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La storia di Venezia fino al XV secolo


Le origini di Venezia

La storia di Venezia inizia nel V secolo, quando gli Unni di Attila invadono la città di Aquileia. Per mettersi al riparo, gli abitanti fuggono e si rifugiano sugli isolotti della laguna. All’inizio la loro vita è disagiata a causa del vento e dell’alta marea che distruggeva .Poi cominciano ad organizzarsi meglio e si spingono verso sud, fino a Chioggia, dove acquistano il sale, una merce molto preziosa per quel tempo, per rivenderlo nei paesi dell’interno. Il commercio del sale li rende così più ricchi e viene costituita una piccola confederazione.
Nell’ 810, l’isola di Rialto diventa la capitale della confederazione. Il capo della confederazione si chiamava doge (dal latino “dux” = guida) che viene eletto in modo democratico. Da questo momento la città inizia a chiamarsi Venezia.
I Veneziani cominciano a trasportare sugli isolotti dei tronchi d’ albero tagliati nei boschi delle Alpi, li piantano nel fango, uno accanto all’altro e sopra costruiscono le fondamenta di palazzi e chiese di pietra. Le isole sono collegate con ponti e traghetti.

S. Marco, il protettore della città

Contemporaneamente, i marinai veneziani si spingono verso il sud, fino ad Alessandria d’Egitto. Qui rubarono il corpo di S. Marco, uno dei quattro evangelisti e lo portano a Venezia, nascosto in mezzo ad un carico di carne di maiale, perché sanno che i controllori arabi non l’ avrebbero toccata perché proibito dal Corano. San Marco diventa così il protettore di Venezia e fu costruita appositamente una basilica, la basilica di S. Marco, sulla piazza che porta lo stesso nome.

Gli appalti delle crociate

Presto, Venezia diventa una grande potenza commerciale perché le sue navi potevano coprire lunghe distanze e giungevano fino a Costantinopoli. La più grande possibilità di guadagno arriva con le crociate: infatti i Veneziani affittano a prezzi molto alte le loro navi ai Crociate che ne hanno bisogno per recarsi in Terrasanta. Inoltre approfittarono della Quarta Crociata per saccheggiare la città di Costantinopoli ed arricchirsi ancora di più. Quando la potenza dei Bizantini decade, Venezia ne approfitta per creare scali commerciali lungo la costa adriatica e in Grecia.

Venezia nel XV secolo: vita sociale e religiosa

Nel Quattrocento Venezia è una città cosmopolita perché accoglie persone che vengono da ogni parte del mondo: tedeschi, olandesi, belgi e Turchi. Ogni gruppo straniero aveva una propria sede, chiamata fòndaco: es. fondaco dei Tedeschi, fondaco dei Turchi).
Venezia accoglieva anche molti immigrati che fuggivano dai loro paesi per motivi diversi: troppe tasse da pagare, guerre, mancanza di lavoro. Gli immigrati erano albanesi, greci, africani. Venezia li accoglieva tutti, soprattutto se erano specializzati in qualcosa.
Un ambiente veneziano straordinario era l’Arsenale dove circa 3000 operai, che provenivano da tutto il mondo, costruivano la flotta navale e contribuivano a mantenere la ricchezza della città: qui si lavorava il legno, la canapa, il rame.
All’inizio, Venezia era governata da un doge che veniva eletto dai cittadini. Col tempo le cose cambiano. Infatti, più tardi, il doge viene eletto dalle famiglie più ricche ed è assistito dal Gran Consiglio, composto dai rappresentanti delle ricche famiglie. Comunque a Venezia c’era lavoro per tutti e soprattutto non esistevano lotte fra le diverse classi sociali.
Nei confronti della Chiesa, Venezia voleva mantenersi indipendente e non desiderava che i papi si interessassero dei suoi affari interni ed esterni. Per questo motivo molti scienziati, che la Chiesa aveva condannato, passarono molti anni della loro vita a Venezia dove erano liberi di svolgere la loro attività e i loro studi (es. Galileo Galilei)
Numerosi erano gli Ebrei che abitavano a Venezia. Tuttavia, essi non potevano abitare nella laguna, ma sulla terraferma, a Mestre, e potevano recarsi a Venezia solo per 15 giorni all’anno e portando ben in mostra un distintivo che serviva per identificarli. Col tempo le cose cambiarono e si formò un apposito quartiere, il ghetto, dove erano riuniti tutti gli Ebrei e nel quale fu costruita anche una sinagoga. Gli Ebrei erano molto ricchi e avevano accumulato grandi ricchezze prestando argenteria od altro al Gran Consiglio, tutte le volte che Venezia doveva ricevere degli ambasciatori stranieri. Essi praticavano l’usura e prestavano denaro ai nobili e allo Stato stesso, cosa che ai Cristiani era proibito. Un medico ebreo di Venezia fu addirittura chiamato a Roma per curare il Papa.
I Veneziani lavoravano molto ma sapevano anche divertirsi. E’ celebre il Carnevale di Venezia che si celebrava il giovedì grasso, cioè l’ultimo giorno di Carnevale. Le persone giravano per le strade mascherate, si mangiavano delle specialità: pesce, dolci ecc. e si lanciavano fuochi d’ artificio. Molto importante a Venezia era anche il teatro.
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