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Nell’Italia centro-settentrionale si ebbe un consolidamento del sistema della mezzadria. I contratti di mezzadria si fecero più frequenti nel Trecento, a scapito del contratto di livello che prevedeva la concessione di un terreno per un periodo lungo. Dal punto di vista dei ricavi, la mezzadria portò a un incremento produttivo e a un miglioramento delle condizioni economiche. Dal punto di vista sociale, l’aumento della produzione fu accompagnato da un aumento dell’oppressione nei confronti del contadino e della sua famiglia da parte del signore.
Nell’Italia centro-settentrionale la mezzadria permise di riequilibrare la situazione economica e sociale. In regni come la Francia o l’Inghilterra impegnati nella lunga e costosa guerra dei cent’anni tutto ciò portò all’ insorgere di drammatiche rivolte popolari. Come quella scoppiata in Francia ricordata con il nome di jacquerie. Pressati dall’aumento delle imposte e dalle continue scorrerie degli eserciti, molti contadini avviarono una rivolta antinobiliare, assalendo castelli e residenze simbolo dei poteri signorili. Dopo un primo momento di sorpresa, nobili e re seppero creare un fronte comune contro i rivoltosi, migliaia dei quali furono uccisi. Alcuni decenni più tardi, subirono la medesima sorte i cittadini che insorsero in Inghilterra, dove nel 1381 scoppiò un a drammatica rivolta causata dalla richiesta del pagamento dei un’imposta sulla persona. Anche in questo caso, il movimento contadino dovette soccombere davanti alla superiorità delle armate regie e nobiliari.

In’agricoltura, invece, si assistette a una momentanea ma radicale diminuzione della produzione che determinò un’impennata dei prezzi dei cereali. Si venne creando una situazione che portò allo scoppio di tumulti e ribellioni.

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