalla loro comune origine inglese era scarsa e venne un po' alla volta rimpiazzata da un genere diverso di unità, quella forgiata dall'esperienza e dall'ambiente del Nuovo Mondo. Nacquero da tentativi isolati di privati per scopi svariati, che andavano dall'utopia al puro profitto materiale. Sorsero in un periodo di centoventicinque anni e, sparpagliate lungo circa 2500 km di Costa atlantica, dovevano svilupparsi a ritmi quanto mai diversi, con forme di governo, di economia e di religione dissimili e attirando popolazioni di diversa composizione etnica e razziale. (M.A. Jones Storia degli stati uniti d’america – Bompiani)
Nel 1606 Giacomo I concesse una patente a due gruppi di mercanti, la Compagnia di Londra e la Compagnia di Plymouth, che dava loro il diritto di colonizzare il Nordamerica fra il 34° e il 45° parallelo.

1. Virginia


L'impresa della Compagnia di Londra ebbe successo dopo ripetuti disastri e delusioni: nel dicembre 1606 la Compagnia fece partire tre piccole navi, la Susan Comtant, la Good speed e la Discovery, con 104 persone a bordo (uomini e ragazzi); i coloni entrarono nella baia di Chesapeake nel maggio 1607 e fondarono Jamestown sul fiume James (Virginia)
L'insediamento si trovò nei guai quasi immediatamente e per più di una decina d'anni fu sull'orlo dell'estinzione. La zona era paludosa e pochi coloni erano disposti a lavorar duro o s'intendevano di agricoltura; litigavano fra loro e sperperavano le proprie energie andando alla ricerca dell'oro invece di coltivare generi alimentari. La mortalità era spaventosa: durante l'anno della fame (1609¬10), la carestia e le malattie ridussero la popolazione da 500 a 60 anime.

I Pellegrini del Mayflower


I pionieri furono un piccolo gruppo di separatisti anglicani provenienti da Scrooby, nella Contea di Nottingham: partirono dall'Inghilterra nel settembre 1620 a bordo del Mayflower. Pur essendo soltanto un terzo circa dei 102 passeggeri del Mayflower, i separatisti, o "Pellegrini" come si erano autodefiniti, controllavano effettivamente la spedizione. Forse per caso forse di proposito, toccarono terra a CapeCod, e il 16 dicembre 1620 sbarcarono in quella che è oggi Plymouth. Trovandosi fuori dalla giurisdizione data alla Virginia da Giacomo I, i Pellegrini ebbero dei dubbi circa la loro posizione legale; perciò, prima di sbarcare stesero il famoso "patto" del Mayflower, che obbligava i firmatari a costituire uno "stato civile" e che doveva restare la base del governo per tutta la storia della colonia. Come i coloni di Jamestown, anche i Pellegrini si trovarono di fronte a ostacoli spaventosi. Durante il primo inverno ne morì circa la metà, fra cui quasi tutte le donne. Plymouth crebbe soltanto lentamente e rimase isolata finché non venne assorbita dalla colonia della baia del Massachusetts nel 1691.

2. Massachussetts


Nel 1629 Carlo I concesse una patente alla Compagnia della baia del Massachusetts, un'organizzazione finita sotto il controllo di un gruppo di importanti esponenti puritani. Nel corso di un'assemblea a Cambridge gli azionisti decisero di trasferirsi, con la patente e la Compagnia, in America ed elessero governatore della prevista colonia John Winthrop, un avvocato e proprietario terriero del Suffolk, fervente puritano, che sarebbe diventato la figura più rappresentativa del primo Massachusetts Anche se gli esponenti puritani erano generalmente agiati, alcuni di essi avevano comunque risentito degli aumenti inflazionistici dei prezzi, della depressione nel commercio dei tessuti e di una serie di cattivi raccolti. Tuttavia non vi sono dubbi che dietro alla loro decisione di emigrare ci fossero forti motivi religiosi; essi volevano trasferirsi nella Nuova Inghilterra per costituirvi una comunità biblica, basata sulle credenze puritane sotto forma di un governo di chiesa e stato che avrebbe dovuto soddisfare le loro aspirazioni e servire da esempio per quelli che si lasciavano dietro, e respingevano con violenza ogni forma di tolleranza: si recavano in un mondo selvaggio per mettere in pratica quella che ritenevano essere l'unica vera forma di culto e giudicavano peccato il consentirne altre.
La "grande emigrazione" puritana fu il più massiccio esodo nella storia della colonizzazione inglese del XVII secolo Ne1, 1630 diciassette navi trasportarono Winthrop e quasi un migliaio di coloni nella baia del Massachuselts.
Erano per lo più di condizioni economiche e di cultura superiore alla media e, a differenza dei primi coloni della baia di Chesapeake generalmente portavano con sé le proprie famiglie. Spesso erano anche accompagnati dai loro pastori, intere congregazioni che emigravano in blocco.

3. Maryland


Diversa la storia del Maryland, creato da un unico proprietario anziché da una compagnia. George Calvett, Lord Baltimore, era un convertito al cattolicesimo; da tempo interessato alla colonizzazione, aveva indotto nel 1632 re Carlo I a concedergli un vasto appezzamento di terreno a nord del fiume Potomac.
Suo figlio Cecilius, il secondo Lord Baltimore, verso la fine del 1633 inviò due navi con 200-300 passeggeri a bordo a colonizzare la provincia di famiglia. La spedizione comprendeva due padri gesuiti e i suoi capi erano quasi tutti cattolici mentre la maggioranza dei coloni era protestante. Facendo tesoro dell'esperienza e degli errori della Virginia, il Maryland riuscì a evitare le difficoltà e le sfortune della vicina colonia e, come la Virginia, basò la propria economia sul tabacco.

4. Rhode Island, Connecticut, New Hampshire


L'intolleranza della baia del Massachusetts incoraggiò gli insediamenti in altre zone della Nuova Inghilterra.
I fondatori del Rhode Island, ad esempio, vennero espulsi dal Massachusetts per le loro opinioni. Anche il New Hampshire venne fondato come rifugio religioso, nel 1638, dai seguaci di Anne Hutchinson. Ma le altre colonie derivate dalla baia del Massachusetts furono in genere il risultato della ricerca di condizioni economiche più favorevoli. Il reverendo Thomas Hooker guidò un esodo verso l'interno lungo la valle del Connecticut nel 1636. In ogni caso i suoi seguaci, come del resto altri puritani negli anni successivi, furono spinti dal bisogno di trovare terre più fertili.

5. North /South Carolina


La restaurazione di Carlo Il, nel 1660, aprì una nuova fase di colonizzazione.
Nelle patenti del 1663 e del 1665 Carlo Il assegnò la Carolina, un vasto tratto di terre immediatamente a sud della Virginia, a un gruppo di otto proprietari, tutti noti esponenti politici. Uno di essi, Sir Anthony Ashley Cooper, in seguito conte di Shaftesbury, affiancato dal suo medico e consigliere, il celebre filosofo John Locke, redasse le Fundamental Constitutions, un elaborato schema di governo per la nuova colonia: esso delineava una società altamente gerarchizzata retta da un'aristocrazia ereditaria e prevedeva anche la tolleranza religiosa e la schiavitù dei negri. Furono solo queste ultime due clausole ad essere realizzate, mentre la "costituzione fondamentale" si dimostrò inattuabile.
La prima colonia in proprietà a nord della baia di Chesapeake venne istituita nel l664, quando Carlo II concesse il territorio compreso tra i fiumi Connecticut e Delaware a suo frarello Giacomo, duca di York (in seguito re Giacomo II). La zona, anche se da tempo rivendicata dagli inglesi, era occupata dagli olandesi ed era chiamata Nuova Olanda.
Nella seconda guerra anglo-olandese (1664-1667) le forze del duca di York non ebbero difficoltà nel costringere alla resa i pochi difensori della colonia. New Amsterdam divenne New York.
Giacomo, praticamente appena divenuto proprietario, aveva ceduto le terre tra i fiumi Hudson e Delaware, cioè la parte più meridionale dell'ex Nuova Olanda, a due suoi amici che figuravano entrambi fra i proprietari della Carolina: Lord Berkeley e Sir George Carteret. La nuova colonia fu chiamata New Jersey dal nome dell'isola della Manica in cui Carteret era nato.
Nel 1674 i due proprietari si divisero la concessione: Carteret prese la parte orientale e Berkeley quella occidentale che però vendette immediatamente ai membri della Società degli Amici, i cosiddetti quaccheri.
nel 1682 un'associazione di ricchi quaccheri capeggiata da William Penn acquistò la parte orientale dagli eredi di Carteret.
Nel 1702, infine, le due parti del New Jersey vennero riunificate in una colonia reale
Per quanto il New Jersey fosse diventato in questo modo un rifugio per quaccheri, William Penn voleva una colonia tutta sua per i propri correligionari. Il quaccherismo, che era allo stesso tempo la più semplice e la più mistica delle sette non ortodosse derivate dal puritanesimo del XVII secolo, negava la necessità di sacerdoti e di riti esteriori: il suo concetto fondamentale era la dottrina dell'illuminazione interiore, quell'ispirazione che viene dall'interno di ogni individuo. I quaccheri si attirarono un odio quasi universale in Inghilterra non solo perché rifiutavano le idee prevalenti sul cerimoniale e sul governo ecclesiastico, ma anche per il loro democratico disprezzo di qualsiasi forma di autorità e per una certa tendenza a suscitare disordini che contrastava stranamente con le loro affermazioni di pace.
Nel 1681 Carlo II concesse a Penn un vasto tratto di terra al di là del Delaware che sarebbe diventato la Pennsylvania. L'anno dopo Penn"acquistò dal duca di York gli ex stanziamenti svedesi lungo il Delaware: queste "tre contee basse" ottennero la loro assemblea rappresentativa nel 1703 e divennero la colonia separata del Delaware.

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